lug232012
Misure ripetute della glicemia a digiuno (Gad) offrono una migliore predizione dell'incidenza di diabete rispetto a un singolo rilievo. In particolare, una iperglicemia a digiuno persistente aggiunge una precisione sostanziale alla predizione di diabete rispetto a una Gad alterata in modo transitorio. Questo metodo risulta costo/efficiente e può essere utile ai fini del riconoscimento precoce degli individui ad alto rischio. Sono questi i risultati di uno studio giapponese retrospettivo di coorte, condotto dal 1998 al 2006 su 7.929 soggetti con un'età media di 53 anni al basale. I ricercatori hanno misurato l'incidenza cumulativa del diabete e hanno effettuato sui partecipanti due misurazioni della glicemia a digiuno, una al basale e l'altra al follow-up, classificate come normali (<5,56 mmol/l) o alterate (5,56-6,94 mmol/l). L'incidenza cumulativa e la densità di incidenza del diabete sono risultate pari rispettivamente a 3,5% (275 casi) e 7,3 per 1.000 anni-persona su un follow-up medio di 4,8 anni. L'incidenza cumulativa tra i soggetti con alterata Gad a entrambi gli esami (Gad alterata in modo persistente) è stata di 30,4%, rispetto a 0,6% di quanti avevano valori glicemici normali sia al basale sia al follow-up. Il rapporto di rischio (hazard ratio, Hr) di sviluppare diabete, corretto per possibili fattori confondenti, si è attestato su 37,10 per Gad alterata in modo persistente rispetto a Gad persistentemente normale. La Gad alterata in modo persistente ha predetto il diabete con una sensibilità dell'80,7% e di specificità dell'83,1%, laddove la Gad alterata solo al basale ha predetto il diabete con una sensibilità dell'86,9% e una specificità del 74,9%. Un modello basato su entrambi i livelli glicemici a digiuno ha mostrato una maggiore Auroc (area sotto la curva Roc) rispetto a quella basata sui soli valori basali iniziali di Gad.Diabet Med, 2012; 29(7):e75-81