dic232011
Gli omega-3 e il fenofibrato hanno effetti simili sulla dilatazione endotelio-dipendente e sui trigliceridi nell'ipertrigliceridemia, ma il fenofibrato mostra un maggiore impatto su lipoproteine e profili metabolici. Lo afferma uno studio – randomizzato, a singolo cieco, controllato con placebo – svolto in Corea del Sud, dove un team di ricercatori guidato da Kwang Kon Koh del Gachon University Gil Hospital di Incheon ha selezionato 150 pazienti ai quali, in primo luogo, è stato raccomandato di seguire una dieta a basso contenuto di grassi. Ai partecipanti, suddivisi in tre gruppi da 50 soggetti ciascuno, sono stati somministrati per 2 mesi omega-3 al dosaggio standard di 2 g oppure 160 mg di fenofibrato o una sostanza placebo. La terapia a base di omega-3 ha ridotto i trigliceridi del 21% oltre al rapporto tra trigliceridi e colesterolo Hdl e ha migliorato la dilatazione flusso-mediata rispetto alla baseline; tuttavia non si sono osservati cambiamenti significativi nei livelli di insulina e di adiponectina nel plasma o nella sensibilità insulinica. Il trattamento a base di fenofibrato è stato ancora più efficace nella riduzione dei trigliceridi, scesi in due mesi del 29%; anche il colesterolo totale è diminuito ed è migliorata la dilatazione flusso-mediata. Rispetto ai gruppi placebo e omega-3 la terapia con fenofibrato ha abbassato il colesterolo non-Hdl e il rapporto trigliceridi/colesterolo Hdl, alzando invece il colesterolo Hdl e l’apolipoproteina A-I (Apo1). Da sottolineare che, rispetto alla terapia con omega-3, la somministrazione di fenofibrato ha prodotto una più rapida diminuzione dell’insulina a digiuno e ha aumentato la adiponectina nel plasma e la sensibilità insulinica. Atherosclerosis, 2011 Dec 9. [Epub ahead of print]