apr162012
La somministrazione extraospedaliera in emergenza di una soluzione endovenosa costituita da glucosio-insulina-potassio (Gik) ai pazienti con sospetta sindrome coronarica, messa a confronto con un placebo, non riduce la progressione verso l'infarto miocardico e non si associa a un miglioramento della sopravvivenza a 30 giorni; si associa però a un outcome misto, costituito da arresto cardiaco o mortalità intraospedaliera. Il dato emerge da un ampio studio in doppio cieco multicentrico statunitense – coordinato da Harry P. Selker della Tufts University School of Medicine di Boston – che ha coinvolto 13 città americane dal dicembre del 2006 al luglio del 2011. In tale periodo il personale paramedico, con l'aiuto di un decision support system basato sull'Ecg, ha randomizzato 871 pazienti (età media: 63,6 anni; 71% uomini) con elevata probabilità di sindrome coronarica all'iniezione endovenosa di Gik (n=411) o a un placebo simile all'apparenza (glucosata al 5%, n= 460), in entrambi i casi proseguita per 12 ore. Non si sono avute differenze significative nei tassi di progressione verso l'infarto miocardico nel gruppo Gik (48,7%) e in quello placebo (52,6%). La mortalità a 30 giorni si è attestata a 4,4% con Gik e a 6,1% con placebo. L'outcome composito arresto cardiaco o mortalità intraospedaliera è stato raggiunto nel 4,4% dei casi nel gruppo Gik e nell'8,7% dei casi in quello placebo. Nei pazienti con sopraslivellamento St (163 con Gik, 194 con placebo) la progressione verso l'infarto è stata di 85,3% e 88,7% con Gik e placebo, rispettivamente, mentre la mortalità a 30 giorni si è attestata, nell'ordine, a 4,9% e 7,7% e l'outcome composito a 6,1% e 14,4%. JAMA, 2012 Mar 27. [Epub ahead of print]