mar232012
Federfarma, la federazione dei titolari di farmacia italiani, annuncia per il 29 marzo una giornata di chiusura per protesta. Sono, infatti, secondo una nota dell’associazione, un milione i cittadini che rischiano di essere privati del servizio farmaceutico.È questo lo scenario che si profila in base a un parere interpretativo diramato dal ministero della Salute su alcuni aspetti del dl sulle liberalizzazioni in vista dell'entrata in vigore della legge di conversione prevista per il 24 marzo. Questo parere, osserva Federfarma, contiene varie «forzature e incongruenze»: «la forzatura più grave» rileva «è che, secondo il ministero, tutti i titolari di farmacia che al momento dell'entrata in vigore della legge avranno compiuto 65 anni di età dovranno nominare un farmacista direttore. Sempre secondo il Ministero, in caso di non ottemperanza la farmacia dovrà essere chiusa». «Se non tempestivamente rivista, l'interpretazione del Ministero» spiega la federazione «colpirà nel giro di pochissimi giorni più di un milione di cittadini, a cominciare da tutti coloro che risiedono nelle migliaia dei piccoli comuni i cui titolari di farmacia, se ultra 65enni, non potranno certamente permettersi di assumere e retribuire un farmacista direttore. Si tratta, con ogni evidenza, di farmacie a basso reddito, gestite già oggi dal solo farmacista titolare perché non in grado di assumere nemmeno un collaboratore». Per questo Federfarma ha indetto lo sciopero contro il parere dell'Autorità di garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali, che sottolinea come non sia « attuabile perché viola l'obbligo del preavviso, fissato dalla legge in dieci giorni». «Siamo costretti a non rispettare il preavviso di 10 giorni per lo sciopero del 29 marzo» replica Annarosa Racca, presidente di Federfarma «perché il rischio, superata l'obbligatoria pausa pasquale, è di trovare le farmacie già chiuse a causa di una circolare errata».