Malattia coronarica

mar212011

Tanti i geni da infarto

Sono pubblicati su Nature Genetics on line i risultati di due ricerche che, complessivamente, hanno analizzato il DNA di più di 210.000 persone di origine europea e asiatica, 85.000 delle quali con malattia coronarica. I due studi hanno identificato rispettivamente...
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mar92011

Il fallimento dell'aspirina identifica il paziente ad alto rischio

Il fallimento dell’aspirina, definito dal presentarsi di una sindrome coronarica acuta nonostante l’uso della stessa, è stato associato ad un maggior rischio cardiovascolare e ad una peggiore prognosi. Se questo fenomeno sia la manifestazione delle caratteristiche...
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mar32011

Quando usare un Ppi nei pazienti in profilassi con Asa

Nei soggetti over-45 con un rischio di malattia coronarica (Chd) del 10% a 10 anni il trattamento con acido acetilsalicilico (Asa) ai fini preventivi è meno costoso e più efficace rispetto alla decisione di non praticare alcun trattamento. L'aggiunta...
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mar12011

Sindrome coronarica acuta: prognosi e statine

L’inizio precoce di una terapia con statine entro 14 giorni dopo una sindrome coronarica acuta (Acs) produce effetti favorevoli ma non significativi sulla comparsa di eventi clinici avversi, in particolare a breve non riduce la mortalità e i tassi di...
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feb222011

I criteri di appropriatezza per l’esecuzione della TC coronarica e cardiaca

Sono stati del tutto recentemente pubblicati i criteri di appropriatezza dell’utilizzo della Tc cardiaca (CCT) che meritano di essere sinteticamente ricordati anche per i medici internisti. Dopo le premesse generali inerenti gli elementi di appropriatezza...
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feb12011

Eventi post-intervento percutaneo

Nei pazienti che manifestano una sindrome coronarica acuta e vengono sottoposti a intervento coronarico percutaneo, gli eventi avversi cardiovascolari maggiori che occorrono durante il follow-up sono da attribuire equamente a recidive in sede di lesioni...
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gen272011

Scoperti due geni correlati a coronaropatia e infarto miocardico

Esistono fattori genetici che predispongono in modo distinto allo sviluppo dell’aterosclerosi coronarica così come altri si limitano a favorire la comparsa di un infarto miocardico se si è già in presenza di aterosclerosi coronarica. La scoperta è frutto...
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gen172011

Riserva di flusso coronarico migliorata grazie a ivabradina

Il trattamento con ivabradina migliora in modo significativo la velocità del flusso coronarico iperemico e la riserva di flusso coronarico nei pazienti con malattia coronarica (Cad) stabile. Tali effetti permangono anche dopo la correzione del ritmo cardiaco,...
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dic222010

Dolore toracico: predittiva la riserva coronarica

Una ridotta riserva coronarica (Cfr) a livello dell’arteria discendente anteriore sinistra (Lad) è associata a un rischio cardiovascolare fortemente aumentato nei soggetti di entrambi i sessi con sindrome da dolore toracico di origine sconosciuta ma normale...
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ott262010

Frequenza cardiaca a riposo marker di rischio solo nei diabetici

Nei pazienti con malattia coronarica stabile esiste un’associazione tra frequenza cardiaca a riposo (elemento predittivo indipendente di morte cardiovascolare e per tutte le cause) ed eventi cardiovascolari soltanto nei soggetti affetti da diabete...
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