lug32012
Servono interventi in tema di responsabilità professionale, di polizze assicurative, riposi lavorativi, stabilizzazione dei troppi posti di lavoro attualmente precarizzati, ma anche occorre mettere un freno alla stretta del definanziamento che pone a rischio equità, universalismo e sostenibilità economica del sistema sanitario. Sono queste alcune delle motivazioni che spingono l’intersindacale a riconfermare lo stato di agitazione: «In attesa di segnali positivi per il futuro del Ssn e del nostro lavoro» si legge nella nota congiunta «non esiteremo ad assumere con la massima tempestività azioni di protesta generale se la politica dei tagli toglierà ai cittadini l'ultimo riparo dalle malattie e dal disagio». E tra le motivazioni anche «il sistema delle proroghe a oltranza della normativa che regola l’attività libero professionale intramoenia dei medici e dirigenti sanitari, che deve essere superato per portarla all’interno della gestione ordinaria delle aziende sanitarie». In generale, «la proroga al 31 ottobre 2012 della possibilità di esercitare l’attività libero professionale intramoenia in forma allargata è un primo passo, necessario e urgente, ma insufficiente a rispondere alle preoccupazioni delle categorie professionali per il futuro della sanità pubblica ed il loro ruolo al suo interno».