giu152012
Insulinoresistenza e insufficienza renale predicono mortalità
Uno studio americano condotto su 3.138 pazienti mostra che l’insulinoresistenza, misurata con l’Isi (Insulin sensitivity index) o con la concentrazione dell’insulina a digiuno, si associa a un aumento del rischio di decesso tra gli anziani, sia per patologie cardiovascolari che per altre cause. I ricercatori hanno arruolato nello studio soggetti di almeno 65 anni non diabetici e, per isolare il contributo dell’insulinoresistenza, l’analisi è stata aggiustata per fattori demografici, malattie cardiovascolari, variabili riferite allo stile di vita, circonferenza addominale e colesterolo Ldl. Successivamente sono stati applicati ulteriori aggiustamenti per la variabile costituita dalla velocità di filtrazione glomerulare stimata (eGFR) attraverso la cistatina C nel siero. Durante i 14,7 anni di durata media del follow-up, sono morti 1.810 soggetti partecipanti allo studio. Tra gli appartenenti al quartile più basso dell’Isi, con la maggior insulino-resistenza, il rischio di decesso è stato del 21% superiore rispetto al quartile più alto; dopo aggiustamento per l’eGFR si è ridotto ma mantenendosi comunque più elevato dell’11%. Prendendo come riferimento la concentrazione dell’insulina a digiuno, il quartile più alto ha avuto un maggior rischio di decesso rispetto al quartile inferiore, rispettivamente del 22% e del 4%, prima e dopo l’aggiustamento per velocità di filtrazione glomerulare.
Diabetes Care, 2012; 35(6):1355-60