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Colangite biliare primitiva, nella gestione nodi da sciogliere
Administrator
#1 Inviato : sabato 31 marzo 2018 14.01.17(UTC)
Rank: Administration
Messaggi: 6.167

COLANGITE BILIARE PRIMITIVA, NELLA GESTIONE NODI DA SCIOGLIERE


Una malattia rara cronica a carico del fegato, colestatica, autoimmune, che colpisce nel 90% dei casi donne, in genere di età compresa tra i 35 e i 60 anni: si tratta della colangite biliare primitiva (Cbp), che interessa in Italia circa 13.000 persone. Se ne è parlato a Milano, in un incontro dove si sono messi in risalto i vari aspetti che rendono complessa la gestione di questa malattia che, se non trattata, nel 30-40% dei casi può portare a trapianto di fegato. «La Cbp in...

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Daniela Pelotti
#2 Inviato : sabato 31 marzo 2018 14.01.21(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 61
PERCHE’ nessuno mette in correlazione questa patologia con la celiachia non diagnosticata o gluten sensitivity? Alterazioni epatiche nella malattia celiaca Volta U. Department of Clinical Medicine St.Orsola-Malpighi Polyclinic University of Bologna, Bologna, Italy PDF Sebbene lo spettro delle alterazioni epatiche associate alla celiachia sia particolarmente eterogeneo, due principali forme di danno epatico, criptogenetico e autoimmune, appaiono essere strettamente correlate con l’enteropatia da glutine. Il più frequente riscontro è rappresentato da un rialzo delle transaminasi da causa sconosciuta con danno epatico lieve e corrispettivo istologico di una epatite reattiva non specifica (epatite celiaca), la quale si risolve nel giro di pochi mesi di dieta aglutinata. In pochi casi è possibile osservare, in corso di celiachia non riconosciuta o diagnosticata con grave ritardo, un danno epatico più marcato, che si manifesta sotto forma di severa epatite cronica e cirrosi epatica. In questi pazienti il danno epatico può ancora migliorare a seguito del riconoscimento della celiachia e dell’istituzione della dieta senza glutine. Inoltre, vi è una stretta associazione fra patologia epatica autoimmune e celiachia. Infatti, la malattia celiaca viene ritrovata nel 3-7% dei pazienti con cirrosi biliare primitiva, nel 3-6% di quelli con epatite autoimmune e nel 2-3% dei casi di colangite sclerosante primitiva. A differenza del danno epatico criptogenetico, la disfunzione epatica autoimmune non migliora significativamente dopo dieta aglutinata. Al momento non è possibile stabilire se le due principali forme di danno epatico (criptogenetico e autoimmune) riscontrate nella celiachia siano differenti entità con diverso meccanismo patogenetico, o se siano invece espressione di uno stesso disordine dove fattori genetici e durata dell’esposizione al glutine possono determinare la severità e il pattern del danno epatico.
Daniela Pelotti
#3 Inviato : sabato 31 marzo 2018 14.01.22(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 61
PERCHE’ nessuno mette in correlazione questa patologia con la celiachia non diagnosticata o gluten sensitivity? Alterazioni epatiche nella malattia celiaca Volta U. Department of Clinical Medicine St.Orsola-Malpighi Polyclinic University of Bologna, Bologna, Italy PDF Sebbene lo spettro delle alterazioni epatiche associate alla celiachia sia particolarmente eterogeneo, due principali forme di danno epatico, criptogenetico e autoimmune, appaiono essere strettamente correlate con l’enteropatia da glutine. Il più frequente riscontro è rappresentato da un rialzo delle transaminasi da causa sconosciuta con danno epatico lieve e corrispettivo istologico di una epatite reattiva non specifica (epatite celiaca), la quale si risolve nel giro di pochi mesi di dieta aglutinata. In pochi casi è possibile osservare, in corso di celiachia non riconosciuta o diagnosticata con grave ritardo, un danno epatico più marcato, che si manifesta sotto forma di severa epatite cronica e cirrosi epatica. In questi pazienti il danno epatico può ancora migliorare a seguito del riconoscimento della celiachia e dell’istituzione della dieta senza glutine. Inoltre, vi è una stretta associazione fra patologia epatica autoimmune e celiachia. Infatti, la malattia celiaca viene ritrovata nel 3-7% dei pazienti con cirrosi biliare primitiva, nel 3-6% di quelli con epatite autoimmune e nel 2-3% dei casi di colangite sclerosante primitiva. A differenza del danno epatico criptogenetico, la disfunzione epatica autoimmune non migliora significativamente dopo dieta aglutinata. Al momento non è possibile stabilire se le due principali forme di danno epatico (criptogenetico e autoimmune) riscontrate nella celiachia siano differenti entità con diverso meccanismo patogenetico, o se siano invece espressione di uno stesso disordine dove fattori genetici e durata dell’esposizione al glutine possono determinare la severità e il pattern del danno epatico.
Daniela Pelotti
#4 Inviato : sabato 31 marzo 2018 14.01.24(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 61
PERCHE’ nessuno mette in correlazione questa patologia con la celiachia non diagnosticata o gluten sensitivity? Alterazioni epatiche nella malattia celiaca Volta U. Department of Clinical Medicine St.Orsola-Malpighi Polyclinic University of Bologna, Bologna, Italy PDF Sebbene lo spettro delle alterazioni epatiche associate alla celiachia sia particolarmente eterogeneo, due principali forme di danno epatico, criptogenetico e autoimmune, appaiono essere strettamente correlate con l’enteropatia da glutine. Il più frequente riscontro è rappresentato da un rialzo delle transaminasi da causa sconosciuta con danno epatico lieve e corrispettivo istologico di una epatite reattiva non specifica (epatite celiaca), la quale si risolve nel giro di pochi mesi di dieta aglutinata. In pochi casi è possibile osservare, in corso di celiachia non riconosciuta o diagnosticata con grave ritardo, un danno epatico più marcato, che si manifesta sotto forma di severa epatite cronica e cirrosi epatica. In questi pazienti il danno epatico può ancora migliorare a seguito del riconoscimento della celiachia e dell’istituzione della dieta senza glutine. Inoltre, vi è una stretta associazione fra patologia epatica autoimmune e celiachia. Infatti, la malattia celiaca viene ritrovata nel 3-7% dei pazienti con cirrosi biliare primitiva, nel 3-6% di quelli con epatite autoimmune e nel 2-3% dei casi di colangite sclerosante primitiva. A differenza del danno epatico criptogenetico, la disfunzione epatica autoimmune non migliora significativamente dopo dieta aglutinata. Al momento non è possibile stabilire se le due principali forme di danno epatico (criptogenetico e autoimmune) riscontrate nella celiachia siano differenti entità con diverso meccanismo patogenetico, o se siano invece espressione di uno stesso disordine dove fattori genetici e durata dell’esposizione al glutine possono determinare la severità e il pattern del danno epatico.
Daniela Pelotti
#5 Inviato : sabato 31 marzo 2018 14.01.25(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 61
PERCHE’ nessuno mette in correlazione questa patologia con la celiachia non diagnosticata o gluten sensitivity? Alterazioni epatiche nella malattia celiaca Volta U. Department of Clinical Medicine St.Orsola-Malpighi Polyclinic University of Bologna, Bologna, Italy PDF Sebbene lo spettro delle alterazioni epatiche associate alla celiachia sia particolarmente eterogeneo, due principali forme di danno epatico, criptogenetico e autoimmune, appaiono essere strettamente correlate con l’enteropatia da glutine. Il più frequente riscontro è rappresentato da un rialzo delle transaminasi da causa sconosciuta con danno epatico lieve e corrispettivo istologico di una epatite reattiva non specifica (epatite celiaca), la quale si risolve nel giro di pochi mesi di dieta aglutinata. In pochi casi è possibile osservare, in corso di celiachia non riconosciuta o diagnosticata con grave ritardo, un danno epatico più marcato, che si manifesta sotto forma di severa epatite cronica e cirrosi epatica. In questi pazienti il danno epatico può ancora migliorare a seguito del riconoscimento della celiachia e dell’istituzione della dieta senza glutine. Inoltre, vi è una stretta associazione fra patologia epatica autoimmune e celiachia. Infatti, la malattia celiaca viene ritrovata nel 3-7% dei pazienti con cirrosi biliare primitiva, nel 3-6% di quelli con epatite autoimmune e nel 2-3% dei casi di colangite sclerosante primitiva. A differenza del danno epatico criptogenetico, la disfunzione epatica autoimmune non migliora significativamente dopo dieta aglutinata. Al momento non è possibile stabilire se le due principali forme di danno epatico (criptogenetico e autoimmune) riscontrate nella celiachia siano differenti entità con diverso meccanismo patogenetico, o se siano invece espressione di uno stesso disordine dove fattori genetici e durata dell’esposizione al glutine possono determinare la severità e il pattern del danno epatico.
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