set212011
L'adenoidectomia nei bambini con infezioni ricorrenti
Il ricorso alla chirurgia è la scelta giusta? Sembra di no, perlomeno nei bambini con infezioni respiratorie ricorrenti. Secondo un recente studio, infatti, non ci sarebbe beneficio con il ricorso chirurgico immediato rispetto a una strategia di vigile attesa
Nei bambini selezionati per adenoidectomia e con infezioni respiratorie ricorrenti, l'intervento chirurgico immediato non apporta alcun beneficio rispetto alla strategia "watchful waiting". È questo l'interessante dato che emerge da un trial controllato e randomizzato compiuto dall'équipe medica coordinata da Anne Schilder, del dipartimento di Otorinolaringoiatria dell'università di Utrecht, nei Paesi Bassi. I dati conclusivi dello studio, pubblicati online sul
British Medical Journal, propongono quindi di riconsiderare il ricorso alla chirurgia in questa particolare casistica di pazienti pediatrici.
Un problema ricorrente
Le infezioni del tratto respiratorio superiore si manifestano con grande frequenza nella popolazione pediatrica, rappresentando il motivo di maggior ricorso al consulto medico. Mediamente, un bambino su 5 presenta questi disturbi, che nel 60% dei casi spingono il pediatra a consigliare l'intervento chirurgico. Nei Paesi occidentali l'adenoidectomia è la procedura chirurgica a cui si fa maggior ricorso, sebbene si riscontrino percentuali molto diverse tra i vari Paesi dell'area "ricca". Tuttavia, scarseggiano le prove di efficacia dell'adenoidectomia nei bambini con infezioni ricorrenti del tratto respiratorio superiore. Con questo dettagliato trial gli autori si sono quindi impegnati a fornire finalmente dati esaustivi sulla reale utilità di un intervento chirurgico sul quale la comunità scientifica non ha ancora espresso un parere favorevole univoco.
Intervenire oppure no?
La ricerca, condotta in 11 ospedali e in 2 centri accademici, ha coinvolto 111 bambini di età compresa tra 1 e 6 anni, tutti affetti da infezioni ricorrenti del tratto respiratorio superiore e selezionati per l'adenoidectomia. Obiettivo dello studio è stato quello di valutare se fosse più indicato ricorrere all'intervento chirurgico, con o senza miringotomia, oppure se fosse preferibile un atteggiamento di attesa attenta (watchful waiting). Questi gli outcomes valutati durante lo studio: numero di infezioni delle alte vie respiratorie per anno/persona calcolato dai dati ottenuti durante il follow-up totale (massimo 24 mesi); giorni con infezioni delle alte vie respiratorie per anno/persona, disturbi dell'orecchio medio con febbre calcolati in base agli episodi e ai giorni; giorni nei quali si è manifestata febbre; prevalenza di infezioni del tratto respiratorio superiore; qualità di vita correlata allo stato di salute.
Meglio la "vigile attesa"
Durante il follow-up mediano di 24 mesi, si sono registrati 7,91 episodi di infezioni delle alte vie respiratorie per anno/persona nel gruppo sottoposto ad adenoidectomia e 7,84 nel gruppo di vigile attesa. Nessuna differenza rilevante è emersa a riguardo dei giorni di infezioni delle alte vie respiratorie, dei disturbi dell'orecchio medio con febbre calcolati in base agli episodi e ai giorni, né per qualità di vita correlata allo stato di salute. La prevalenza di infezioni delle alte vie respiratorie è diminuita nel tempo in entrambi i gruppi. I bambini inseriti nel gruppo adenoidectomia hanno avuto più giorni con la febbre rispetto ai bambini del gruppo in vigile attesa. Due bambini hanno avuto complicanze legate alla chirurgia.
La chirurgia non è la soluzione
Di fronte a questi risultati le conclusioni degli studiosi olandesi sono abbastanza nette. Nei bambini selezionati per adenoidectomia per infezioni ricorrenti del tratto respiratorio superiore, una strategia di intervento chirurgico immediato non ha ridotto il numero di infezioni delle alte vie respiratorie rispetto ad una strategia di vigile attesa iniziale. La prevalenza di infezioni delle alte vie respiratorie è diminuita nel tempo in modo simile in entrambi i gruppi, il che suggerisce che il contributo di un intervento chirurgico al corso naturale favorevole delle infezioni delle alte vie respiratorie è del tutto trascurabile.
Non sono emerse differenze rilevanti tra le due strategie per i giorni di infezioni delle alte vie respiratorie, i giorni e gli episodi di infezioni, lievi e/o gravi, delle alte vie respiratorie e disturbi dell'orecchio medio con la febbre, i giorni di assenza dal nido o la scuola, la salute generale e la qualità di vita correlata. Si è evidenziata una differenza significativa per quanto riguarda i giorni con la febbre.
BMJ 2011; 343:d5154