feb142012
Molti autori sostengono che, nei pazienti con nefropatia cronica, sia opportuno somministrare un vaccino anti-epatite B adiuvato a causa della loro scarsa capacità di risposta immunitaria. Questa precauzione risulta inutile, alla luce di una meta-analisi realizzata dalla divisione di Nefrologia dell'Ospedale Maggiore di Milano. I ricercatori hanno escluso i lavori scientifici condotti con metodologie poco rigorose e hanno preso in considerazione soltanto studi randomizzati e prospettici, assumendo come endpoint primario il confronto tra la sieroprotezione ottenuta attraverso un vaccino ricombinante con adiuvanti (gruppo di intervento) rispetto a quella conferita dal solo vaccino ricombinante (gruppo di controllo). I criteri adottati hanno portato all’identificazione di 10 studi per un totale di 1.228 pazienti affetti da malattia renale cronica. L’analisi ha mostrato che la risposta immunitaria al vaccino ricombinante contro l’epatite B continua a essere insoddisfacente nonostante la presenza di adiuvanti e che, di fatto, il vaccino adiuvato non si associa a una maggiore probabilità di protezione rispetto al gruppo di controllo, con un odds ratio di 1,47. «La nostra analisi primaria – riconoscono gli autori – era caratterizzata da una marcata eterogeneità, ma anche un’analisi stratificata per diversi sottogruppi ha portato soltanto a cambiamenti minimi, avvalorando la robustezza dei nostri risultati».Vaccine. 2012 Jan 25. [Epub ahead of print]