Clinica

lug62012

Ictus ischemico acuto: bocciato Asa precoce dopo alteplase

I dati raccolti da uno studio di due ricercatori dell’università di Amsterdam, indicano che la precoce somministrazione di acido acetilsalicilico (Asa) per via endovenosa nei pazienti con ictus ischemico acuto trattati con alteplase non migliora l’outcome clinico a tre mesi e aumenta il rischio di emorragia intracranica sintomatica (Sich). Pertanto, la precoce somministrazione di antipiastrinici non risolve il rischio di riocclusione e non sembra opportuno modificare le attuali linee guida secondo cui la terapia antipiastrinica va iniziata 24 ore dopo la somministrazione di alteplase. Il trial, multicentrico e in aperto, con valutazione in cieco dell'endpoint, ha visto il coinvolgimento di 642 pazienti con ictus ischemico acuto trattati con alteplase, assegnati in modo randomizzato alla somministrazione endovenosa di 300 mg di Asa entro 90 minuti dall'avvio del trattamento (n=322) oppure a un gruppo senza trattamento addizionale (n=320). In entrambi i gruppi la terapia antipiastrinica orale è iniziata 24 ore dopo quella con alteplase. Lo studio è stato interrotto prematuramente per via di un eccesso di casi di Sich senza evidenze di benefici nel gruppo Asa. I soggetti del gruppo Asa hanno mostrato un outcome favorevole a 3 mesi (endpoint primario, valutato mediante scala Rankin modificata) nel 54% dei casi rispetto al 57,2% dei pazienti in trattamento standard, con odds ratio aggiustato di 0,91. I soggetti del gruppo trattato con Asa (4,3%), inoltre, hanno avuto più frequenti episodi di Sich a confronto dei soggetti in trattamento standard (1,6%). Sono state proprio le Sich a essere più spesso la causa di uno scarso outcome nel gruppo Asa rispetto al gruppo standard.

Lancet, 2012 Jun 27. [Epub ahead of print]


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