feb222012
Si era in precedenza riportato che i bambini nati da madri ipotiroidee mostrano ridotte funzioni cognitive. Tuttavia, uno screening prenatale a cui è seguito un trattamento materno dell’ipotiroidismo non ha prodotto miglioramenti nelle funzioni cognitive dei bambini all’età di tre anni. Lo studio randomizzato ha visto la partecipazione di ricercatori inglesi, gallesi e italiani, dell’ospedale infantile Regina Margherita–Sant'Anna di Torino, che hanno analizzato campioni di sangue di 21.846 donne nelle prime sedici settimane di gravidanza. Suddivise in due gruppi, ad alcune sono stati misurati immediatamente i livelli di tireotropina e tiroxina libera (Ft4) mentre nelle altre il siero è stato conservato e le analisi effettuate subito dopo il parto. Le partecipanti con valori di tireotropina superiori al 97,5° percentile oppure di Ft4 al di sotto del 2,5° percentile sono state considerate positive allo screening: in totale 404 nel gruppo di controllo e 390 nel gruppo di intervento, a cui sono stati somministrati 150 ug di levotiroxina al giorno. Quando i bambini hanno raggiunto l’età di tre anni, sono stati sottoposti a una valutazione delle funzionalità cognitive. Nei figli delle donne ipotiroidee trattate con il farmaco, il quoziente intellettivo medio è stato di 99,2 contro il 100,0 nei bimbi delle donne positive ma non trattate. Le percentuali di bambini con QI inferiore a 85 è stato rispettivamente del 12,1% e del 14,1%, mostrando così l’inefficacia della terapia. N Engl J Med, 2012; 366(6):493-501