Politica e Sanità

giu192012

Maggiorotti (Amami), errori sanitari: è una caccia alle streghe

«Ormai non dobbiamo più neanche parlare di medicina difensiva ma di medicina dell’osservanza giurisprudenziale delle sentenze. Il medico, cioè, lavora in costante ascolto dell’ultima sentenza» a sottolinearlo è Maurizio Maggiorotti, presidente dell’Amami

«Ormai non dobbiamo più neanche parlare di medicina difensiva ma di medicina dell'osservanza giurisprudenziale delle sentenze. Il medico, cioè, lavora in costante ascolto dell'ultima sentenza» a sottolinearlo è Maurizio Maggiorotti (foto), presidente dell'Amami (Associazione medici accusati di malpractice ingiustamente), commentando l'inchiesta di Gian Antonio Stella pubblicata sul Corriere della Sera di domenica scorsa. L'inchiesta si occupa  dell'assedio legale di cui sono spesso vittime i medici e solleva molte questioni spinose per la categoria, su tutte spicca, secondo Maggiorotti, la questione dei numeri. «I dati sono falsi. A partire dalla "bufala" dei 90 morti al giorno per causa di un errore medico che ha cominciato a girare incontrollata su Internet fino a essere considerata un'informazione fondata. Ma anche le statistiche apparentemente certificate sono il più delle volte lacunose» sottolinea Maggiorotti. «Un'indagine Ania parla di 30 mila sinistri all'anno, ma considera anche le moltissime richieste di risarcimento che non hanno avuto seguito. Lo stesso» continua il presidente Amami «vale per il rapporto Pit salute, che prende in esame le lamentele dei cittadini». Ma Maggiorotti ridimensiona anche l'indagine della commissione d'inchiesta sugli errori sanitari presieduta da Leoluca Orlando, che parlava di 329 morti per malasanità da fine aprile 2009 al 30 settembre 2011 «anche qui bastano le lamentele dei cittadini per essere parte del conteggio di un caso di malasanità, a prescindere dalla fondatezza delle stesse». Quello che manca, secondo il chirurgo dell'Amami è un Osservatorio su contenzioso ed errori medici «lo chiediamo da anni senza successo, ma sarebbe l'unico modo per avere dati reali dei quali parlare». Il clima nella descrizione dell'inchiesta di Stella è quello di una caccia alle streghe di cui beneficiano gli studi legali specializzati, con ricadute pesanti sui costi e sull'atteggiamento dei medici «se secondo alcune sentenze "l'improbabilità che un evento accada non esime dal sospettarlo", il medico a scanso di rischi finisce per prescrivere più esami e più farmaci, con ricadute economiche sul sistema sanitario» precisa Maggiorotti. Il risultato è che i ragazzi non si iscrivono più alle specializzazioni troppo rischiose. C'è infine un ultimo aspetto sul quale l'associazione Amami ha fatto un'interrogazione parlamentare, peraltro con un riscontro misero, «il testo del decreto legge n. 138 del 13 agosto 2011, coordinato con la legge 148, obbliga i professionisti italiani a stipulare un'assicurazione idonea per rischi derivanti dall'esercizio dell'attività professionale. Il problema» spiega Maggiorotti «è che le compagnie non coprono i medici disdettati, i chirurghi plastici, i ginecologi e gli ortopedici». La soluzione? Secondo l'associazione, sarebbe sul modello della Rc auto con un sistema Bonus-malus, «in questo modo si penalizzerebbe chi effettivamente fa danni e si premierebbe chi ha un comportamento virtuoso» conclude il presidente Amami.

Marco Malagutti


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