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Omeopatia, secondo la tua esperienza funziona?
Francesco Maria Avitto
#1 Inviato : lunedì 29 agosto 2005 20.52.40(UTC)
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Messaggi: 3
Pochi giorni fa la rivista Lancet ha pubblicato un articolo che accusava le cure omeopatiche di avere solo un effetto placebo. Molti non la pensano così, tra questi anche molti medici. Tu cosa pensi in base alla tua esperienza clinica?
Giacomo Trovato
#2 Inviato : lunedì 29 agosto 2005 23.25.03(UTC)
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Messaggi: 1
Non ho mai visto un paz. affetto da patologia organica trarre il minimo giovamento da cure omeopaticherip
Franco Anedda
#3 Inviato : martedì 30 agosto 2005 1.24.18(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 104
Io in poco più di un anno di pratica clinica di medicina naturale (omeopatia, omotossicologia, elettroagopuntura, kinesiologia applicata e floriterapia di Bach) ne ho visti centinaia, a volte basta cercare per trovare. Con la medicina naturale ci si può dotare di ulteriori mezzi di indagine e di terapia che arricchiscono la pratica professionale. Certo è terribile dover rivedere in buona parte la propria formazione culturale e il proprio approccio al paziente, ma i risultati sono talmente eclatanti che ne vale davvero la pena e la fatica di cimentarsi in tali discipline. Lo affermo ricordando bene che, fino a quando non ho incontrato, per necessità familiari, tale pratica, il mio giudizio di ferma condanna era basato sul classico "ipse dixit" che tanto male ha fatto alla scienza. //www
Salvatore Di Grazia
#4 Inviato : martedì 30 agosto 2005 2.13.00(UTC)
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Messaggi: 1
Nessuna esperienza di guarigione o miglioramento in seguito ad assunzione di prodotti omeopatici, i "miglioramenti" che conosco sono solo quelli tramandati con il "sentito dire" del cugino o dell'amica...d'altronde non mi pare ci siano prove del contrario.//www.b
Giancarlo Valli
#5 Inviato : martedì 30 agosto 2005 8.36.45(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 237
NON RICORDO NESSUN CASO DI EVIDENTE MIGLIORAMENTO CON L'USO DI CURE OMEOPATICHE,MA ANCHE FITOTERAPICHE E ALTRE TERAPIE COSIDDETTE NON CONVENZIONALI (IN 30 ANNI CIRCA DI PROFESSIONE) GIANCARLO VALLI (VR)//www.banner8
Lucio De Angelis
#6 Inviato : martedì 30 agosto 2005 10.26.24(UTC)
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Messaggi: 2
Non capisco perchè i colleghi omeopati si scandalizzano.L'effetto placebo è un effetto,quindi la cosa funziona,entro i limiti della portata di tale effetto.Ciò accade anche con le altre terapie.E' vero che i farmaci omeopatici sono così diluiti che principio attivo non ne esiste.E' vero che nei nostri limiti umani abbiamo bisogno di punti di riferimento per migliorare le nostre prestazioni e quindi i lavori con metodo scientifico servono a darci indicazioni di riferimento ed è vero che con questo metodo l'evidenza omeopatica ottiene valori diversi ed inferiori rispetto alle terapie convenzionali.Su questi temi lavora Lancet e le altre riviste,non dicono che l'omeopatia non serve o non ha effetto.Dovrrebbero essere i colleghi omeopati a produrre,con qualche metodo condivisibile,risultati e su quelli ragionare.Non credo che basti dire,o almeno al momento non basta per come è impostata la società,dire che l'omeopatia funziona solo a voce o accusare di orribili cose la medicina cosidetta ufficiale che pure funziona.Un problema è anche chiarisi su cosa significa funzionare di una medicina; forse questo potrebbe essere una chiave per risolvere l'imcomprensione tra i mondi.//www.ba
Domenico De Giacomi
#7 Inviato : martedì 30 agosto 2005 11.15.16(UTC)
Rank: Newbie
Messaggi: 3
viene data oggi propio su Doctornews la notizia che un Politico che si è occupato di Sanità ha presentato una richiesta di danni molto alta ( 5 Milioni di EURO ....in parte verrà devoluta in Bene ficenza .. bontà Sua) perchè il Vioxx gli ha causato danni alla salute .Mi astengo dal commentare e nel fare demagogia o tantopiu speculazioni Politiche sulla pelle altrui ! Vorrei però citare un pensiero di Goethe " che dice che il dolore altrui si puo capire solo quando si vive lo stesso dolore sulla Propia Pelle ! L'Omeopatia come ogni scienza Umana è fallibile puo fare danni curando .Una cosa è certa se non fà male a chi la usa .... come scelta consapevole puo essere un'alternativa alla medicina tradizionale sopratutto perchè sfrutta elementi naturali .Ma è solo un'opinione ......!//www.ba
Franco Anedda
#8 Inviato : martedì 30 agosto 2005 12.02.28(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 104
Chi volesse prove scientifiche sull'efficacia dell'omeopatia può andare sul sito della Guna e richiedere il volume, gratuito, con la raccolta di studi che lo dimostrano. Vorrei che si evitasse una contrapposizione tra pratiche mediche che non sono alternative ma complementari, esiste una sola medicina quella che cura e guarisce. Considero sbagliato dare un farmaco quando servirebbe un rimedio omeopatico allo stesso modo che dare un rimedio omeopatico quando servirebbe un farmaco. Avere solo lo strumento farmacologico espone il medico al rischio di divenire un burocrate che segue una procedura stabilita da "Big Pharma" la quale sta sempre più dimostrando la sua inaffidabilità. Al proposito consiglierei la lettura del libro di Marco Bobbio "Giuro di esercitare la medicina in libertà e indipendenza." oltre che degli editoriali pubblicati sul Bollettino d'informazione sui farmaci. Quest'ultima pubblicazione, nella quasi totalità dei casi, non viene nemmeno tolta dal cellophane condannandola ad un ruolo da Cassandra e dando armi a quanti, utilizzandone gli argomenti, stanno screditando la classe medica in toto agli occhi della gente. Questo è il pericolo che dobbiamo evitare, che, mentre noi ci dividiamo in omeopati e non, i pazienti possano considerare più affidabile lo stregone di turno. Mi scuso per la prolissità.
Iano Freddo
#9 Inviato : martedì 30 agosto 2005 13.08.47(UTC)
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Messaggi: 1
SI!ri
Cataldo Spagnolo
#10 Inviato : martedì 30 agosto 2005 14.36.51(UTC)
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Messaggi: 1
sono assolutamente in linea con il collega Iano Freddo
Ida Santellocco
#11 Inviato : martedì 30 agosto 2005 18.21.43(UTC)
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Messaggi: 1
A chi non crede nell'efficacia dell'omeopatia consiglio di leggere il piccolo volume "Omeopatia-Medicina per il nuovo millennio" di George Vithoulkas, il quale ha vinto il premio Nobel alternativo per la salute nel 1996, dove sono riportati successi quasi incredibili di guarigione di casi gravissimi,ben documentati, curati esclusivamente con l'omeopatia unicista. George Vithoulkas dedica ora la sua vita,dopo 40 anni di pratica omeopatica, ad insegnare ai medici di tutto il mondo attraverso casi clinici di persone che si recano ad Alonnisos,in Grecia, nell'Accademia omeopatica internazionale, e di cui mostra il follow up,dopo 1 anno dalla prima visita, e loro affermano di essere migliorati per il 90%.//www.banner82
Bruno Agazia
#12 Inviato : martedì 30 agosto 2005 19.39.12(UTC)
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Messaggi: 1
Anche i Medici, spesso infelici come e più dei pazienti che curano, hanno talvolta bisogno di sogni ed illusioni: in questo l'omeopatia li può aiutare! Spero che siano tutti in buona fede ma talvolta, sentendo alcune storie agghiaccianti (ingenui pazienti con patologie organiche gravissime truffati) ne dubito !//www.banne
Margherita Croce
#13 Inviato : martedì 30 agosto 2005 20.06.33(UTC)
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Messaggi: 1
l'omeopatia funziona, l'ho visto sulla mia pelle e su quella delle mie figlie e su quella di parecchie altre persone. bisogna però distinguere tra l'uso "allopatico" del farmaco omeopatico, e l'uso "congruo", seguendo i dettami del padre dell'omeopatia. nel primo caso si fa "soppressione" del sintomo esattamente come con l'uso dei famraci allopatici, nel secondo l'omeopatia si può estrinsecare in tutta la sua "potenza". la maggior parte di chi si professa "omeopata" usa i farmaci omeopatici secondo la prima modalità. fare l'omeopata "vero" è comunque di gran lunga più difficile e complesso che non fare il "medico allopatico". lo dico per esperienza personale.c
Raffaele Di Cecco
#14 Inviato : martedì 30 agosto 2005 21.45.49(UTC)
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Messaggi: 3
Finalmente! Era ora che qualcuno si prendesse la briga di dirla giusta una volta per tutte. L'autorevolezza della rivista, il rigore della metodica, la limpidezza dei risultati e (non ultimo) il rationale della ricerca (che era, paradossalmente, la dimostrazione che l'omeopatia funzioni davvero) spero riducano l'accanimento terapeutico di chi VUOLE tenere in vita il cadavere (scientifico) dell'omeopatia e mitighino il neo-oscurantismo che da Di Bella in poi sta soffocando il mondo della scienza. LANCET ha ragione. Punto.//www
Carlo Morelli
#15 Inviato : mercoledì 31 agosto 2005 1.09.12(UTC)
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Messaggi: 5
Chiedere se l'omeopatia funziona non si pone a mio avviso come domanda intelligente, dato che ancora non si conoscono né si possono considerare chiarite ed indiscutibili le basi di ciò di cui si parla quando si parla di omeopatia. Sarebbe più logico porre ai colleghi l’imprescindibile domanda preliminare atta a evidenziare se si suppone esistano, secondo loro, motivi per credere nell’omeopatia. E’ a tutti noto che poiché il principio attivo subisce un numero di diluizioni che supera di milioni di volte il numero di Avogadro ( numero di molecole contenute in una mole di farmaco ), la stragrande maggior parte dei preparati omeopatici non contiene neppure una molecola di principio attivo e trattasi dunque di acqua allo stato puro ( o tutt'al più di eccipienti che contraddicono la stessa teoria Hannemaniana di purezza omeopatica quando si tratta di altre forme non acquose di prodotti omeopatici, come quelli in compresse ). Dopo umili studi della dottrina e della clinica omeopatica (della cui carenza verso chi li critica spesso gli omeopati fanno accusa ) sono giunto alla personale opinione che se si intende confidare nell'omeopatia a dispetto del fatto che non si sa cosa esattamente sia (quale azione biochimica, immunologica, quale farmacocinetica, farmacodinamica, quale qualsiasi nesso d'azione asseribile possiede?), tanto varrebbe confidare nell'astrologia, nella magia, nella spagiria, o più semplicemente nella fede. Infatti a dispetto dei più sofisticati studi, come quelli - falliti - alla ricerca di una presunta "memoria dell'acqua", non è mai stata rinvenuta una prova di alcun meccanismo d'azione. Per giustificare sul piano concettuale e dialettico il ricorso al farmaco omeopatico rimarrebbe, ovviamente, un solo motivo: il fatto che pur non possedendo alcun presupposto, pur consistendo il tanto sbandierato concetto del "similia similibus curantur" in un principio più filosofico che reale (ad es. l'impiego di “medorrinum”, ossia lo scolo genitale per fortuna diluito di gonorroico, è stato impiegato per svariate patologie riconducibili al concetto di "scolo", anche distanti anatomicamente e sintomatologicamente, quali la rinite ), di fatto il "farmaco" omeopatico funzionasse. Ma, purtroppo, al di là della anomalia della logica terapeutica adottata, logica che usualmente dovrebbe consentire di adottare anche condotte terapeutiche non del tutto chiarite nei periodi iniziali di determinate svolte innovative, ma per periodi limitati cui dovrebbe di norma far seguito la via via totale comprensione dei meccanismi d'azione ( comprensione di cui invece omeopaticamente - al di là delle asserzioni di scientificità - siamo fermi al vuoto concettuale della metà del secolo IX ); al di là del fatto che molti studi non vanno troppo spesso oltre il livello del case report; al di là del fatto che oltre al Lancet anche la recente sentenza del Tribunale di Catania dopo tre anni di ricerche ha bocciato l'omeopatia e che nella da sempre omeopatica Francia si è proposto di sospendere la rimborsabilità di tali prodotti ritenendoli uno spreco di risorse nell'ambito del budget complessivo destinato alla spesa sanitaria; al di là di tutto ciò resta il fatto che la significatività degli studi sull'efficacia dell’omeopatia ha più volte rapportato il suo impiego a quello dell'effetto placebo, rafforzato talora dal convincimento soggettivo sulla sua efficacia nutrito dall'operatore. Senza nulla togliere al ben riconosciuto fatto che l'effetto placebo è in grado di curare un po’ meno ma in percentuale talvolta simile a quella del farmaco convenzionale, francamente credo che si tratti di placebo decisamente troppo ma troppo cari, e non solo - purtroppo - economicamente, ma biologicamente. SE È VERO INFATTI CHE LA FIDUCIA
Valentino Adinolfi
#16 Inviato : mercoledì 31 agosto 2005 8.52.07(UTC)
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Messaggi: 12
Il lavoro di "Lancet" è solo l'ultima dimostrazione che l'omeopatia è una non medicina e che non esistono al mondo sperimentazioni validate che affermino il contrario. Credo nella buona fede della maggioranza dei colleghi, ma ritengo che una generale ignoranza del metodo scientifico non consenta ai più di giudicare una determinata soluzione professionale con gli strumenti del caso.Anche se la mia trentennale esperienza lo dice, quindi non vi dirò che non ho visto un solo caso di " terapia" omeopatica a buon fine...la mia sarebbe solo un'opinione personale. Valentino Adinolfi-MMG-Udine
Silvano Cappellin
#17 Inviato : mercoledì 31 agosto 2005 10.26.59(UTC)
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Messaggi: 1
che funzioni non vi possono essere dubbi, anche se i veri medici che praticano l'omeopatia non tendono a sbandierare ai quattro venti i successi ottenuti ma spesso gli insuccessi (d'altronde è sempre più da questi che si impara); il problema secondo me è capire invece il perchè di un ostracismo così feroce da certi gruppi e sarebbe necessario per avviare un confronto serio sgombrare prima il campo "in modo onesto e sincero" da motivi che poco hanno a che fare con la missione di medico: cito a titolo esemplificativo (sic) motivi economici, di potere culturale, di natura politica (strano ma vero), di rifiuto assolutista, di privilegi che vengono messi in forse ecc...ma forse come diceva un famoso scienzato o forse un umorista: il cervello è come un paracadute, funziona solo se rimane aperto... Comunque sia io uso farmaci omeopatici e quando necessario anche allopatici ma la vera guarigione (non la semplice scomparsa del sintomo) la ottengo solamente con la terapia omeopatica//www.
Sebastiano Rizzo
#18 Inviato : mercoledì 31 agosto 2005 10.50.50(UTC)
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Secondo la mia esperienza funziona. La problematica è vecchia e ricorrente. Va ricordato che le conclusioni di Lancet ( come di altre riviste, precedentemente) non sono state negative nei confronti dell'Omeopatia, la quale ha comunque un suo principio ben preciso. Le conclioni erano e sono (secondo queste fonti) cje l'Omeopatia ha risultati pari all'effetto placebo. Dov'è, dunque, il problema o lo scandalo? L'effetto placebo è riconosciuto nel 30% circa dell'uso dei farmaci tradizionali. Ma non solo. C'è anche da dire che la Medicina non è una scienza esatta e non sempre la metodologia rigidamente scientifica (cioè secondo i canoni procedurali di discipline quali fisica o chimica) è ad essa pienamente applicabile. In pratica, se 2+2 per in Matematica fa 4 (calma! C'è sempre qualche approssimazione di uno 0,0000....),in Medicina 2+2 può fare 3 oppure 5.Dipende dalle condizioni, che nell'organismo vivente si moificano costantemente. Questo lo sappiamo tutti, Medici e non. E' esperienza comune per un medico pratico(o per un malato) venire chiamto da un malato per un qualunque disturbo e trovare una situazione di disagio magari con una tachicardia o un rialzo pressorio e dopo minuti (palpazione del polso, rilievo della P.A.) vedere rientrare questi sintomi di allarme. Eppure non ha ancora somministrato alcun farmaco. Certo. Egli stesso ( la sua presenza) ha agito da farmaco. Questo è un effetto placebo ma ha funzionato perfettamente nel contenere i sinto, ovviamente (ma si sapeva) non nel risolvere la malattia di fondo. Anche l'effetto placebo fa parte dell'essere stesso del Medico e del fare Medicina. Noi che operiamo sul campo con malati veri lo sappiamo da circa 10.000 anni. Chi sta davanti ad una scrivania a computare formule e calcoli probabilistici cercando errori alfa o beta e significatività <0,001 non hanno gli strumenti e, credo, neppure titolo a giudicare. Se non per pura esercitazione mentale che all'atto pratico lascia il tempo che trova. Il problema è un'altro, in effetti. E' l'inalienabile diritto del malato a curarsi come crede e vuole e a non essere indotto o costretto da pseudoscienza proveniente da pseudocongressi o pubblicazioni pseudoscientifiche volte al consumismo di alcune categorie di farmaci. Il dovere di noi medici è di aiutare il malato nei limiti del possibile e con massima serenità e obiettività, nel rispetto delle sue volontà. Al di là di obblighi legislativi o deontologici che non sempre rispecchiano l'essenza della Medicina: studiare i fenomeni naturali applicati al benessere umano con lo scopo di essere di aiutoa chi ha bisogno, senza condizionamenti.com
Maurizio Cannarozzo
#19 Inviato : mercoledì 31 agosto 2005 11.37.14(UTC)
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Messaggi: 1
Aneddoto: Una notte un signore gira senza posa attorno ad un lampione, manifestando di cercare qualcosa. Una guardia lo vede e avvicitaosi gli chiede: "Scusi signore, ha perduto qualcosa"? Il signore risponde di aver perduto le chiavi di casa e chiede alla guardia di aiutarlonella ricerca. Dopo un pò di tempo di ricerca infruttuosa però la guardia si accorge che il signore è manifestamente alticcio e domanda:" Signore mio, ma è proprio sicuro di averle perdute qui le sue chiavi"? E l'ubriaco risponde:" No, le chiavi le ho perse laggiù, ma lì è troppo buio per cercarle". Nella nostra comunità scientifica siamo talmente pieni di false sicurezze da avere dimenticato di guardare nel telescopio, fidandoci solo di quello che c'è scritto nei sacri testi (ad. es Lancet). 1) Il fatto che il meccanismo d'azione del farmaco omeopatico non sia riconducibile ad un modello dose dipendente e di tipo chimico non esclude che vi possano essere altri fattori e chi straparla sul caso della memoria dell'acqua non conosce i retroscena di quella ricerca. La vera frode la subì il povero Jacques Benveniste e non i giornalisti che gli tesero quello che può essere definito un agguato mediatico pseudoscientifico. 2) Chi tra i medici esercita l'omeopatia ha imparato che il vero placebo è il ruolo che il medico gioca nella relazione medico-paziente. Se i medici "scientifici" avessero imparato ad applicare questa loro grande potenzialità, i nostri ambulatori non sarebbero così pieni di pazienti scontenti della terapia convenzionale nel trattamento di patologie non infettive e non chirurgiche, ma prevalentemente croniche. La capacità dei colleghi che esercitano le medicine non convenzionali di intervenire con successo nelle aree oscure lasciate al buio dalla medicina convenzionale, dovrebbero gioire o almeno essere incuriositi da questa realtà (ammessa anche dallo studio pubblicato su Lancet: almeno si avesse l'onestà di andare a leggere gli articoli fino in fondo!). E invece ci si esercita nel lancio dell'anatema e nell'accusa di apostasia nei confronti di colleghi che comunque non lesinano di usare i farmaci chimici, le cure fisiche e l'intervento chirurgico qualora ne ritengano indispensabile ricorrervi, perchè sono medici, hanno studiato indicazioni, controidicazioni e limiti delle terapie convenzionali e di quelle non convenzionali. In venti anni di professione non ho mai trattato in maniera facile o alternativa un paziente che avesse la possibilità di migliorare o guarire la sua patologia con le terapie convenzionali (che tante volte ho prescritto o eseguito personalmente, anche di fronte a pazienti che insistevano sulla loro fede nelle medicine non convenzionali. La medicina non è questione di fede)! 3) Il lavoro dei colleghi svizzeri pubblicato su Lancet non è un nuovo studio sperimentale, ma una metanalisi che riprende e tratta i dati di precedenti osservazioni le quali avevano dimostrato una superiorità dei trattamenti omeopatici rispetto al placebo e che non avevano goduto dello stesso clamore mediatico dell'ultimo. Lavare i piatti con la risciacquatura dei lavaggi precedenti non sempre rende i piatti puliti. 4) La medicina omeopatica si capisce meglio se si utilizzano i concetti che nascono dallo studio di sistemi complessi e la ricerca dovrebbe tenere presente l'estrema specificità delle analisi da condurre per sviscerare i meccanismi agenti nei sistemi complessi. Altro che risciacquatura dei piatti. Molte evidenze sono già presenti utilizzando quest'approccio e i congressi organizzati dalle associazioni scientifiche omeopatiche trattano questo tema con sempre maggiore interesse e soddisfazione. Per partecipare a queste iniziative non occorre la fede e i colleghi scettici interessati saranno accolti a braccia aperte. Non vi tedio più con le mie povere argomentazioni e ring
Massimo Guerriero
#20 Inviato : mercoledì 31 agosto 2005 12.19.03(UTC)
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Messaggi: 1
Per la mia esperienza,la medicina omeopatica,omotossicologica ed anche quella antroposofica(quelle che conosco) funzionano certamente.E' ovvio che bisogna essere oculati nel loro uso.Certamente non si deve trascurare l'efficacia della medicina ufficile,quando essa è necessaria.La cosa migliore sarebbe conoscerle bene perchè è possibile ed in alcuni casi doveroso,usarle tutte.crip
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