Infettivologia

gen242012

Gb, vaccino Mmr e autismo: opinione pubblica dubbiosa

«Oggi occuparsi in modo ottimale di vaccinazioni impone l’acquisizione di nuove competenze. Non basta più conoscere bene la medicina, le tipologie dei vaccini, i fondamenti dell'epidemiologia, ma è necessario apprendere i metodi del social marketing per la promozione della salute, cioè le tecniche di comunicazione volte a far capire al pubblico che la vaccinazione conviene». È il messaggio che Alberto Tozzi, coordinatore dell'Area di ricerca di Malattie multifattoriali e fenotipi complessi dell'Ospedale Bambin Gesù di Roma, trae da uno studio di Katrina F. Brown, dell'Imperial College di Londra, relativo all'impatto esercitato dalla controversia sul legame tra vaccino trivalente Mmr (morbillo-rosolia-parotite) e autismo, ipotizzato da Andrew Wakefield nel 1998. «Questa provocazione innescò una serie di studi che furono utili per escluderne la fondatezza» sottolinea Tozzi. «Il danno, in Gran Bretagna, derivò dal modo in cui la notizia fu ripresa dai media, causando grande preoccupazione, il crollo della copertura vaccinale, una serie di epidemie localizzate e la necessità di riavviare con grandi sforzi il piano vaccinale». Il sospetto verso il vaccino Mmr non è ancora debellato in Gb, dove la copertura è subottimale. La ricerca di Brown su 24 madri evidenzia che tuttora esistono visioni estremistiche che rifiutano le immunizzazioni in toto o in parte sulla scorta di informazioni di seconda mano. «Nel 1998 l'impatto in Italia, dove la copertura era bassa e non vi era un programma speciale, fu molto inferiore; ma nel 2002 vi fu una grave epidemia di morbillo, con numerosi decessi e ricoveri, specie nel Sud Italia: la causa non fu però dovuta a sfiducia causata dall'articolo di Wakefield, ma a scarsa attenzione. L'Oms richiamò la necessità di avviare iniziative coordinate a quelle degli altri paesi europei, e da allora l'Italia si è dotata di un programma speciale per l'eliminazione del morbillo e della rosolia congenita avvicinandosi a una copertura dignitosa». Non è più sufficiente avere dati sui livelli di vaccinazione e di malattia, conclude Tozzi, ma va misurata costantemente la percezione che il pubblico ha della vaccinazione.

Vaccine, 2012 Jan 6. [Epub ahead of print]


L'Esperto Risponde di Dica33
Guarda il video ed entra nella squadra di Esperti
LIBRI ELSEVIER