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Green pass, studi medici sotto assedio. Il punto sulle richieste di esenzione vaccinale
Administrator
#1 Inviato : mercoledì 20 ottobre 2021 10:30:51(UTC)
Rank: Administration
Messaggi: 8.033

GREEN PASS, STUDI MEDICI SOTTO ASSEDIO. IL PUNTO SULLE RICHIESTE DI ESENZIONE VACCINALE


L'obbligo di mostrare il green pass al lavoro, all'università, allo stadio, al congresso, mette di fronte ad un bivio il cittadino che non vuole vaccinarsi o è perplesso: l'alternativa è pagare un tampone rapido ogni 48 ore. Ma c'è una terza via: produrre un certificato di esonero dal vaccino Covid-19. Alcuni assistiti lo chiedono. Da soli o mandando avanti il proprio legale o quello di un'associazione di consumatori, domandano l'esenzione denunciando patologie specifiche...

Per leggere l'intero articolo cliccare qui

Michele Arcangelo Mussari
#2 Inviato : mercoledì 20 ottobre 2021 10:30:52(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 513

BISOGNA SMETTERLA CON LA RICHIESTA DI GIUSTIFICAZIONI PER EVITARE IL VACCINO ANTI-COVID 19, CHE, RISPETTO ALLA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI FARMACI, E' GRAVATO DA RARISSIMI EFFETTI COLLATERALI. SI TRATTA DI PREVENZIONE COLLETTIVA NELL'INTERESSE DI TUTTI OLTRE CHE DI SE' STESSI. A QUESTO PUNTO NON COMPRENDO PERCHE' IL CTS E LO STESSO GOVERNO NON LO IMPONGA COME OBBLIGATORIO UNA VOLTA PER TUTTE!!!

Raffaele Manca
#3 Inviato : mercoledì 27 ottobre 2021 18:31:12(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 363

la gente non si fida! è semplice!

nessuno vuole fare la fine di Camilla Canepa, e nessuno vuole rischiare eventi avversi a distanza di anni. Lei sa bene che nessuno li conosce e quindi perché la gente si dovrebbe fidare? Oggi a Padova su dieci in terapia intensiva, ben 7  sono vaccinati con due dosi... A questo punto, veda lei!

Cordiali saluti

giovanni colonna
#4 Inviato : giovedì 28 ottobre 2021 10:39:14(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 480

D'accordo totalmente con Mussari, ma la notizia dei 7 vaccinati ricoverati a Padova in terapia intensiva, riportata da tutti i giornali scandalistici d’Italia, Calabria e Sicilia compresi, detta così appare roboante. Però …

Nessuno spiega che in Veneto è in atto, nell’ultima decina di giorni, una escalation nel numero di infetti ospedalizzati, come sta accadendo nel resto d’Italia, a causa di coloro che ostinatamente non si vaccinano, non portano la mascherina e infettano gli altri.

Nessuno dice che i 7 vaccinati ricoverati in terapia intensiva sono degli over 70 con comorbilità.

Nessuno dice che i ricoverati a Padova avevano fatto la doppia vaccinazione oltre 6 mesi fa e che non erano ancora stati rivaccinati dal sistema sanitario veneto.

Nessuno spiega che la vaccinazione anti SARS-CoV-2 negli anziani è statisticamente meno efficace e di durata minore (intorno ai 6 mesi) e che non è dovuta a inefficienza del vaccino ma alle ridotte difese immunitarie a causa dell’età, aggravata da eventuali comorbidità, e che per essi non può essere applicata la cultura che discrimina i soggetti più ‘deboli’, non vaccinandoli per tempo e spingendoli così ai margini della vita sociale.

Nessuno dice che la stragrande maggioranza di coloro che muoiono di covid sono stati, sono, e saranno gli anziani over 65, infettati dalla stragrande maggioranza dei 40 – 50enni asintomatici, pauco-sintomatici, infetti e non vaccinati, che sono tra i maggiori diffusori.

Nessuno dice che per covid, ad oggi, non ci sono cure e l’unico farmaco efficace ed efficiente è solo il vaccino.

Nessuno dice che i vari sistemi sanitari regionali non affrontano il tracciamento degli infetti in modo adeguato (gli infetti delta sono attivi diffusori asintomatici del virus per alcuni giorni prima dei sintomi e quindi, poiché  si sentono perfettamente bene, vanno in giro infettando (soprattutto i vecchietti).

Nessuno dice che la mascherina FP2 è indispensabile perché il virus ammazza ancora, è vivo e vegeto e si sta preparando per la terza ondata e che la mascherina chirurgica non serve a nulla.

Nessuno dice che i non vaccinati, che notoriamente non usano nemmeno la mascherina, stanno causando la terza ondata.

Nessuno dice che ci si infetta principalmente nei luoghi chiusi non sanificati dagli aerosol, nonostante l’Organizzazione Mondiale della Sanità il 31/4/2021 abbia recepito ed aggiornato le proprie indicazioni sulle modalità di trasmissione del virus per via aerea suggerendo l’uso continuato di FP2 e ben tre modalità di areazione per i luoghi chiusi.

Nessuno dice che molti governi hanno eluso dai loro comunicati la trasmissione dell’infezione per via aerea a causa dei notevoli costi a loro carico ed alle responsabilità, non più attribuibili al singolo cittadino (che disattende mascherina, igiene, e distanziamento), ma al governo stesso a cui competerebbe la sanificazione dagli aerosol.

Nessuno dice che le recenti statistiche ISTAT 2020 danno un quadro avvilente sulla capacità di molti italiani a percepire e comprendere correttamente i messaggi tendenziosi, scorretti e confondenti diffusi da irresponsabili sulla pandemia, inducendoli a non fidarsi e a prendere decisioni sbagliate, che possono sfociare anche nella morte.

Nessuno dice che la Corte dei Conti ha qualche giorno fa formalmente individuato nei diversi modi di fare sanità delle regioni la causa della diversità di assistenza ed inefficienza che viene riversata sul cittadino paziente, particolarmente se anziano.

Nessuno dice che l’abbandono di fatto di molti anziani, che li rende incapaci di vivere autonomamente questa fase della loro vita, e incapaci di attendere quotidianamente alle proprie necessità, particolarmente se il livello economico è medio-basso, li espone drammaticamente all'infezione virale. 

Nessuno dice che la pandemia e le assistenze regionali stanno venendo meno al principio costituzionale di eguaglianza a livello etico, religioso, politico, e senza eccezioni di sorta, degli anziani che hanno il diritto ad essere considerati ‘persone’ e di godere pienamente degli stessi diritti di tutti gli altri dalla nascita alla morte, alterando questo paradigma in modo subdolo.

Nessuno dice che speculare sugli anziani e sulle miserie umane con notizie tendenziose, riportate in modo parziale su sistemi ad ampia diffusione, è eticamente scorretto perché colpisce la dignità umana di persone che loro malgrado cercano di combattere la malattia per superare i limiti imposti dalla natura e dalle loro cronicità.

Ci sarebbero tanti altri … Nessuno dice. Contentiamoci di capire almeno questi.

Un saluto

Raffaele Manca
#5 Inviato : giovedì 28 ottobre 2021 17:44:51(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 363

ma come fà ad affermare che sono in non vaccinati a portare l'infezione? non ci sono evidenze scientifiche...

Sono sempre stati i malati a portare le infezioni e non i sani... lei sta affermando che il 15% degli italiani sta produnendo questi casi?

Scommette che se si fosse arrivati al 100% saremmo nella stessa situazione? e a chi si darebbe la colpa? a chi si vaccinato per prima?

dove andremmo a finire con questo sistema di accuse?

giovanni colonna
#6 Inviato : giovedì 28 ottobre 2021 20:08:21(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 480

Ahi, Ahi, Manca ci risiamo.  Ora le spiego.

Certamente i sani non infettano. Non io, ma i numeri, dicono quello che accade. I non vaccinati rappresentano in questi ultimi mesi circa l’80% dei nuovi infetti della variante delta che, giorno per giorno, vengono o ospedalizzati o messi in quarantena.

Una delle caratteristiche delle persone che si infettano con la variante delta è che dal momento dell’infezione, per alcuni giorni (2,3 giorni), appaiono apparentemente sani ma nel frattempo infettano pesantemente e vanno in giro, fino a quando non compaiono i primi sintomi e fanno il tampone con tutto quello che ne consegue. Quindi non sono i sani ma degli infetti che per alcuni giorni infettano senza saperlo.

Il vero problema è che queste persone, infettate con la delta, producono molto più virus di quelle infettate con la versione originale di SARS-CoV-2, e ciò la rende 1000 volte più contagiose (con esattezza 1260 volte) rispetto alla variante alfa.

L’R0 della delta (cioè il numero medio di persone che infetta) è compreso tra 6 e 7, rispetto al ceppo iniziale alfa che era tra 2 e 3. La differenza è notevolissima: con un R0 pari a 3, dopo tre passaggi il numero di infetti sale a 27, mentre si impenna a 216 persone quando lo R0 è pari a 6. Gli asintomatici e i pauco-sintomatici (sempre infetti della delta) sono notoriamente anche essi infettivi ed infettano allo stesso modo, di fatto sono indicati come grandi diffusori.

Tutto questo deriva da centinaia di migliaia di test fatti ogni giorno in Italia ed oggi, per esempio, sono stati trovati circa 4500 casi infetti, di cui circa 3500 non vaccinati (+ 50 morti). Purtroppo il numero di test dovrebbe essere almeno 3 volte tanto, per cui possiamo stimare che almeno 5000 – 7000 infetti non sono stati oggi tracciati e vanno tranquillamente in giro. Sapendo che ogni infetto da delta ha R0 = 6 – 7, faccia lei i conti di quante altre persone possono infettare.

Un saluto

Raffaele Manca
#7 Inviato : venerdì 29 ottobre 2021 16:41:15(UTC)
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Messaggi: 363

Fa troppo conodo dare i dati in questo modo. Primo: i casi di positività sono asintomatici e non vuol dire che siano malati. Secondo: vi è un altissima percentuale di falsi positivi. Terzo: non è vero che l'80% degli ospedalizzati covid è non vaccinato. Quarto: non si rendono pubblici i dati su chi decede, come età, patologie, ect ect.... ESATTAMENTE COME A INIZIO PANDEMIA ...

Potrei andare all'infinito con queste obbiezioni..FINIAMOLA....

Raffaele Manca
#8 Inviato : venerdì 29 ottobre 2021 16:46:01(UTC)
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Messaggi: 363

aspetto ancora una risposta a riguardo il tema degli eventi avversi tra vaccino e terapia farmacologica... mi auguro che non stia glissando l'argomento...

 

saluti..

giovanni colonna
#9 Inviato : venerdì 29 ottobre 2021 22:15:05(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 480

Caro Manca le rispondo riportando i dati numerici di cui parla. I valori sono molto chiari e c’è poco o niente che si possa aggiungere. L’unica terapia farmacologica nota per essere in grado di curare con buona efficacia il covid è la vaccinazione di cui si conosce il numero di eventi avversi (morte) riferiti entro 21 giorni dalla vaccinazione agli opportuni centri di riferimento. Gli eventi avversi “riferiti” non specificano la causa diretta che ha causato la morte, ma assumiamo pure nel calcolo che tutte le morti “riferite” siano state realmente causate dal vaccino. Quindi è una simulazione della situazione peggiore.

ITALIA - Dati AIFA

I morti sono 555 su 76 milioni e mezzo di dosi somministrate al 26 agosto. Soltanto 14 di questi sono risultati correlabili con il vaccino. L’età media dei decessi post-vaccinazione è di 76 anni.

Immaginiamo comunque che tutti i 555 morti siano causati da decessi post-Covid, abbiamo:

Valori numerici incidenza: 1/138.181 = 7.24 x 10exp-6


EUROPE from Eudra-Vigilance.

As of 29 July 2021, a total of 244,807 cases of suspected side effects with Comirnaty were spontaneously reported to Eudra-Vigilance from EU/EEA countries; 4,198 of these reported a fatal outcome. By the same date about 330 million doses of Comirnaty had been given to people in the EU/EEA.

Valori numerici incidenza: 1/76.608 = 1.30 x 10exp-5

European Data from:

https://www.ema.europa.e...ty-11-august-2021_en.pdf

https://qap.ecdc.europa....-tracker.html#uptake-tab

https://covid19.who.int/

World global data

Globally, as of 4:40pm CEST, 29 October 2021, there have been 245,373,039 confirmed cases of COVID-19, including 4,979,421 deaths, reported to WHO. As of 29 October 2021, a total of 6,838,727,352 vaccine doses have been administered.

Fonte:  https://www.cdc.gov/coro...ccines/expect/after.html

I dati mondiali di morti dopo vaccinazione non sono globalmente reperibili perché sono riportati agli URL sopracitati ma nazione per nazione, ed in media non si discostano molto da quelli europei.

In media i valori numerici dell’incidenza delle morti a livello mondiale sono compresi tra 1.0 x 10exp-5 e 1.0 x 10exp-6.

Pertanto, i valori dell’incidenza, calcolati nella situazione peggiore, senza tener conto delle reali cause, sono comunque numericamente molto bassi, quindi c’è poco altro che si possa dire. I dati numerici dell’Italia sono tra i migliori. Nella realtà i valori numerici di incidenza calcolabili saranno ancora più bassi (cioè di gran lunga migliori) perché, come detto, per la simulazione sono stati usati solo i dati riferiti, cioè nella condizione estrema peggiore. Un calcolo del genere in genere non si fa perchè i dati "riferiti" non sono stati corretti per le morti dovute a cause diverse da covid, ma di fatto rappresentano le condizioni peggiori nella valutazione della vaccinazione. Nonostante ciò i valori sono eccellenti per ritenere sicuro un farmaco.

Un saluto

Raffaele Manca
#10 Inviato : sabato 30 ottobre 2021 10:28:46(UTC)
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Messaggi: 363

grazie dottor Colonna ma non è la risposta alla mia domanda..Io le ho chiesto i dati degli eventi avversi sia sui vaccini,  sia sulle morti da covid... quanti morti si potevano salvare con la cura farmacologica considerato anche gli eventi avversi per la somministrazione della terapia? Le cure farmacologiche per i sintomi ci sono e non sono state praticate per gli evventuali eventi avversi...

Questa era la domanda.

saluti

giovanni colonna
#11 Inviato : domenica 31 ottobre 2021 11:49:57(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 480

Quello che chiede è gossip. Io non posso darle le risposte che chiede perché non ci sono i dati e le corrette informazioni scientifiche per poter rispondere.

Posso però illustrarle i termini della questione, ma dovrò essere prolisso per farmi intendere con poche incertezze. La prima cosa da comprendere è che di SARS-CoV-2 conosciamo poco o nulla. Non sappiamo bene cosa fa all’interno del suo ospite. Quello che conosciamo sono principalmente i sintomi dei pazienti ospedalizzati quando il virus ha raggiunto e superato già il massimo della sua attività riproduttiva (nei primi due, tre giorni raggiunge circa l’80%, quando il paziente è ancora totalmente asintomatico, anche ai tamponi). Quasi nessuno ha potuto studiare nell’uomo cosa fa il virus nei primissimi momenti. Quelli sono i momenti in cui la strategia molecolare del virus è al massimo. I modelli usati (colture cellulari e modelli animali) non sono la stessa cosa dell’organismo umano globalmente inteso. Si procede quindi per analogia, attingendo da eventi relativi al patrimonio di conoscenza del già noto sui virus. La sintomatologia del paziente è a un livello macroscopico che non dice cosa accada veramente a livello molecolare (cioè, cosa fa, e come, il virus aggredisce con le sue proteine), anzi dalla sintomatologia si possono dare più spiegazioni, anche contrastanti (cosa che è regolarmente successo), fino a quando la conoscenza dei meccanismi molecolari non ne avalla una. Non deve confondere l’azione del medico che cerca di salvare il paziente curandolo (che è un livello di conoscenza medica) con quello di capire cosa accade e che permette di progettare i farmaci per attaccare il virus e curare il paziente (che è un livello dove occorre una conoscenza chimica, biochimica e chimico-fisica). Al momento i livelli sono alquanto sconnessi. Senza sapere cosa succede sotto, è difficile capire cosa succede di sopra, ma principalmente “come” procedere. Si procede spesso per tentativi. Più passa tempo, più si affinano gli interventi. In questo panorama è la prima volta nella storia dell’umanità che un vaccino è stato utilizzato durante la pandemia, e non anni dopo, usando tecnologie scientificamente molto solide, studiate da oltre 30 anni e usate per altri farmaci.

In sintesi, non abbiamo sufficienti certezze per collegare il mondo di sotto con quello di sopra. Da questo scaturisce l’immane caos a cui stiamo assistendo, anche perché l’avere messo a disposizione del mondo tutti i lavori scientifici prodotti su SARS.CoV-2 ha permesso a tutti di ficcarci il naso. A quelli che sanno leggere ed a quelli che non sanno leggere. Per saper leggere, occorrono decine di anni di esperienza e dedizione assoluta ed uno standard scientifico ben preciso. La scienza non usa il linguaggio della TV o dei giornali o della gente comune, e non fa Talk shows, per cui è nata una grande confusione in cui la statistica non esiste, in cui tutto è possibile e sembra valido.

Questo è il panorama.

Quindi, indipendentemente da quello che si dice in giro, c’è una discrasia nell’analizzare scientificamente la questione. Una cosa è evidenziare che il paziente abbia un problema trombotico (per esempio, attraverso l’analisi di laboratorio che ci dice se ci sono degli autoanticorpi anti-pf4) un’altra cosa è conoscere il meccanismo molecolare usato dal virus nelle sue interazioni molecolari con l’ospite. Quest'ultima è l'unica conoscenza per poter dire con elevata probabilità se è colpa del virus, del vettore o del paziente stesso. Tenga presente che nella scienza non esiste la verità assoluta o la certezza, ma solo la probabilità degli eventi. Tutto è espresso con numeri (i dati) e avallati da un valore di probabilità. Inoltre, tutto può cambiare se altri fatti mostrano dati che hanno una statistica migliore.  Con il livello delle conoscenze odierne che abbiamo sul virus non si possono fare con attendibile certezza i ragionamenti che lei vuole fare, non hanno senso scientifico. A tutto questo si aggiunge che molte delle banche dati che archiviano informazioni sul virus sono piuttosto obsolete nella loro progettazione logico-razionale perchè hanno seri problemi semantici e ontologici. Cioè, informazioni simili sono archiviate con terminologie (l'ontologia) che hanno significati diversi (la semantica) per cui quando si fanno ricerche per estrarre le informazioni, vengono fuori risultati diversi a seconda del modo con cui chi ricerca pone la domanda (query). E' un problema diffuso a livello mondiale dovuto alla crescita enorme dell'informazione (I famosi Big Data), molto più veloce di quanto gli esseri umani potessero prevedere, anche solo 5 o 10 anni fa. Questo ha ulteriormente confuso le cose (e avrà molte conseguenze sulla medicina personalizzata di cui tanto si parla, se non si trova una soluzione). 

Per esempio, il vaccino con adenovirus è stato accusato di creare trombi nei vaccinati, tra cui prevalentemente donne. In particolare, è stato anche detto (tra le tante cose dette) che la causa potrebbe essere una proteina del virus vettore. Quando nella scienza si usa “potrebbe” (ossia migth be oppure may be) significa che permangono molti dubbi, si esprime una ipotesi, ma le ipotesi non esprimo un fatto attendibile fino a quando non vengono dimostrate sperimentalmente e statisticamente avallate. Le faccio notare che, quale che sia la causa che genera i trombi, il vaccino è inoculato a milioni di individui che dovrebbero di base tutti avere le stesse caratteristiche metaboliche, tanto da dare una risposta metabolica simile all’agente esterno inoculato. Di fatto, milioni di persone si comportano tutti allo stesso modo con risposte standard simili. Significa che l’interazione dei componenti dell’inoculo, una volta dentro, generano una risposta metabolica standard. Un certo numero di persone (diciamo anche centinaia o se fa piacere qualche migliaio), ma comunque molto ma molto piccolo rispetto al totale, ha una risposta anomala, abbastanza identificabile con i mezzi e strumenti della medicina, ma mortale.

Allora perché dare la colpa al vaccino. È illogico. La logica, in assenza della conoscenza causativa, impone di sospettare del vaccino in sé, del vettore, dei componenti diversi che compongono il vaccino ma, soprattutto, che le poche persone che hanno dato una risposta anomala debbano avere qualcosa che metabolicamente è anomalo. Ovviamente le cause che alterano il loro metabolismo e che si possono ipotizzare, sono molteplici, ma di qui ad incriminare il vaccino è scorretto e falso.  Vanno indagate quali anomalie presentava il metabolismo di queste persone e cosa causa le anomalie, per poterle riconoscere e mettere in guardia contro la vaccinazione. Ora, poiché queste cause non si conoscono, le decisioni politiche sono state diverse e anche contrastanti, ma è politica, non scienza. Sono cose completamente diverse e non è lecito accumunare gli eventi politici alle numerose cause scientifiche ipotizzate e che potrebbero aver causato gli eventi sfavorevoli. Sappiamo cosa succede ma non chi l'ha causato. Rendere causali una o più delle ipotesi è pura idiozia da cretini e ignoranti che genera solo criticità socio-politiche, ma sempre tra i cretini e gli ignoranti.

Ecco perché non posso risponderle. Non c’è ancora la necessaria conoscenza scientifica.

Entreremmo in un campo diverso, che non mi è proprio. Gli esseri umani razionali partecipano, o condividono, la conoscenza scientifica con la libertà, attraverso la “natura razionale” che è loro propria, mentre gli esseri umani irrazionali lo fanno seguendo una “inclinazione” (gli psicologi dicono "bias") voluta e inoculata in essi da imbonitori, strilloni, ciarlatani, falsi profeti che illegittimamente si proclamano possessori di particolari conoscenze, con motivazioni spesso legate alla loro specifica esistenza. Infilarsi nell’una o nell’altra strada è un personalissimo problema di razionalità culturale. O la si possiede o no. Bianco o nero, non c’è grigio. Cristallizzarsi nelle propie opinioni, vere o false che siano, non produce evoluzione e conoscenza.

Ci sono già stati oltre 130.000 morti.

Un saluto

Raffaele Manca
#12 Inviato : lunedì 1 novembre 2021 10:25:59(UTC)
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la sua è una risposta sbalorditiva.. siete bravi ad analizzare qualsiasi dato sul covid 19 e non siete in grado di analizzare le eventuali reazioni avverse di medicinali in produzione da decenni e compararli con le reazioni avverse attuali e future del vaccino..

Non condivido poi questo parallelo con la spagnola... all'epoca vi era miseria e condizioni igieniche ben diverse come conseguenza della guerra.

sono senza parole. Saluti

giovanni colonna
#13 Inviato : venerdì 5 novembre 2021 09:00:53(UTC)
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Messaggi: 480

Ho detto più volte dove sta il limite con SARS-CoV-2, non sappiamo cosa fa quando è entrato, salvo che si riproduce, blocca le nostre difese e fuoriesce sotto forma di migliaia di nuovi virioni. Sono informazioni grossolane, simili a quelle di altri virus.  Cosa fa, come fa e quando fa, dopo essere entrato, nessuno lo sa. Quel poco che si sa dai malati gravi non basta per trarre conclusioni o fare paragoni.

I dubbi ci sono, sono tanti, ma troveranno risposta nel tempo. Per esempio, dopo la guarigione rimane ancora dentro? Quando dureranno gli effetti long covid? Cosa succederà a chi ha avuto colpito il cervello (anosmia)? I geni del covid possono entrare nel nostro patrimonio genetico? In che modo? Anche se la risposta di massima è no, tenga presente che una parte congrua dei geni umani deriva da antichi virus. Per ultimo: i virus sono con noi da miliardi di anni, sono milioni di diversi ceppi, conosciamo si è no l’esistenza di qualche migliaio di virus di piante, animali e uomo (meno dello 0,1%), di nessun virus conosciamo il ciclo vitale completo e nei dettagli, di SARS-CoV-2, escluse le chiacchiere inutili e distorte dalla gente, non conosciamo nulla che ci possa essere utile per un farmaco. La Merck pare che ne abbia uno, ma bisogna prima vedere, e poi capire ….

Quindi possiamo contrastare il virus solo attraverso le informazioni epidemiologiche che derivano dalle comunità (capacità infettiva, modalità dell’infezione, velocità, trasmissione, ecc…) cioè con la mascherina FP2, la sanificazione ambientale, il distanziamento e ringraziamo la ricerca farmaceutica che ci ha permesso di modificare una tecnica farmacologica per preparare rapidamente anche il vaccino. Altro non possiamo fare, né possiamo perdere tempo a disquisire inutilmente di cose vecchie come la sperimentazione mentre la gente muore, continua a morire e morirà ancora, se non si vaccina e non usa la mascherina. Oltre 6 miliardi di vaccinazioni sono una sperimentazione tale che ha cancellato qualsiasi dubbio. I farmaci esistenti, adattati per combattere il virus, nei fatti o non hanno funzionato o funzionano male e quasi sempre su piccoli gruppi di ammalati. Perché succede così è difficile spiegarlo scientificamente se non si sa cosa fanno al virus.

La Spagnola è venuta fuori negli USA nella primavera 1917, poi invase tutto il mondo fino alla Papuasia ed è arrivata in Europa molto dopo, a metà-fine 1918, colpendo principalmente gli eserciti belligeranti al fronte (nessun governo diceva nulla ed i militari, ammassati al fronte, morivano). Si chiama Spagnola perché la Spagna, che non era in guerra, fu la prima in Europa a dire che c’era questa malattia (i virus non si conoscevano ancora). Questo è il vero motivo di tante morti, nessuno nei paesi belligeranti sapeva che c’era questa influenza. Uccise un numero mai precisato di persone (riportano da 50 a qualche centinaio di milioni di decessi) in un mondo che aveva solo 2 miliardi di abitanti. Ancora oggi è tra di noi, peggiorata, perché l’influenza “suina” le ha trasferito alcuni geni, e la conteniamo con il vaccino.

Spero che le siano chiari molti suoi dubbi. Tantissime cose non si possono fare perché la conoscenza è ancora insufficiente.

Un saluto

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