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Codice della Privacy (D.Lgs 30/06/2003 n. 196) sulla tutela dei dati personali





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Informatizzazione del medico, privacy e razionalizzazione della spesa farmaceutica
Marco Santini
#1 Inviato : sabato 20 maggio 2006 12.19.01(UTC)
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Messaggi: 3
È possibile che società private raccolgano dai PC dei MMG e PLS i dati sulle prescrizioni farmacologiche del medico? Poiché i dati sanitari sono di proprietà del paziente è possibile che i vari software di Cartella Clinica in uso al medico che prevedono la crittografazione dei dati non consentano al medico di avere in chiaro le informazioni del paziente? Il consenso al trattamento dei dati è implicito nel rapporto fiduciario tra paziente e MMG o PLS, ma come comportarsi quando il paziente (ad esempio affetto da HIV) decida di non dare questo consenso al suo medico curante, anche se il software in uso al medico consente questa selettività nel trattamento delle informazioni. Questo quesito si allarga sulle modalità di trattamento dei dati in uso all'associazionismo medico (medicina in associazione, in rete, di gruppo) ed ai vari progetti regionali di integrazione del sistema socio-sanitario. Partecipi al forum e racconti la sua esperienza.
Marco Santini
#2 Inviato : sabato 20 maggio 2006 12.19.56(UTC)
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Messaggi: 3
testr
Francesco Petruzzelli
#3 Inviato : lunedì 22 maggio 2006 7.48.47(UTC)
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Messaggi: 1
essendo implicito il consenso al trattamento dei dati tra medico e paziente , è incomprensibile il perchè di tutte queste inutili complicazioni che tendono a rendere solo più difficile il rapporto fra medici e pazienti
giuseppe arcangelo conserva
#4 Inviato : lunedì 22 maggio 2006 8.33.35(UTC)
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Messaggi: 1
Lungi da me il voler essere polemico ma non vorrei che, con tanto discutere dirca la possibilità che società private possano accedere a dati sanitari inerenti i nostri pazienti, dai nostri PC, nei nostri ambulatori,facesse passare inosservato il fatto che nelle farmacie ( es: quella Comunale in Piazza Maggiore a Bologna ) la raccolta dati effettuata attraverso la lettura del Codice a Barre della Tessera Sanitaria Europea già avviene regolarmente ,si dice,per una futura valutazione prescrittiva congrua e razionale, io aggiungo ,indirettamente, anche per una raccilta dati sui nostri Pz. La domanda nacque spontanea :" c'è qualcosa che dovrei sapere e non so, oppure le farmacie sono esentate dal dibattere queste problematiche? e se così fosse nel caso avessero risolto il problema ,cosa stiamo a dibattere, copiamo il loro sitema che se già in uso vuol dire che va bene e facciamola finita". Cari colleghi ILLUMINATEMI P.S. nella nostra Italia dove persino le Procure della Repubblica sono " colabrodi" circa i dati in loro possesso ritengo che la Responsabilità penale (quindi personale) sia l'unica soluzione al problema, basterebbe, per questi dati,avere le accortezze e gli obblighi di legge che si hanno nei confronti per esempio della Detenzione di un'Arma da Fuoco. Giuseppe Arcangelo Conserva BOLOGNA
Enrico M. Staderini
#5 Inviato : lunedì 22 maggio 2006 11.12.34(UTC)
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Messaggi: 1
Credo che il problema della sicurezza e della segretezza dei dati sanitari sia sempre più importante. Soprattutto oggi che la quasi totalità dei MMG sono informatizzati. Qui in Norvegia dove sto portando avanti dei progetti presso il Centro Norvegese di Telemedicina la cosa è della massima importanza e la legge è ben più severa in questo caso che per la detenzione di armi da fuoco (alle Svalbard si noleggiano facilmente fucili per avventurarsi fuori dai luoghi abitati nel caso ci si trovasse di fronte ad orso bianco!). Il danno che potrebbe scaturire a causa di un eventuale colabrodo in questi casi può essere molto grave e difficilmente rimediabile. Ritengo che in Italia si dovrebbe istituire una commissione costituita da gente seria che discuta il problema e ponga le basi per una possibile legislazione. La commissione la vedrei composta da associazioni come AICA (Associazione Italiana per il l'Informatica ed il Calcolo Automatico), AIP-ITCS (Associazione Informatici Professionisti), AIIP (Associazione Italiana Internet Provider), senz'altro FIMMG e altre associazioni mediche-scientifiche, il Tribunale per i Diritti del Malato e le Assoziazioni dei Consumatori, ma soprattutto eminenti personalità esperte in diritto civile. Lascerei fuori, almeno in un primo tempo, gli Ordini professionali e i politici. Sarebbe bene tenere d'occhio un eventuale coordinamento a livello europeo. In sostanza sono convinto che il problema va affrontato a partire da una seria (AUTOREVOLE!) valutazione tecnica senza perdersi subito negli aspetti irrazionali ed emozionali del problema. Saluti dal Circolo Polare. ri
Isabella Trau
#6 Inviato : lunedì 22 maggio 2006 12.54.11(UTC)
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Messaggi: 1
Sono uno specialista libero professionista alle prese con l'applicazione della privacy.Scopro che il mio pc, appena acquistato(compaq)non permette di aggiungere la password al bios,raccolgo inoltre notizie imprecise sulla legge e scopro che ciò che comunicato dalla FNOMCeO (comunicato n 87)agli ordini,quindi a noi, sulla legge è solo una piccola parte.Mi chiedo, in mezzo a questa giungla avete notizie più precise,oppure a chi far riferimento (garante o chi per lui) per ottenere informazioni? Grazie
Sebastiano Rizzo
#7 Inviato : lunedì 22 maggio 2006 15.59.30(UTC)
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Messaggi: 24
A mio parere la legge sulla privacy è per metà una cosa inutile e per l'altra metà una cosa quasi seria. Mi spiego meglio. In generale la legge sulla privacy è ridondante ed inutile. Non ce n'era bisogno dal momento che nei codici di tutti i Paesi del mondo danneggiare una persona con qualsiasi mezzo (quindi anche propagando senza consenso notizie personali e riservate) è un reato. In particolare, l'applicarla ai medici (convenzionati o no con il SSN)è doppia inutilità. Il medico (dovunque nel mondo) ha l'obbligo del segreto professionale. Il non medico (amministrativo o altro, dipendente di struttura pubblica o privata che sia) ha comunque il segreto d'ufficio. Quindi? Perché stabilire con un'altra legge una legge che esiste già? Può giusto valere il consenso tra paziente e medico, ma solo a dimostrazione che il paziente ha deliberatamente dato le porprie informazioni al medico. E tutt'al più l'autorizzazione al trattamento dei dati in qualunque forma con le garanzie del caso. L'altra metà della legge che riguarda non il principio in sé ma il documento programmatico di sicurezza serve solo a far spendere soldi e basta. Stando allo stesso ed allo spirito della legge lo studio del medico dovrebbe essere sicuro più del cavau di una banca. Ma poiché di sicuro non c'è niente, se un ladro viola lo studio e ruba documentazione cartacea o informatica nonstante le sicurezze poste in essere, che si fa? Il problema è, invece, di far funzionare le leggi (e le sanzioni) esistenti. Se la pena non c'è o è lieve tutti i mezzi di protezione saranno inefficaci e solo dispendiosi. Il problema da risolvere è solo questo in campo medico ed in altri campi.//www.banner82
Carmela Di Rocco
#8 Inviato : lunedì 22 maggio 2006 18.46.18(UTC)
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Messaggi: 1
Sono un esperto di normativa privacy applicata alla sanità pubblica e privata. Mi accordo che, purtroppo, gran parte dei colleghi ignorano le norme reali in materia di privacy. In sostanza, sono riassumibili così. Per lo scopo diretto di diagnosi e cura, basta il consenso del paziente. Per gli altri scopi, come quello di cui si discute, serve l'autorizzazione del Garante Privacy unitamente a uno specifico, ulteriore consenso del paziente in forma scritta. L'autorizzazione del Garante va rintracciata eventualmente all'interno delle 7 Autorizzazioni generali emesse per i casi più diffusi. Non mi sembra che questo tema vi sia incluso. Altrimenti l'autorizzazione va chiesta espressamente al Garante e nell'attesa è inibito l'uso dei dati per questa finalità. Questa normativa può non piacere, però esiste e deriva da una normativa europea, che in Italia è stata applicata più pedissequamente che altrove. Le sanzioni previste sono mostruosamente pesanti per chi contravviene. Tuttavia il 90% dei medici o più non ne sa quasi nulla, finché purtroppo qualcuno si troverà nei guai. Ho realizzato delle monografie per dare una formazione adeguata sul tema; sono tra le poche esistenti specializzate per medici e sono presentate nel sito <a href="http://www.paginepa.it," target="_blank">www.paginepa.it,</a> dedicato - appunto - all'argomento privacy. Chi vuole conoscere realmente come si applica la normativa privacy dovrebbe leggerle o leggere qualcosa di analogo. Dott. CDR //www.
Francesco Giuffrida
#9 Inviato : lunedì 22 maggio 2006 23.40.27(UTC)
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Messaggi: 3
Cari amici, il problema è un altro: quando si fa l afatica di raccolgliere, ordinare ed inserire su un supporto informatico i dati relativi alla salute di un paziente (anamnesi, valutazione multidimensionale, etc) si ottiene un prodotto prezioso. Questo prodotto di chi è? Del proprietario dei dati (paziente) di chi ha progettato e costruito il sistema di raccolta, (privato) di chi ha lavorato (medico)? Io ritengo che debba essere a disposizione, almeno in forma anonima di chiunque abbia interesse a conoscerlo. Adesso non è così. Le software house la fanno da padroni. Fatemi sapere
Antonio Puntoriere
#10 Inviato : martedì 23 maggio 2006 9.23.09(UTC)
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Messaggi: 1
Penso che i dati raccolti nella "cartella clinica" del MMg, sia in forma cartacea che informatizzata, siano di proprieta' del paziente ed ad uso esclusivo del medico che ne ha curato la raccolta,la conservazione e la custodia a suo beneficio. Questi dati, totali o anche solo parziali, possono e DEBBONO essere ceduti o trasmessi a terzi, anche se soggetti istituzionali, da parte del MMg solamente con il consenso esplicito, specifico e dettagliato dato di volta in volta dal paziente e non solamente a seguito di un consenso vago, generico e valevole per SEMPRE da lui dato(vedi ultimissime sentenze a sfavore del medico in tema di consenso informato). Ricordo inoltre che la legge sulla privacy prevede sanzioni di tipo Civile e Penale in caso di inosservanza dei requisiti di sicurezza definiti dalla legge *MINIMI* e *IDONEI*. Il mio parere, inoltre, è che i dati dei nostri pazienti e la loro custodia sono un bene troppo prezioso per la nostra attività (e per la nostra sopravvivenza)e la loro cessione a terzi soggetti oltre che ad essere una violazione di legge (senza il consenso con le caratteristiche di cui sopra) è anche alla lunga un suicidio professionale. Cordiali saluti Antonio Puntoriere MMg BG
egidio arosio
#11 Inviato : martedì 23 maggio 2006 11.02.49(UTC)
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Messaggi: 99
siamo alle solite italianate. non credo sia più attraente il nostro studio rispetto alla caveau di una banca, ma lo Stato lo pensa! ma dov'è la VERA privacy? in farmacia forse? dove tutti sentono e vedono quello che compro quello che dico al farmacista ecc...? all'anagrafe comunale? dove tutti sentono gli affaracci miei? all'accettazione di esami in laboratori e ospedali? dove anche lì tutti sentono tutto? io la chiamo privacy di carta. un vs paziente ha mai rifiutato il consenso a trattare i dati, magari destinati a qualce ricerca? chiedete loro se sono contenti di come sia la situazione privacy in farmacia ecc...: questo sì che a loro dà fastidio!!
Andrea Lo Presti
#12 Inviato : venerdì 2 giugno 2006 21.21.35(UTC)
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Messaggi: 1
Invito i colleghi a leggete "Field Epidemiology" di Michael B. Gregg. Sono un epidemiologo e finora ho combattuto per poter avere una fonte di dati correnti per le inchieste epidemiologiche che avessero una base scientifica valida. Finora quasi tutti gli epidemiologi in Italia hanno utilizzato i dati di mortalità ISTAT e le SDO come proxy di morbosità. Qualche esperto ha cominciato ad usare i flussi della farmaceutica. Ma siamo ancora lontani dal definire i dati di morbosità. L'ideale (come sostiene Gregg..) è di poter accedere al database dei MMG e PLS perchè lì ci dovrebbe essere la summa teologica della morbosità. Problemi di privacy? La legge consente gli studi epidemiologici anche perchè i risultati sono forniti sempre in forma anonima. Le possibilità di utilizzo sono infinite e soddisfano ogni necessità scientifica. A meno che non si voglia entrare nelle propensioni ai consumi dei singoli pazienti. Ma ciò non ha niente a che fare con la scienza quanto piuttosto con la fraudolenza. Non gettiamo via il bambino insieme all'acqua sporca!!!//www.banne
Alessandro Forni
#13 Inviato : lunedì 19 giugno 2006 20.24.48(UTC)
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Messaggi: 4
Non gettiamo via i batteri saprofiti insieme all'acqua sporca!!!
MARIA LEONELLI
#14 Inviato : mercoledì 21 giugno 2006 11.08.42(UTC)
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Messaggi: 1
Sarebbe tempo ,secondo la mia personalissima opinione , che il grande popolo della Medicina Generale emergesse con i propri dati epidemiologici . Lavorano in silenzio con valanghe di pazienti in ambulatorio e montagne di circolari da rispettare sempre considerati clinici di serie b : eppure i loro pazienti li stimano piu' di altisonanti specialisti. Sono da poco medico di distretto e penso siano la risorsa scientifica e di politica sanitaria piu' preziosa del territorio.
Franco Tadiotto
#15 Inviato : mercoledì 28 giugno 2006 9.03.14(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 121
Spero che qualcuno abbia ancora in casa, o possa reperire, La Stampa di mercoledi' 21/6/06. A pagina 3 c'e' un articolo di Paolo Baroni su Giampaolo Angelucci "il re delle cliniche col pallino dell'editoria", indagato dalla procura, mi sembra di Potenza, figlio di Antonio Angelucci, ex portantino divenuto re della sanita' privata. Nell'articolo si legge che anche Giampaolo, laurea in scienze umanistiche, partecipa alla Tosinvest. E' una lettura interessante. Secondo me la legge sulla privacy e' servita alla Telecom che, nel tabulato, non indica per intero il numero di telefono chiamato, cosi' l'utente non puo' controllare. E' servita anche a costituire un Presidente dell'Istituto, che riceve un consistente stipendio, come gli impiegati del suo staff. //www.
Roberto Fabrini
#16 Inviato : giovedì 26 ottobre 2006 16.30.19(UTC)
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Messaggi: 1
sono perfettamente d'accordo con il dott. petruzzelliri
Giovanni Fumo
#17 Inviato : martedì 14 novembre 2006 19.50.27(UTC)
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Messaggi: 2
Penso che la maggior parte dei colleghi intervenuti abbiano "colto nel segno" il problema. I dati personali sono e appartengono a chi se li procura e li usa con il consenso del paziente. Per le statistiche ci sono i vari studi di ricerca, che possono servire a chirire o risolvere i particolari problemi diagbnostici o terapeutici che abbiamo in ambulatorio. GFumo//www.b
Giovanni Battista Cipollina
#18 Inviato : domenica 26 novembre 2006 15.51.32(UTC)
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Messaggi: 1
Sono medico ospedaliero in una medicina generale. Mi trovo d'accordo sulla possibilita' di avere a disposizione i dati sanitari del paziente. Spesso al momento del ricovero i pazienti, che per la maggior parte sono anziani,non ricordano le loro patologie e terapie. Sarebbe bello e utile al fine di dare una risposta diagnostica e terapeutica piu' rapida ed efficace, che ogni paziente avesse con se' una scheda con microchip (simili a quelle di alcune carte di credito)con i dati sanitari aggiornati (patologie tearaia in atto esami effettuati), leggibile con sistema informatizzato ed accessibile mediante password, che potrebbe variare a secondo di chi la utilizza: farmacista o medico,permettendo alle due figure professionali l'accesso esclusivo solo ai dati che lo riguardano. Forse in questo modo si salvaguarebbe la privacy in campo sanitario, alla quale ognuno di noi ha diritto sacrosanto, e si renderebbero disponibili dati essenziali per l'assistenza del paziente (magari evitando schede di accesso in ospedale a disposizione degli occhi tutti). giovanni battista cipollina 26-11-06c
Natale Pennelli
#19 Inviato : sabato 16 dicembre 2006 10.40.47(UTC)
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Messaggi: 2
sono un anatomo-patologo e ritengo che per una corretta diagnosi istopatologia su biopsie e citologica su aspirati e strisci sia necessario conoscere i dati anamnestici che spesso non vengono forniti in modo adeguato. Ritengo un momento importante per la raccolta dei dati e la loro comunicazione a colleghi per ulteriori indagini diagnopstiche e terapeutiche debba necessariamente passare dal medico curante o meglio medico di base a cui si rivolge in priuma istanza il paziente. E' a mio avviso importante che sia potenziato il ruolo del medico di base con l'obbligo di una porecisa informatizzazione dei dati anamnestici personali dei pazienti. Ogni medico specialista o di consultazioene dovrebbe operare solo su richiesta del medico curante (di base) dal quale dover ricevere in modo diretto e riservato i dati utili ai fini diagnostici. Così pure i risultati ottenuti e/o le terapie effettuate devono tornare nell'archivio del medico di base in cui viene raccolta tutta la storia patologica del paziente. Onde evitare diffusioni di notizie errate ritengo che per la salvaguardai della privacy dei pazienti ogni richiesta dati debba far capo al medico di base che, a mio avviso é attualmente trascurato e troppo poco impegnato nell'ter diagnostico terapeutico del malato. I dati personali potrebbero poi dal medico curante essere inviati ad un altro medicoper necessità diagnostiche terapeutiche in formato pdf per necessaria conoscenza.E' importante che tutta la documentazione rimanga riservata e in possesso dei medici curanti che ne devono essere responsabili. cri
Pasqualino Del Priore
#20 Inviato : domenica 24 dicembre 2006 16.57.25(UTC)
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Messaggi: 1
sono un collega, in questo forum si può solo rispondre non porre domande? Comunque sto cercando la legislazione, se esiste, che regolamenti i permessi d'uscita dalle U.O. per acuti. Graziecr
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