Clinica

giu42012

Infarto, efficacia del palloncino dipende dalla tempestività

Un breve intervallo di tempo tra l’insorgenza dell'infarto e l’applicazione del palloncino (onset to balloon time) è associato a un esito clinico migliorativo di tre anni nei pazienti con infarto miocardico acuto con sopraslivellamento del tratto St (Stemi)  sottoposti a intervento coronarico percutaneo. Invece, il beneficio in caso di breve intervallo tra presentazione in ospedale e palloncino (door to balloon time) è limitato ai soggetti che si presentano in fase precoce. Sono questi i risultati di uno studio condotto da ricercatori dell’università di Kyoto su 3.391 pazienti, reclutati in 26 centri ospedalieri giapponesi. È stata valutata una variabile composta costituita dalla percentuale dei decessi e dei casi insufficienza cardiaca congestizia: la sua incidenza, in caso di onset to balloon time superiore a tre ore, è stata del 19,2% ma è scesa al 13,5% quando il palloncino è stato applicato entro le tre ore dall’infarto. Le medesime percentuali, calcolate per un door to balloon time fino a 90 minuti o superiore sono state rispettivamente del 16,7% e del 18,4%: una differenza minima, che si è ridotta fino a perdere significatività statistica, dopo l’aggiustamento per variabili confondenti. Gli autori commentano i risultati del loro studio raccomandando di cercare di ridurre al minimo l’intervallo tra l’istante in cui si manifesta l’infarto e l’applicazione del palloncino, allo scopo di migliorare il risultato clinico nei pazienti con Stemi.

Bmj, 2012; 344:e3257


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