Diabetologia

gen102018

Mortalità cardiovascolare e antidiabetici orali: proposta una revisione sistematica sui dati finora pubblicati

In un articolo pubblicato su BMJ Open, un gruppo di ricercatori coordinati da Rashmi Goyat, del Dipartimento di politica farmaceutica presso la Facoltà di Farmacia alla West Virginia University di Morgantown propone un protocollo di studio per svolgere una metanalisi di rete sull'associazione tra mortalità cardiovascolare e antidiabetici orali. «Il diabete è una questione globale di salute pubblica, con un aumento stimato della prevalenza mondiale da 382 a 592 milioni di persone entro il 2035» scrivono gli autori, ricordando che la terapia farmacologica rimane tuttora la strategia principale per gestire il diabete controllando l'emoglobina A1c (HbA1c) e riducendo in tal modo il rischio cardiovascolare e la mortalità precoce. Tuttavia, nel 2007, la sicurezza del rosiglitazone, un antidiabetico della classe dei tiazolidinedioni, è stata messa in dubbio a causa dell'associazione con un aumento del rischio di infarto, ictus e mortalità da eventi cardiovascolari. Nello stesso periodo, oltre a quella dirosiglitazone, è stata messa in dubbio anche la sicurezza cardiovascolare del pioglitazone, un altro antidiabetico, e delle sulfoniluree. Di conseguenza, la Food and Drug Administration (FDA) ha emanato nel 2008 disposizioni che chiedevano maggiore attenzione sulla sicurezza cardiovascolare in tutti gli studi sui nuovi antidiabetici. «Ciononostante, finora è stata svolta una sola metanalisi di rete su un eventuale aumento del rischio cardiovascolare durante terapia con antidiabetici, e dai risultati ottenuti non è emersa alcuna differenza statisticamente significativa tra mortalità cardiovascolare e qualcuno di questi farmaci» precisano i ricercatori, spiegando che l'obiettivo principale del protocollo proposto è condurre una metanalisi di rete includendo studi sia randomizzati sia osservazionali, valutati accuratamente nel loro rigore metodologico con strumenti ad hoc, allo scopo di confrontare gli effetti dei diversi antidiabetici sulla mortalità cardiovascolare. «La scelta di includere studi controllati e osservazionali si basa da un lato sul fatto che prima del 2008 non erano richiesti studi randomizzati che includevano la stima dell'eccesso di rischio cardiovascolare, e dall'altro sul recente suggerimento che gli studi clinici randomizzati e gli studi osservazionali non dovrebbero essere considerati separatamente» spiega Goyat. E conclude: «I risultati di questo studio saranno presentati sia a un convegno scientifico sia proposti per la pubblicazione a una rivista peer reviewed».

BMJ Open 2017. doi: 10.1136/bmjopen-2017-017644
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29196481
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