Malattia coronarica

ott212010

La nefropatia cronica aumenta il rischio di malattia coronarica

Nei soggetti senza manifesta vasculopatia, già i primi stadi di una nefropatia cronica (Ckd) sono associati a un rischio aumentato di malattia coronarica (Chd) e, nei nefropatici, la valutazione della Ckd, in aggiunta ai fattori di rischio convenzionali,...
transparent

ott192010

Depressione e coronaropatia: interazioni pericolose

I sintomi depressivi sono associati a un aumentato rischio di morte per tutte le cause e cardiovascolare e tale rischio è particolarmente marcato in caso di depressione con comorbidità coronaropatica. Lo dimostrano i risultati di uno studio...
transparent

ott82010

Acs: il rigurgito mitralico ha valore prognostico long-term

Nei soggetti con sindrome coronarica acuta (Acs), la valutazione di un rigurgito mitralico (Mr) ha un valore prognostico aggiuntivo rispetto a quello del peptide natriuretico di tipo B (Bnp), della frazione d’eiezione ventricolare sinistra (Fevs)...
transparent

set242010

Coronaroplastica: è sicura l’eparina non frazionata

Nei pazienti ad alto rischio con sindrome coronarica acuta, senza sovraslivellamento del tratto ST e trattati inizialmente con fondaparinux, l’impiego di eparina non frazionata a basso dosaggio, paragonata alla dose standard, non riduce il rischio...
transparent

set232010

Acs con nefropatia cronica: due antiaggreganti a confronto

Nei pazienti con sindrome coronarica acuta (Acs) e nefropatia cronica la somministrazione di ticagrelor, rispetto a quella di clopidogrel, ha determinato una significativa riduzione dell’endpoint composito, comprendente morte cardiovascolare, infarto...
transparent

set212010

Coronaropatia multivascolare: il by-pass è l’intervento migliore

Nei pazienti con malattia coronarica multivascolare, angina stabile e funzione ventricolare conservata, l’impianto di by-pass aortocoronarico (Cabg) rappresenta una strategia terapeutica superiore sia all’intervento coronarico percutaneo (Pci)...
transparent

set162010

Rischio coronarie, controllare solo le Ldl non basta

Nei soggetti in cui la colesterolemia-Ldl (Ldl-c) è ben controllata secondo le raccomandazioni delle linee guida, elevati livelli di trigliceridi (Tg) e ridotti valori di colesterolemia-Hdl (Hdl-c) contribuiscono con forza e in modo sinergico a...
transparent

set32010

Postmenopausa, cresce la mortalità con deidroepiandrosterone basso

Nelle donne in postmenopausa, portatrici di fattori di rischio coronarico e sottoposte a coronarografia per sospetta ischemia miocardica, ridotti livelli di deidroepiandrosterone solfato (Dhea-S) sono associati a una maggiore mortalità cardiovascolare...
transparent

giu182010

Statine subito dopo Acs migliorano outcome

L’inizio intraospedaliero di una terapia con statine, immediatamente dopo una sindrome coronarica acuta (Acs), conferisce benefici a lungo termine al paziente, e sei mesi di trattamento intensivo ipolipemizzante migliorano gli esiti dopo intervento...
transparent

giu92010

ACE-inibizione per coronaropatici

Cardiologia Il beneficio prognostico derivante dalla somministrazione di un Ace-inibitore in seguito a sindrome coronarica acuta (Acs) si ha soltanto nei pazienti con una più marcata elevazione plasmatica del frammento aminoterminale del propeptide...
transparenttransparent
Non sei ancora iscritto?     REGISTRATI!   >>


chiudi