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nov212011

Il web 2.0 rivoluziona l’aggiornamento medico

Blog, forum, social network. E, ancora, podcast, feed RSS, health communities. Siamo in piena rivoluzione digitale e oggi, grazie alla rete, il medico ha a disposizione strumenti di aggiornamento e formazione come mai gli era capitato prima. Ne abbiamo parlato con Eugenio Santoro, direttore del Laboratorio di Informatica medica dell’Istituto Mario Negri di Milano, da poco in libreria con il volume Web 2.0 e social media in Medicina (Il Pensiero Scientifico Editore).

Dr. Santoro, quali strumenti offre oggi il web 2.0 per l’aggiornamento medico?
Il web 2.0 e i social media ben si adattano all’aggiornamento professionale del medico. Per esempio attraverso i feed RSS e i podcast, strumenti per distribuire i nuovi contenuti di un portale, si possono ricevere in un’area personale aperta sul web le ultime novità pubblicate da una rivista medica, o presentate a  un congresso scientifico.
Le stesse informazioni iniziano a viaggiare su social media come Facebook e Twitter. A ciò si aggiungono le potenzialità formative di YouTube e Slideshare che ospitano filmati e diapositive prodotti anche dalle principali fonti mediche.


Blog, forum e social network: opportunità o solo rischi per la privacy?
Parliamo di preziosi strumenti in grado di aggregare medici e operatori sanitari intorno a specifici argomenti di discussione. Quanto viene pubblicato in questi ambienti, però, è generalmente alla portata di chiunque ne abbia accesso. Il consiglio è di non includere nei post informazioni che permettano di risalire al paziente per il quale si sta chiedendo un parere a un collega, oppure di non pubblicare sul proprio profilo personale informazioni troppo sensibili.


Cosa sono le Online health communities?
Si tratta di social network rivolti a specifiche categorie di utenti che, nel caso dei medici, consentono al professionista di operare come sui social network generalisti ma ponendosi al riparo dai problemi di privacy e di sicurezza, con la certezza di avere a che fare solo con i propri colleghi, potendo così, per esempio, pubblicare casi clinici corredati da filmati e immagini.

Il web 2.0 offre strumenti di rating delle strutture sanitarie?
Esistono da sempre strumenti come TripAdvisor che permettono, per esempio, di dare un giudizio sulla qualità di un ristorante o di un albergo. Questo genere di applicazione, con il web 2.0 è stata estesa alle strutture sanitarie, con la possibilità per  i cittadini di esprimersi sul loro operato. Come ovvio esistono perplessità sulla reale efficacia di tali strumenti che però, nati nei Paesi anglosassoni, vanno diffondendosi sempre più anche in Italia

Cosa dobbiamo aspettarci dal web 3.0?
Si tratta di una evoluzione che vuole mettere un po’ di ordine nella qualità e quantità di informazioni generate. L’idea è quella di facilitare l'accesso ai contenuti da parte di molteplici applicazioni. Le possibili ricadute sono numerose, dalla identificazione del trattamento personalizzato di un paziente in base al suo profilo genetico, all’accesso a database della conoscenza per la cura di una data malattia che siano basati su una migliore integrazione tra la evidence based medicine, la letteratura scientifica, le sperimentazioni cliniche e le linee guida.

di Nicola Miglino


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