Infarto miocardico

lug42011

Storia d’infarto, nei maschi il profilo lipidico è peggiore

I giovani sani di sesso maschile con storia familiare positiva per infarto miocardico prematuro (Phpmi) hanno gli stessi livelli di lipoproteina A (LpA) delle femmine, ma un peggiore profilo lipidico. Il dato emerge da una ricerca condotta da Silvia...
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giu272011

Attenzione alla fibrillazione atriale nel post-infarto

Uno studio condotto su più di 3.000 pazienti ricoverati per un primo IMA nelle cardiologie del Minnesota e seguiti per i successivi 5 anni ha messo in evidenza che la FA preesisteva all’IMA in circa il 10% dei pazienti si riscontrava dopo l’IMA in circa...
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giu272011

I FANS nel post-IMA

Negli ultimi tempi c’è stata una crescente attenzione al maggior rischio cardiovascolare (CVR) associato all’utilizzo dei FANS, specialmente in pazienti con malattia cardiovascolare stabiliz-zata, e questo vale sia per gli inibitori selettivi della ciclossigenasi...
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giu272011

PPI ed ASA: un’altra associazione a rischio di interazione sfavorevole

Alcuni cardiologi danesi hanno voluto verificare se la contemporanea assunzione di ASA con i PPI  potesse, al pari di quanto accade con il clopidogrel, determinare una interazione negativa. Per tale motivo dei quasi 20.000 pazienti che erano stati...
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giu232011

Infarto: mortalità più alta se l'ambulanza è dirottata lontano

Quando un paziente colpito da infarto miocardico acuto (Ima) viene esposto a una deviazione dell'ambulanza superiore a 12 ore dal più vicino dipartimento di emergenza (temporaneamente chiuso al traffico delle ambulanze), si ha un aumento della mortalità...
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giu202011

In Sicilia la Rete per l'infarto miocardico acuto

Garantire la tempestività e la qualità dell'intervento di soccorso al paziente colpito da infarto del miocardio e, quindi, ridurre la mortalità preospedaliera. Questo l'obiettivo delle linee guida organizzative e cliniche previste nel decreto assessoriale...
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giu82011

I supplementi di calcio con o senza vitamina D sono privi di pericoli?

I supplementi di calcio non sono sempre salutari: una ri-analisi dei dati del WHI CaD Study, completata dalla metanalisi di altri studi similari, ha evidenziato come la supplementazione di  calcio sia correlata ad una maggior incidenza di eventi...
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mag312011

Infarto, sintomatologia più variegata nelle donne

Gli uomini e le donne colpiti da infarto miocardico acuto (Ima) non mostrano differenze significative per quanto riguarda i sintomi principali (dolore toracico, senso di oppressione e tensione, sudorazione, dolore a spalla/braccio/mano di sinistra, sincope);...
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mag252011

Quanto conta la familiarità per il rischio di infarto? Lo studio INTERHEART

In diversi studi una storia familiare (SF) positiva è associata in maniera consistente con un elevato rischio di sviluppare cardiopatia ischemica (CI), ma non è chiaro se essa sia un fattore di rischio indipendente, come invece è stato riportato, per...
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mag232011

Nessun aumento del rischio di infarto miocardico con i sartani

Esistono forti evidenze per ricusare la tesi secondo cui gli antagonisti del recettore dell'angiotensina aumentano il rischio di infarto del miocardio, arrivando a escludere perfino un incremento assoluto dello 0,3%. Piuttosto si nota una riduzione del...
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