Clinica

lug132012

L’attività fisica riduce il rischio di diabete di tipo 2

Lo studio InterAct, approvato e finanziato dalla Commissione europea, dimostra che l’attività fisica si associa a una riduzione del rischio di diabete di tipo 2 in uomini e donne, qualunque sia il loro indice di massa corporea. Sono stati raccolti i dati antropometrici e i campioni biologici di 346.055 pazienti in 26 centri di otto paesi europei, Italia inclusa, tra il 1991 e il 2007, anno alla fine del quale è terminato il follow-up. Sono stati studiati 12.403 pazienti con diabete incidente di tipo 2 oltre a un gruppo di 16.154 soggetti selezionati in modo randomizzato dalla coorte totale dei partecipanti (da cui sono stati esclusi i soggetti con diabete incidente alla baseline). L’obesità è stata misurata attraverso l’indice di massa corporea e la circonferenza addominale. L’attività fisica è stata valutata sulla base delle dichiarazioni dei pazienti e suddivisa in quattro categorie. Una differenza di categoria, approssimativamente equivalente a 460 kJ al giorno per gli uomini, si è associata indipendentemente a una variazione del 13% del rischio di diabete di tipo 2. Nelle donne, le categorie differivano l’una dall’altra mediamente di 365 kJ al giorno e in questo caso la riduzione del rischio nel passaggio a una categoria a superiore attività fisica è stata del 7%. Mettendo a confronto gli uomini inattivi rispetto a quelli inattivi, l’hazard risk è salito a 1,44 se magri e a 1,38 se obesi, mentre per le donne i valori corrispettivi sono stati pari a 1,57 e 1,19.

Diabetologia, 2012; 55(7):1944-52


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