Infarto

lug152011

La supplementazione di Vitamina D non migliora gli outcomes cardiovascolari

Un gruppo di ricercatori della Mayo Clinic, impegnati nella formulazione delle Linee Guida sulla supplementazione con Vitamina D che la Endocrine Society ha recentemente pubblicato, si è interessato del problema riguardante i rapporti fra terapia con...
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lug72011

Sindrome coronarica acuta, diabete svelato con il test da carico

Quasi l'80% dei pazienti con sindrome coronarica acuta (Acs) presenta anomalie della glicemia (iperglicemia o riduzione del metabolismo glucidico). In questi casi, al fine di rivelare un diabete precedentemente non diagnosticato, i livelli di glicemia...
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lug52011

Sicilia, strutture in rete contro l’infarto acuto

Un network per l’interoperabilità che collega 118, Pronto soccorso, Unità operative di cardiologia, Utic e laboratori di emodinamica. E’ la “Rete per l´infarto miocardico acuto in Sicilia”, disegnata nell’impalcatura da un decreto pubblicato nel Bur regionale...
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giu142011

Nei post-infartuati trattati con Asa e Ppi maggiore rischio Cv

Nei pazienti in terapia con acido acetilsalicilico (Asa) dopo un primo infarto del miocardio, un trattamento con inibitori di pompa protonica appare associato a un rischio aumentato di eventi cardiovascolari. Lo rivela uno studio retrospettivo danese,...
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giu82011

I supplementi di calcio con o senza vitamina D sono privi di pericoli?

I supplementi di calcio non sono sempre salutari: una ri-analisi dei dati del WHI CaD Study, completata dalla metanalisi di altri studi similari, ha evidenziato come la supplementazione di  calcio sia correlata ad una maggior incidenza di eventi...
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mag112011

L'identikit dei giovani adulti ad alto rischio di infarto acuto

Nei soggetti ad alto rischio di infarto miocardico acuto con sovraslivellamento ST (Stemi), il profilo degli stessi fattori di rischio e il quadro angiografico cambiano notevolmente a seconda se il paziente è un giovane adulto (<40 anni) o è più anziano...
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mag112011

Ridotta Bmd associata ad aumentato rischio di infarto

Una ridotta densità minerale ossea (Bmd) a livello del collo femorale e dell'anca si associa a un rischio aumentato di infarto del miocardio in entrambi i sessi (con maggiore evidenza però nei maschi), ampiamente indipendente da fumo, ipertensione, ipertrigliceridemia...
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apr42011

Troponina: valori soglia ridotti migliorano diagnosi infarto

Nei pazienti con sospetta sindrome coronarica acuta (Acs), l'esecuzione di un esame della troponina sensibile dà luogo a un aumento delle diagnosi di infarto miocardico (Im) e permette di identificare i pazienti ad alto rischio di Im ricorrente e morte....
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mar72011

Inquinamento atmosferico trigger di infarto

Per entità del rischio e prevalenza nella popolazione, l'inquinamento atmosferico (il traffico, in particolare) si conferma un importante trigger dell'infarto acuto del miocardio, con un impatto negativo simile a quello di fattori scatenanti riconosciuti...
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dic222010

GIK nel post-infarto nell’era della riperfusione: è cambiato qualche cosa?

Avendo come endpoint primario la mortalità per tutte le cause, un gruppo di ricercatori cinesi del Department of Cardiology del Beijing Chaoyang Hospital ha effettuato una meta-analisi di RCT per mettere a confronto due diversi approcci terapeutici nel...
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