Malattia coronarica

mar72012

Rischio coronarico nell'uomo: il ruolo del cromosoma Y

Il cromosoma Y è associato al rischio di coronaropatia negli uomini, probabilmente per interazioni di processi immunitari e infiammatori fortemente correlati all'aterosclerosi. Le varie ipotesi sono indagate da una ricerca genetica dell'università di Ballarat (Australia)
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gen112012

Studio ATLAS ACS 2–TIMI 51: rivaroxaban riduce il rischio di eventi dopo IMA

La sindrome coronarica acuta – come è noto - è generata da una trombosi sovrapposta ad un processo di aterosclerosi coronarica. Poiché il fattore Xa svolge un ruolo centrale nella trombosi, si è voluto valutare se l’inibizione di questo fattore mediante...
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gen112012

Coronaropatie: Rm cardiovascolare superiore alla Spect

La risonanza magnetica cardiovascolare (Crm) costituisce una tecnica altamente accurata per lo studio delle coronaropatie, è superiore alla Spect e dovrebbe essere adottata subito in modo più ampio nei reparti di imaging diagnostico. È il verdetto di...
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dic192011

Anmco: corsi di formazione per non dimenticare l’angina

La percezione, tra i medici specialistici e di medicina generale, è che l'angina non esista più perché la cardiologia interventistica ne elimina i sintomi. Ma, secondo i dati dell'Anmco, l'Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri, nel 10%...
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dic192011

Lo score Cac non aggiunge informazioni prognostiche all'angioTc

Nei pazienti sintomatici con un punteggio Cac (calcificazione coronarica) pari a 0 che vengono avviati all'esecuzione di un'angioTc, è possibile riscontrare una coronaropatia ostruttiva associata a un aumento di eventi cardiovascolari. Dunque lo score...
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dic152011

Pci: con nuovo ricovero entro 1 mese cresce mortalità a 1 anno

Circa 1 paziente su 10 sottoposti a intervento coronarico percutaneo (Pci) è nuovamente ricoverato entro 30 giorni. Sono stati identificati alcuni fattori che aumentano tale rischio, la cui conoscenza è importante dato che la riammissione ospedaliera...
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nov212011

Dagli Usa linee guida per ridurre il rischio aterosclerotico

È stato da poco pubblicato un documento, steso congiuntamente dall'American heart association (Aha) e dall'American college of cardiology foundation (Accf) e dichiaratamente ispirato alle linee guida dei National institutes of health (Nih), che analizza...
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nov182011

Statine riducono stenosi coronariche, non calcificazioni

Una metanalisi effettuata da Michael Y. Henein e Andrew Owen della Canterbury Christ Church University (UK) evidenzia una moderata riduzione delle stenosi coronariche associata alla diminuzione del colesterolo-Ldl indotta dal trattamento con statine,...
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set192011

Stent a eluizione, nefropatia cronica e rischio di restenosi

La presenza di una ridotta funzione renale in un paziente avviato a intervento coronarico percutaneo (Pci) con impiego di stent a eluizione di farmaco rappresenta un fattore di rischio indipendente di restenosi e sanguinamento. La conferma viene da uno...
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set192011

Rischio di exitus intraospedaliero per gli anziani avviati a Pci

I pazienti di età pari o superiore a 75 anni avviati a intervento coronarico percutaneo (Pci) per sindrome coronarica acuta (Acs) e angina stabile vanno incontro a un rischio relativamente basso di morte intraospedaliera. In ogni caso, i tassi di complicanze...
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