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A proposito di parti cesarei
Nicola Miglino
#1 Inviato : martedì 31 agosto 2010 12.00.33(UTC)
Rank: Member
Messaggi: 10
Non intendo inserirmi nel dibattito tra parto cesareo e parto naturale. Faccio solo presente che nessuno si interessa del feto, che nel cesareo non subisce alcuna sofferenza, mentre nel parto naturale soffre tutte le vicissitudini del travaglio. Perché non si parla del complesso della nascita, tanto studiato in psicoanalisi? Michele Maero
Luigi Guacci
#2 Inviato : mercoledì 1 settembre 2010 10.58.24(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 531
E allora che facciamo? Per evitare il travaglio facciamo nascere solo col cesareo?
Franco Tadiotto
#3 Inviato : giovedì 2 settembre 2010 8.26.13(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 121
Certo che non e' un bell'argomentare rispondere con con un sfida ad una provocazione. 2000snlp
Luigi Guacci
#4 Inviato : giovedì 2 settembre 2010 10.57.38(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 531
Caro Tadiotto, neppure il tuo è un intervento piacevole. Perchè non provi tu a rispondere?
Franco Tadiotto
#5 Inviato : venerdì 3 settembre 2010 8.07.45(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 121
non sono un ostetrico. per rispondere bisogna valutare i pro e i contro, conoscere dati statistici, essere al corrente degli incentivi economici per l'uno o l'altro intervento, l'area politica dei primari ovvero la situazione dei reparti, ecc. Sono elementi che non posseggo. Potrei cercarli su internet, ma non avrei la capacita' di valutarli criticamente. 2000snlp
Luigi Guacci
#6 Inviato : venerdì 3 settembre 2010 10.29.55(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 531
neanche io sono un ostetrico. Ma proprio la tua ultima risposta ci dovrebbe far chiedere: ma cosa si aspetta il proponente di questo forum? per cui la mia prima risposta mi sembra l'unica possibile. Mi sembra che tranne i pochi casi in cui il danno si può prevedere, negli altri casi il danno si vede a parto avvenuto. Comunque io che ho visto tanti bambini nati con travaglio non mi pare che abbiano sofferto più di tanto. Una puntualizzazione contraria a questo modo di vedere può venirci solo da un neonatologo.
Augusto Campi
#7 Inviato : lunedì 6 settembre 2010 11.48.11(UTC)
Rank: Newbie
Messaggi: 1
Al di la' di tante verità, l'acceso riproponimento del parto spontaneo è una questione di lana caprina, se siamo specialisti in Ginecologia ed Ostetricia. Il parto spontaneo è l'unico modo di partorire in mancanza di complicanze. Peraltro, va detto che oggi sono tanti Coloro, che non potendo entrare nei salotti buoni della Ginecologia ed Ostetricia per meriti professionali, stanno stressando l'argomento del parto spontaneo, colorandolo di tinte fumose, vecchie ed ovvie (non c'è nessuna scoperta clamorosa !), tutte da definire e da delimitare alla luce della realtà in cui viviamo e in cui lavoriamo. Ancora, questa reltà, tutti dicono che vogliono cambiarla, ma, al di là dei proclami, nessuno veramente fa' qualcosa di concreto.
Ersilia Garbagnati
#8 Inviato : venerdì 19 novembre 2010 20.57.26(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 35
L’impressione che negli ultimi anni il parto spontaneo sia associato a rischi maggiori rispetto al parto cesareo mi sembra fondata. L’impressione è in accordo con le tante denunce di malasanità per nascite di bambini con gravi problemi dopo una gravidanza apparentemente senza fattori di rischio. Prima del mio pensionamento ho fatto in tempo a vedere due bambini con gravi problemi respiratori alla nascita, verosimilmente secondari alla somministrazione di psicofarmaci alla madre durante il parto. Per uno dei due bambini i problemi si sono risolti dopo alcune ore in terapia intensiva. L’altro è deceduto senza riuscire a recuperare la funzionalità respiratoria. La salute di chiunque, ma soprattutto quella del neonato, è il risultato di un equilibrio dinamico molto difficile da definire. L’uso di farmaci strettamente mirati su funzioni specifiche possono alterare improvvisamente un equilibrio instabile con conseguenze che possono essere irreparabili. A mio giudizio, gli psicofarmaci usati attualmente in gravidanza e, soprattutto, durante il travaglio (i preferiti dai giovani medici!), richiedono un attento riesame del loro impiego. Nulla hanno a che vedere con farmaci, quale ad esempio il fenobarbitale, scientificamente rozzi ma indubbiamente molto maneggevoli Ersilia Garbagnati
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