Pediatria

feb132012

La pediatria italiana non sarà decapitata, parola di Ministro

«Un incontro franco e di grande reciproca disponibilità nel quale il Ministro ci ha tranquillizzati sul futuro della pediatria italiana: non è in atto alcun tentativo di decapitare l'assistenza ai più piccoli»». Con queste parole Giuseppe Mele, presidente Fimp, ha riferito dell’incontro dei rappresentanti della Federazione con il ministro della Salute, Renato Balduzzi che si è svolto lo scorso 8 febbraio. E ha aggiunto: «Con il ministro abbiamo convenuto di avviare una fase di collaborazione stretta per trovare soluzioni su alcuni temi nodali. Per questo ci siamo impegnati a elaborare nelle prossime settimane un progetto globale che, a partire dall'articolo 8 del decreto legge 502.92 così come già licenziato dall'Intersindacale, crei le condizioni per dare risposta ai bisogni delle famiglie su tutto il territorio, sette giorni su sette, coprendo l'arco delle 12 ore e creando una integrazione ospedale-territorio». In una nota, la Fimp ha voluto ribadire che l’incontro «ha messo a tacere le ipotesi di una riduzione tecnica dell'età di assistenza pediatrica, tentativo portato avanti da alcune regioni italiane, e ha avviato una fase di ben più concreto e reale confronto sui veri problemi che famiglie e pediatri si trovano ad affrontare nel nostro Paese». E lo stesso ministro ha voluto confermare quanto già dichiarato alcuni giorni prima dell’incontro: «Non c'è alcun tentativo di decapitare la pediatria italiana». Balduzzi nei giorni scorsi aveva preso le distanze dalla bozza di riordino delle cure primarie che vorrebbe ridimensionare le cure pediatriche e con l’occasione ha invitato i pediatri a costruire un modello da portare sul tavolo della Conferenza Stato-Regioni, in vista della scadenza del 30 aprile per il Patto della Salute per il prossimo triennio. «Con il ministro abbiamo convenuto di avviare una fase di collaborazione stretta» spiega Mele «ci siamo impegnati a elaborare nelle prossime settimane un progetto globale che, a partire dall'art. 8 del decreto legge 502/92, crei le condizioni per dare risposta ai bisogni delle famiglie su tutto il territorio, sette giorni su sette, coprendo l'arco delle 12 ore e creando una integrazione ospedale-territorio».


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