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L'epatite C nei talassemici, controllo e aspetti genetici
La conoscenza dei pattern allelici avrebbe un ruolo rilevante nella prognosi e nella gestione terapeutica dei soggetti con comorbilità tra epatite C e talassemia. Questo è quanto emerge dai risultati di uno studio coordinato da Vito di Marco dell'università di Palermo
Nei pazienti talassemici affetti da epatite C un ruolo cruciale nel controllo dell'infezione è giocato dal polimorfismo dell'interleuchina-28B (Il-28B) che influenza lo stadio della fibrosi epatica così come la clearance spontanea o farmacoindotta del virus. Sono questi i risultati - di uno studio condotto da Vito Di Marco, dell'università di Palermo, e collaboratori - che sottolineano come la conoscenza dei pattern allelici abbia un ruolo rilevante nella definizione della prognosi e della gestione terapeutica di questa comorbilità.
Raccolti dati virologici, bioptici e sulla risposta all'interferone
Da una coorte complessiva di 301 pazienti affetti da anemia mediterranea - nati in Sicilia prima del 1990 e regolarmente seguiti per 7 anni in 5 centri della parte occidentale dell'isola – i ricercatori hanno selezionato 245 soggetti (81,4%) risultati anti-Hcv positivi al basale per effettuare un'analisi del polimorfismo Il-28. La misurazione degli anticorpi anti-Hcv è stata ripetuta ogni anno, così come quella dell'Hcv Rna; quest'ultimo, se non rilevabile nel follow-up, portava alla classificazione di clearance spontanea dell'Hcv, in caso contrario a infezione cronica. Inoltre è stata proposta una biopsia epatica a tutti i pazienti Hcv Rna-positivi per valutare il danno d'organo, la concentrazione epatica di ferro e l'opportunità di instaurare una terapia antiretrovirale. Nessun paziente era stato trattato con antiretrovirali prima della visita basale e solo quanti ricevevano una diagnosi di epatite C cronica alla biopsia epatica hanno ricevuto una monoterapia a base di interferone (Ifn ricombinante alfa-2a o alfa-2b) per 12 mesi, ritenendo raggiunta una risposta virologica sostenuta in caso di non rilevabilità dell'Hcv Rna dopo 24 settimane dalla fine del trattamento. È stata infine effettuata la genotipizzazione di un locus del gene per l'Il-28B con metodo discriminativo allelico per 2 polimorfismi a singolo nucleotide (rs12979860 e rs8099917).
Minime variazioni nel Dna, notevoli differenze cliniche
Il 40% dei pazienti (n=99) ha evidenziato una clearance virale spontanea mentre 147 (60%) hanno sviluppato un'infezione cronica. La guarigione spontanea è risultata più frequente tra i partecipanti con genotipo T/T del polimorfismo rs8099917 (Or: 2,130) o C/C del rs12979860 (Or:2,425). Durante lo studio, 131 soggetti con infezione cronica sono stati sottoposti a biopsia epatica: è emerso che l'età (Or: 1,058), i genotipi G/T o G/G del polimorfismo rs8099917 (Or: 3,962) e i genotipi C/T e T/T del polimorfismo rs12979860 (Or: 3,494) si associavano a gradi più severi di fibrosi epatica, indipendentemente dalla concentrazione di ferro nell'organo. Infine il genotipo T/T del polimorfismo rs8099917 (Or: 3,014) o quello C/C del rs12979860 (Or: 3,285), l'età (Or: 0,902), il genere femminile (Or: 3,418) e i genotipi 2 o 3 del virus C (Or: 4,7) sono risultati associati in modo indipendente alla risposta virologica sostenuta registrata in 114 pazienti trattati con alfa-interferone.
Haematologica. 2011 Dec 16. [Epub ahead of print]