Ginecologia

nov42016

Task force Uspstf si mobilita a favore dell'allattamento al seno

Gli interventi attuati durante la gravidanza e dopo il parto per sostenere l'allattamento al seno funzionano e devono essere incoraggiati: è questa la conclusione di uno studio pubblicato dalla U.S. Preventive Services Task Force (Uspstf) sulla rivista Jama. La raccomandazione è di tipo B, ossia esprime un'elevata certezza di un beneficio moderato oppure una moderata certezza che il beneficio sia significativo. «Le prove che l'allattamento al seno fornisca notevoli vantaggi per la salute dei neonati sono convincenti, e da un buon numero di ricerche emergono anche benefici per le donne» premette Kirsten Bibbins-Domingo, dell'Università di San Francisco, ricordando che l'allattamento al seno si associa a un rischio minore di tumore ovarico, cancro al seno e diabete di tipo 2 per le mamme, e protegge i bambini dalle infezioni, riducendo anche le probabilità di sviluppare malattie come asma, obesità e diabete. Tuttavia, a oggi circa una donna su due tra quelle che iniziano ad allattare al seno smette di farlo prima dei 6 mesi, con un aumento della prevalenza tra le madri più giovani e in quelle che vivono in comunità svantaggiate. Aggiornando le raccomandazioni pubblicate nel 2008, l'Uspstf ha quindi fatto il punto sull'efficacia degli interventi per sostenere l'allattamento al seno in termini di inizio, durata ed esclusività, rivalutando contestualmente la letteratura scientifica sugli effetti di questi interventi per la salute del bambino e della mamma.

«Come prima cosa, risulta evidente che i medici di medicina generale possono sostenere le donne prima e dopo il parto, direttamente o con l'invio a uno specialista, con l'obiettivo di aiutarle a fare una scelta informata su come allattare i loro bambini» prosegue Bibbins-Domingo. Gli interventi possono essere classificati come supporto professionale, sostegno tra pari e istruzione formale: tutti efficaci da soli o associati tra loro. Secondo le preferenze espresse dalla donna, e anche in base alle valutazioni di ciascun medico, le strategie di supporto all'allattamento al seno possono includere incontri con il partner, i membri della famiglia e gli amici che paiono in grado di contribuire alla decisione da parte della neo-mamma. Incontri che oltre ad avere carattere informativo ed educativo possono anche essere utili per sfatare miti e tabù sull'allattamento, dando risalto al suo aspetto psico-affettivo. «Oltre all'educazione delle gestanti e delle loro famiglie mirata a favorire l'allattamento al seno, gli interventi suggeriti in questo documento includono l'allocazione di risorse per l'assistenza e il sostegno delle madri che allattano» concludono gli autori. «Va comunque chiarito che non sempre l'allattamento al seno può essere la scelta giusta per una madre, e i medici coinvolti nell'attuazione degli interventi di sostegno debbono esserne consapevoli».

JAMA. 2016. doi: 10.1001/jama.2016.14697 http://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/10.1001/jama.2016.14697  
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