Ginecologia

nov182018

Tumore ovarico, Acto offre servizio per affrontare problemi estetici dovuti a terapie

Si chiama "Dedicati" ed è un invito rivolto alle donne colpite da tumore ovarico ad avere un atteggiamento attivo verso la malattia, anche continuando a prestare attenzione al proprio aspetto e approfittando di un servizio che verrà offerto da Acto, l'Alleanza contro il tumore ovarico, alle pazienti che sono in cura presso i centri specialistici italiani.

Come spiega la presidente Acto Nicoletta Cerana, «il progetto partirà dalla Città della Salute Torino e consisterà in una settimana di servizi di tipo estetico offerti gratuitamente alle pazienti dell'Ospedale ostetrico ginecologico Sant'Anna, a partire dal prossimo 26 novembre. Si tratta di manicure e pedicure, massaggi e consigli di tipo estetico forniti sia da esperti di parrucche che da una ben nota stylist, Francesca Ragone. Il servizio si avvale della collaborazione della Apeo, l'Associazione professionale di estetica oncologica, e quindi è di altissima qualità».

Il progetto si inquadra nell'attività dell'Acto, la prima rete nazionale di associazioni di pazienti che si occupano di chi soffre di tumore ovarico e rientra nella missione di informare su questa malattia grave e ancora poco conosciuta e fornire servizi di sostegno e aiuto alle pazienti e ai loro familiari: «abbiamo fatto partire questa iniziativa dal Piemonte, dove siamo presenti, - spiega Cerana - ma poi toccheremo la Lombardia e le altre Regioni in cui operiamo, la Puglia, la Campania e il Lazio».

Non è la prima volta che Acto si confronta con dei servizi di tipo estetico. «Noi esistiamo dal 2010 - spiega la presidente - e in questi otto anni abbiamo imparato che uno dei problemi apparentemente collaterali ma invece molto sentiti dalle pazienti sono gli effetti che le terapie chirurgiche e la chemioterapia producono sull'aspetto estetico. La perdita dei capelli, delle ciglia e delle sopracciglia, l'aumento o la diminuzione di peso, problematiche di tipo dermatologico, sono vissute in maniera molto importante dalla donne, molto spesso generano depressione e ansia e ci si è accorti che influiscono anche sulla qualità della risposta alla terapia».
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