Infarto miocardico

mar92012

Cardiosfere infuse nelle coronarie riducono l'area infartuale

L'infusione intracoronarica di cellule autologhe derivate da cardiosfere (Cdc, sfere di cellule staminali proliferanti di origine miocardica) nei pazienti con disfunzione ventricolare sinistra dopo infarto miocardico, è sicura e determina, a distanza...
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mar22012

Infarto meno ampio con abciximab precoce

La somministrazione precoce di abciximab non porta a ottenere una minore area infartuale - verificata alla Rm con contrasto dopo 6 mesi dall'intervento coronarico percutaneo (Pci) - tranne nei pazienti con più lunghi tempi di trasporto, in cui si associa...
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feb272012

Danno renale acuto nell'infarto: dal 2000 incidenza in calo

Negli Stati Uniti l'incidenza del danno renale acuto (Aki) nei pazienti ospedalizzati per infarto miocardico acuto (Ima) è diminuita significativamente tra il 2000 e il 2008, nonostante il crescente invecchiamento della popolazione e l'aumento dei fattori...
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feb212012

Nuovo alert per il dabigatran: utilizzo associato ad un aumento di IMA e SCA?

I clinici devono sono ben allertati nella gestione di pazienti in trattamento con il nuovo anticoagulante dabigatran. Dopo la consapevolezza che - per la mancanza di dati laboratoristici utili per predire un pericolo di sanguinamento e per l’assenza di...
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feb202012

Gb: infarti in calo, ma resta allarme giovani

Infarti dimezzati in Gran Bretagna negli ultimi dieci anni. Sia la prevenzione, sia le cure hanno reso possibile un simile risultato. A evidenziarlo, uno studio condotto dalla Oxford University e pubblicato sul British Medical Journal alla fine di gennaio....
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feb72012

Quanto bisogna abbassare il colesterolo LDL nei soggetti a rischio molto elevato?

Nei pazienti con rischio cardiovascolare particolarmente elevato è necessario abbassare l’LDLc  sotto i 70 mg%, ma recenti trials hanno suggerito che, se esiste un livello target di LDLc, esso è molto più basso di quanto prima si pensasse. In pratica,...
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feb32012

Outcome peggiori negli infarti Stemi non dolorosi

I pazienti colpiti da infarto con elevazione del tratto St (Stemi) non doloroso risultano associati ad outcome peggiori rispetto ai soggetti che sono stati colpiti da uno Stemi doloroso. Si ritiene che la diagnosi tardiva determini un contributo significativo...
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gen272012

Gb, in 10 anni dimezzata la mortalità da infarto

Stando ai dati raccolti da uno studio pubblicato dal British medical journal, si è dimezzato, negli ultimi dieci anni, il numero di decessi per infarto in Inghilterra, in particolare nelle fasce di età avanzate
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gen262012

Attività sessuale pressoché sempre sicura nei cardiopatici

I pazienti con malattia cardiovascolare stabile posso svolgere senza rischi attività sessuale, secondo l'American heart association (Aha). Stilato da un board di esperti cardiologi, fisiologi e sessuologi, guidato da Glenn N. Levine del Baylor college...
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gen162012

Pci primaria per Stemi e indici di prognosi al ricovero

Un elevato livello delle gamma-glutamiltransferasi (gamma-Gt) nei pazienti con infarto miocardico con elevazione del tratto St (Stemi) al momento del ricovero per intervento coronarico percutaneo (Pci) primario riveste un valore prognostico negativo;...
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