Pediatria

lug202011

Il dolore da procedure invasive in oncoematologia pediatrica

La valutazione del dolore e il suo trattamento sono considerati elementi essenziali della terapia del cancro. Molte procedure diagnostico-terapeutiche di oncoematologia pediatrica, però, sono descritte dai pazienti come le esperienze più dolorose durante la malattia

Le opinioni dei caregiver sul dolore del paziente in età pediatrica possono influenzare la valutazione e il trattamento della sofferenza del bambino, aspetti essenziali nella terapia del cancro. In oncoematologia pediatrica, inoltre, le stesse procedure previste nei protocolli diagnostico-terapeutici sono spesso descritte dai pazienti come le esperienze più dolorose provate durante la malattia. Un'indagine, svolta in Italia da un'équipe dell'università di Padova sotto la guida di Chiara Po', ha raccolto il parere dei vari attori coinvolti nell'assistenza al bambino con patologia oncoematologica riguardo al dolore connesso a procedure invasive condotte ripetutamente (puntura lombare, agoaspirato e biopsia midollare) e al suo controllo.

Unanimità tra caregiver sulla biopsia midollare
Su un questionario anonimo 120 medici, 248 infermieri, 22 psicologi e 24 direttori di 24 centri Aieop (Associazione italiana ematologia oncologia pediatrica) hanno indicato il grado di dolore attribuito alle tre procedure usando una scala da 0 (minimo) a 10 (massimo), ed espresso un parere sul controllo di tale dolore, con un voto da 0 (peggiore) a 10 (migliore). Nel complesso, il primo score ha superato il valore di 5 nel 77,2% dei casi per la puntura lombare, nel 97,5% per l'agoaspirato midollare e nel 99,5% per la biopsia midollare. Le 4 categorie professionali hanno dato voti simili alla biopsia midollare, mentre lo score assegnato a puntura lombare e agoaspirato è stato significativamente più alto tra gli infermieri rispetto a medici e direttori. Gli operatori di centri maggiori, inoltre, tendevano ad assegnare punteggi inferiori. Il controllo del dolore da procedure invasive è stato considerato elevato da tutti. I principali motivi di ostacolo a una pratica ottimale della sedazione/analgesia sono stati individuati in primo luogo nella carenza di staff dedicati, poi nei dubbi sulla sicurezza, nella mancanza di spazi e apparecchiature, e infine nella ristrettezza di tempo.

Pareri aprioristici legati a invasività e professione
Dai dati emerge che le convinzioni aprioristiche sul dolore dipendono dall'invasività della procedura (l'agoaspirato e la biopsia midollare sono stati globalmente considerati più dolorosi della puntura lombare) e dalla professione svolta: in particolare, gli alti punteggi dati a puntura lombare e agoaspirato dagli infermieri sono probabilmente connessi alla relazione protratta di cura vicino al bambino che li induce a percepire maggiormente l'ansia del paziente in confronto ai medici che si focalizzano sulle procedure come necessarie per la guarigione. Gli autori identificano due aree di ottimizzazione: supportare l'area infermieristica, più provata dal carico di lavoro, con programmi di gestione dello stress; educare tutti i caregiver sulla complessità psicofisica del dolore (correlata nel bambino non solo all'invasività della procedura, ma anche alla paura degli aghi o al ricordo di esperienze precedenti) e sulla necessità di adottare tutti mezzi per ridurre l'ansia del paziente, farmacologici e non.


Ital J Pediatr, 2011; 37(1):27


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