Ginecologia

set202021

Aborto spontaneo, come le donne affrontano la perdita sui social network. Lo studio

Dolore, rabbia o fastidio ma anche rimpianti e speranza. Sono queste le emozioni contrastanti che, dopo un aborto spontaneo, le donne esprimono condividendo la loro esperienza sui social network, nel tentativo di dare sostegno e solidarietà a chi affronta una situazione del genere. Se ne è occupata una ricerca appena pubblicata su JOG e condotta da Gianmarco Troiano, Mauro Cozzolino, che ha raccolto gli studi sui post pubblicati nei principali social, per offrire una panoramica delle sensazioni e delle emozioni percepite dagli utenti.

Per la ricerca sono stati presi in considerazione tutti gli articoli di riviste peer-reviewed del periodo ottobre-novembre 2020 e pubblicati tra gennaio 2000 e novembre 2020. "Abbiamo considerato idonei per la review gli articoli che riportavano dati chiari su: 1) social network analizzati; 2) numero di post; 3) anno dello studio; 4) dati interessanti riguardanti le emozioni percepite dagli utenti dei social network sull'aborto spontaneo. Abbiamo considerato solo gli studi in inglese, francese, spagnolo, italiano", spiegano gli autori. Dalla ricerca è emerso che fino al 50.6% (Twitter) e al 16.2% (Instagram) delle donne hanno espresso dolore, rabbia o fastidio nei loro post, ma anche rimpianti e speranza. In particolare, l'esperienza di aborti ricorrenti è stata percepita dalle donne come stressante per le loro future gravidanze. Alcune donne hanno deciso di condividere la loro esperienza di aborto sui social network, considerando questa azione come un tentativo sia di cercare sostegno sia di offrire solidarietà agli altri. Rivelazioni pubbliche da parte di celebrità, ricerche pubblicate sui fattori di rischio dell'aborto spontaneo e/o metodi di prevenzione dell'aborto spontaneo hanno generato un numero elevato di discussioni su Twitter.
"L'aborto è solitamente percepito in modo negativo sui social network, tuttavia, la partecipazione nei social network potrebbe essere utile a causa del supporto solitamente fornito da altri che hanno vissuto lo stesso avvenimento - spiegano gli autori -. Entrambi gli studi che abbiamo incluso nella review non hanno consentito di ottenere una panoramica completa su questo interessante argomento e sono necessari ulteriori approfondimenti".
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