mag112011
Nei soggetti ad alto rischio di infarto miocardico acuto con sovraslivellamento ST (Stemi), il profilo degli stessi fattori di rischio e il quadro angiografico cambiano notevolmente a seconda se il paziente è un giovane adulto (<40 anni) o è più anziano (>40 anni), e ciò evidenzia la necessità di attuare tra i primi un approccio aggressivo al fine di prevenire una malattia cardiovascolare prematura. È la conclusione di uno studio condotto da Sharada Bajaj del dipartimento di Medicina interna del St. Joseph's regional medical center di Paterson (New Jersey) e colleghi, i quali hanno identificato, su 3.527 pazienti con infarto acuto del miocardio ricoverati dal 2001 al 2008, 43 con età compresa tra 21 e 40 anni, e hanno poi confrontato questi ultimi con la coorte più anziana ricoverata tra il 2007 e il 2008. Soltanto il 2,58% dei pazienti con infarto Stemi ammesso negli ospedali partecipanti alla ricerca in 8 anni aveva un età inferiore ai 40 anni. I giovani adulti colpiti erano quasi sempre maschi, con storia familiare di malattia coronarica, e presentavano diabete e ipertensione meno frequentemente rispetto ai più anziani. Un'analisi comparativa del profilo lipidico ha poi evidenziato valori più elevati di colesterolemia totale, Ldl e Hdl nel gruppo dei giovani adulti. Infine, dal punto di vista angiografico, i più giovani mostravano la tendenza ad avere un coinvolgimento di un solo vaso. Coron Artery Dis. 2011 Jun; 22(4):238-44