apr302012
Sospetta sindrome coronarica: con angioTac dimissioni più sicure
Nei reparti di emergenza - dove è elevato il numero di ricoveri per sospette sindromi coronariche - l'impiego dell'angioTac, dall'alto potere predittivo negativo, nei soggetti a basso-medio rischio aumenta le dimissioni sicure. La strategia, messa...

apr62012
Fattori predittivi di sopravvivenza nei soggetti con infarto
Un gruppo di cardiologi italiani ha identificato 4 fattori critici per la prognosi a lungo termine dei pazienti infartuati: il tasso di filtrazione glomerulare, il rapporto di escrezione albumina/creatinina, una storia di angina e un pregresso infarto miocardico

mar232012
Pci: bolo di abciximab intracoronarico meglio dell'endovenoso
Nei pazienti con infarto miocardico con sovraslivellamento del tratto St (Stemi) avviati a intervento coronarico primario percutaneo (Pci), la somministrazione intracoronarica o in bolo per via endovenosa di abciximab si equivalgono sotto il profilo dell'endpoint...

mar192012
Post-infarto, l’evoluzione della terapia
Con circa 130.000 ricoveri ospedalieri all’anno e un tasso di mortalità che può arrivare al 10%, la Sindrome coronarica acuta (Sca) rappresenta una condizione patologica tra le più gravi e con un impatto sociale rilevante, in particolar modo per gli anziani....

mar92012
Cardiosfere infuse nelle coronarie riducono l'area infartuale
L'infusione intracoronarica di cellule autologhe derivate da cardiosfere (Cdc, sfere di cellule staminali proliferanti di origine miocardica) nei pazienti con disfunzione ventricolare sinistra dopo infarto miocardico, è sicura e determina, a distanza...

mar22012
Infarto meno ampio con abciximab precoce
La somministrazione precoce di abciximab non porta a ottenere una minore area infartuale - verificata alla Rm con contrasto dopo 6 mesi dall'intervento coronarico percutaneo (Pci) - tranne nei pazienti con più lunghi tempi di trasporto, in cui si associa...

feb272012
Danno renale acuto nell'infarto: dal 2000 incidenza in calo
Negli Stati Uniti l'incidenza del danno renale acuto (Aki) nei pazienti ospedalizzati per infarto miocardico acuto (Ima) è diminuita significativamente tra il 2000 e il 2008, nonostante il crescente invecchiamento della popolazione e l'aumento dei fattori...

feb202012
Gb: infarti in calo, ma resta allarme giovani
Infarti dimezzati in Gran Bretagna negli ultimi dieci anni. Sia la prevenzione, sia le cure hanno reso possibile un simile risultato. A evidenziarlo, uno studio condotto dalla Oxford University e pubblicato sul British Medical Journal alla fine di gennaio....

feb32012
Outcome peggiori negli infarti Stemi non dolorosi
I pazienti colpiti da infarto con elevazione del tratto St (Stemi) non doloroso risultano associati ad outcome peggiori rispetto ai soggetti che sono stati colpiti da uno Stemi doloroso. Si ritiene che la diagnosi tardiva determini un contributo significativo...

gen272012
Gb, in 10 anni dimezzata la mortalità da infarto
Stando ai dati raccolti da uno studio pubblicato dal British medical journal, si è dimezzato, negli ultimi dieci anni, il numero di decessi per infarto in Inghilterra, in particolare nelle fasce di età avanzate