Ginecologia

mag92012

L'influenza esercitata dal Bmi sui metodi contraccettivi

Nelle donne obese si riportano alti tassi di insuccesso con l'uso di contraccettivi orali, attribuiti a ridotti livelli ematici di estrogeni. Dati analoghi si hanno per il patch. Uno studio effettuato sull'anello vaginale ribalta queste conclusioni

Nelle donne obese la letteratura riporta alti tassi di insuccesso con l'uso di contraccettivi orali, rispetto alle donne normopeso, da attribuirsi a ridotti livelli ematici di estrogeni. Dati analoghi, ma meno numerosi, si hanno per il cerotto transdermico. Un recente studio di Carolyn L. Westhoff, della Columbia university di New York, e colleghi, effettuato sull'anello vaginale, conferma un ridotto livello sistemico di estrogeni nelle donne obese rispetto a quelle normopeso, ma dimostra la stessa efficacia contraccettiva in entrambi i gruppi, a indicare che c’è comunque un eccellente soppressione dello sviluppo del follicolo ovarico.

La farmacocinetica degli estrogeni dell'anello vaginale
Il team di studiosi ha coinvolto 20 donne con peso normale (Bmi 19-24,9) e 20 obese (Bmi 30-39,9) in uno studio prospettico della farmacocinetica dell'etinilestradiolo (Ee2) e dell'etonorgestrel (Eng), oltre che dello sviluppo del follicolo ovarico, dello spessore endometriale e dei pattern di sanguinamento, tutti misurati bisettimanalmente durante un ciclo di utilizzo dell'anello vaginale. Principali criteri di eligibilità: età compresa tra 18-35 anni  e anamnesi prossima positiva per cicli mestruali regolari e spontanei. Sono stati esclusi soggetti con qualsiasi tipo di controindicazione medica all'uso di contraccezione ormonale combinata. Inoltre, tutte le donne dovevano mostrare ovaie apparentemente normali all'esame ecografico basale. 

Livelli sierici di etinilestradiolo inferiori nelle donne obese
Trentasette donne hanno portato a termine il follow-up. Nei giorni da 0 a 21, la media delle concentrazioni di Ee2 è risultata inferiore tra le donne obese rispetto a quelle normopeso (rispettivamente 15 contro 22 pg/mL), mentre quelle di Eng erano simili (1.138 e 1.256 pg/mL, nell'ordine). Ciò si ritiene sia connesso alla maggiore vulnerabilità dell'Ee2 agli enzimi che catabolizzano gli ormoni steroidei a livello degli adipociti; tale vulnerabilità sarebbe dovuta al legame per il 98% con l'albumina, al contrario dell'Eng, legato sia all'albumina sia alla Shbg (Sex hormon binding protein). Lo sviluppo follicolare è risultato minimo in entrambi i gruppi, con sole 5 donne che hanno raggiunto un diametro follicolare massimo >13 mm in un qualsiasi momento nel corso delle 3 settimane di follow-up (3 normopeso e 2 obese); queste ultime avevano un livello sierico di progesterone < 1 ng/mL. Le donne obese hanno riferito un maggior numero di sanguinamenti o spotting a confronto alle normopeso (rispettivamente 3,6 e 1,4 giorni). 

La soppressione dello sviluppo follicolare ovarico
Dunque anche con l'anello vaginale, come con la concentrazione orale, le donne obese presentano valori inferiori di Ee2 rispetto alle normopeso, ma in questo caso si ottengono gli stessi eccellenti livelli di soppressione dello sviluppo follicolare ovarico (non si sono rilevate ovulazioni nel periodo dello studio), con un alto valore predittivo di efficacia dell'anello vaginale simile in tutte le donne, almeno fino a un Bmi di 39,9. Si ritiene che sia il minore livello sierico di Ee2 nelle donne obese a determinare il maggior numero di giorni con fenomeni di sanguinamento o spotting. 

Am J Obstet Gynecol, 2012 Apr 28. [Epub ahead of print]


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