Politica e Sanità

feb232012

Intramoenia, emendamento istituzionalizza l’allargata

Lunga vita all’intramoenia allargata. Meglio, vita eterna. Provvederebbe allo scopo un emendamento al ddl sul governo clinico presentato ieri in commissione Affari sociali della Camera dal relatore, Domenico Di Virgilio (Pdl). La modifica, due articoli in tutto, recupera proposte già bocciate dalle Regioni e istituzionalizza di fatto l’intramoenia allargata: i medici, in sostanza, possono praticare la libera professione all’esterno delle strutture Ssn senza più paletti, purché non sussistano conflitti con gli interessi dell'azienda; al personale delle professioni sanitarie non mediche, inoltre, viene concessa la possibilità di esercitare la libera professione con tariffe concordate e senza oneri per l'azienda.
Rispetto alle dichiarazioni del ministro Balduzzi di sabato scorso la stonatura è evidente: il titolare del dicastero della Salute aveva promesso che passata la scadenza del prossimo 30 giugno, l’intramoenia allargata non avrebbe più goduto di proroghe e i medici sarebbero tornati a praticare l’attività libero professionale nelle mura del Ssn; se approvato, l’emendamento Di Virgilio sancirebbe invece esattamente l’opposto, l’allargata a vita.
Il “se” è d’obbligo perché all’ufficializzazione dell’emendamento sono esplose le polemiche. «Dopo che il Parlamento aveva fissato al primo luglio l'entrata in vigore della riforma del '99» osserva Margherita Miotto, capogruppo Pd in commissione «adesso scatta il blitz. Tutto questo è grave nel metodo e nel merito, perché il ddl del governo clinico era sostanzialmente condiviso da tutti i gruppi parlamentari». «Così» rincara Ignazio Marino, senatore Pd e presidente della Commissione d'inchiesta sul Ssn «si permette a primari che fanno zero prestazioni nel pubblico e centinaia nel privato di continuare a farlo. ».
Per ora si sarebbero espressi contro l’emendamento soltanto Pd e Lega.


L'Esperto Risponde di Dica33
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