Ricerca   |    Topic attivi   |    Accedi all'area riservata

Logo Medikey
icona
Per accedere è necessaria l'iscrizione a Medikey

 


La gestione del riconoscimento dell'operatore della salute e la trasmissione e archiviazione delle relative chiavi d'accesso e dei dati personali del professionista della salute avviene mediante la piattaforma Medikey® nel rispetto dei requisiti richiesti da
Il Ministero della Salute (Circolare Min. San. - Dipartimento Valutazione Farmaci e Farmacovigilanza n° 800.I/15/1267 del 22 marzo 2000)
Codice della Privacy (D.Lgs 30/06/2003 n. 196) sulla tutela dei dati personali





Studio retroprospettico di coorte sui fattori di rischio per decesso in pazienti affetti da COVID-19
Vincenzo Scrivano
#1 Inviato : domenica 15 marzo 2020 12.16.23(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 449

Pubblicato da The Lancet il 9 marzo

 

Il lavoro prende in considerazione diversi parametri nei soggetti ricoverati in intensiva, raffrontandoli nei due gruppi costituiti da i soggetti sopravvissuti ed i deceduti, nel tentativo di individuare criteri prognostici che consentano di predire chi ha possibilità di sopravvivenza e chi no.

Due dati in particolare mi hanno colpito:

1) molti dei soggetti deceduti erano stati sottoposti alla NIV prima di venire intubati

2) nei soggetti deceduti si rilevavano, da subito, elevati valori di D-dimero.

Poiché, alla fin fine, sempre di insufficienza respiratoria si muore, vi sarebbe un ipotetico filo che lega le condizoni rilevate.

La NIV si avvale di un casco, e spesso il paziente viene mantenuto in posizione seduta. Si crea quindi una stasi venosa agli arti inferiori con conseguente rischio di trombosi venosa. Il D-dimero sarebbe allora espressione di tale condizione.

Se a ciò conseguono fenomeni microembolici, essi vanno ad aggravare l'insufficienza respiratoria, non consentendo al soggetto di sopravvivere; magari i medesimi fenomeni microembolici in altre condizioni sarebbero clinicamente (quasi) inapparenti, ma qui farebbero la differenza tra la vita e la morte.

Ho appena parlato con una Collega Radiologa che mi ha detto che di sono immagini messe a disposizione da radiologi di diverse parti del mondo che sono assolutamente compatibili con tale tesi.

Se così fosse, una terapia antitrombotica più aggressiva potrebbe salvare qualche vita umana.

Ho inviato una mail al riguardo all'Istituto Superiore di Sanità; spero comunque che qualcun altro, che si occupa attivamente di COVID 19, legga, anche qui, e si interroghi sull'opportunità di variare i protocolli in tal senso.

giovanni colonna
#2 Inviato : lunedì 16 marzo 2020 20.05.03(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 130

Caro Vincenzo,

provo a darti una risposta un po’ …. Biochimica.

Se ci sono D-dimeri sembrerebbe che sia partito un processo di coagulazione con presenza di processi fibrinolitici dovuti alla plasmina a carico delle protofibrille dei trombi in formazione (e qui la causa potrebbe essere la NIV). In genere le lesioni fibrotiche (negli alveoli polmonari) contengono fibrina e la deposizione di fibrina nei tessuti danneggiati è una caratteristica patologica che evidenzia coagulazione extravascolare nelle malattie infiammatorie a livello degli alveoli respiratori che è anche un processo comune al cancro e all’artride reumatoide.

 Comunque non è solo questo, per cui potrebbe non essere solo un effetto della NIV perché le proteasi fibrinolitiche sono anche importanti mediatori dell'infiammazione. Infatti, le proteasi che convertono il plasminogeno in plasmina (ad esempio attraverso plasminogeno urochinasi) evocano azioni pro-infiammatorie e pro-rimodellanti dei tessuti che possono essere indipendenti.

 I proto-enzimi di queste proteasi (gli zimogeni) circolanti nel sangue entrano nel tessuto danneggiato attivandosi e possono contribuire alla coagulazione extravascolare o alla fibrinolisi. Ma derivano anche da azioni mediate dai fibroblasti in cellule muscolari lisce o anche specificamente da cellule infiammatorie (ad es. Macrofagi) entrambi coinvolti nel rimodellamento tissutale (cicatrici fibrotiche negli alveoli?).

Pertanto, le azioni mediate dalle cellule e dalle singole proteasi possono sovrapporsi  e credo sia difficile discernere a questi livelli la causa o le cause concomitanti. Tenendo presente la spinta della forte tempesta citochinica, l’origine della plasmina (che poi genera il D-dimero) potrebbe anche essere di origine solo infiammatoria e qui ci stanno bene sia le azioni dei fibroblasti che dei macrofagi nello stesso tempo. Quindi le cause potrebbero essere molteplici e concomitanti. La mia visione è solo biochimica, perché non sono un ematologo, ma penso che le conclusioni siano corrette.

Un saluto

Vincenzo Scrivano
#3 Inviato : lunedì 16 marzo 2020 21.44.03(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 449

Caro Giovanni,

grazie sempre per le tue dettagliate spiegazioni; nessuno di noi qui probabilmente, né  io sicuramente, ha i tuoi livelli di cononoscenza.

Consentimi di dirti che qui però il problema sarebbe clinico, non biochimico.

Poiché la coagulazione del sangue é una cascata di eventi dinamici, non un singolo evento che "scatta" in corrispondenza di uno stimolo, e poiché i dimeri di fibrina vengono generati sia nella genesi del trombo, sia nella sua lisi, questi vengono prodotti continuamente, e di fatto sono sempre dosabili.

Volendo adoperare una metafora, il sistema coagulativo non funziona come un gruppo di agenti di polizia che rimangono in caserma attendendo una chiamata, ma come funzionerebbe un sistema di pattugliamento e sorveglianza attiva. Se vedi agenti in giro non vuol dire che sia accaduto qualcosa; ma se ne vedi una particolare concentrazione in un luogo puoi supporre che invece qualcosa lì sia accaduto.

Per questo motivo, livelli elevati di D-dimero sono considerati un indice sensibile, ma poco specifico, di attivazione della coagulazione; é il motivo per cui oltre ad essere usati tradizionalmente negli algoritmi diagnostici del tromboembolismo venoso, di recente sono entrati anche in quello della dissezione aortica.

E basandosi sullo stesso principio, vi sono delle condizioni in cui l'incremento dei livelli non é considerato "attendibile" come indicatore di condizione patologica. Ad esempio, livelli elevati di D-dimero in gravidanza o in corso di terapia antitrombotica o anticoagulante non significano nulla; il fatto che aumenti la quantità di dimeri di fibrina in circolo può solo rispecchiare un'aumentata attività, che però, se viene conservato l'equilibro tra fibrinogenesi e fibrinolisi, non conduce ad alcuna "malattia".

Quindi, livelli elevati di D-dimero da soli non significano nulla. Mi capita spesso di vedermi inviate delle persone che stanno benissimo, ma alle quali casualmente vengono rilevati elevati valori di D-dimero; il loro medico si allarma e li invia in ambulatorio.

Cerco di spiegare loro, ed al loro medico, che la determinazione dei livelli ematici di D-dimero può entrare nell'algoritmo diagnostico di alcune patologie, ma non esiste alcun algoritmo "diagnostico" relativo alla condizione "alti livelli di D-dimero". Io mi occupo fondamentalmente della diagnosi e della terapia delle malattie dell'apparato vascolare,  non di stabilire perché una persona che é in buona salute ed anamnesi ed obiettività negative per patologie vascolari abbia elevati livelli di D-dimero; "elevati livelli di D-dimero" non é un'entità nosologica.

Qui, invece, la condizione é diversa.

Sono stati rilevati diversi parametri allo scopo di individuare differenze in essi, che consentano di discernere chi, verosimilmente, vivrà e chi morirà.

Al di là delle patologie associate, condizione che lapalissianamente aumenta la mortalità in tutte le condizioni, non solo nelle infezioni da coronavirus (che ci sia una noxa patogena che uccide chi é in buona salute e risparmia i moribondi non si é mai sentito), vi erano queste due evidenti anomalie: praticamente tutti quelli che sarebbero morti avevano elevati livelli di D-dimero, e molti di loro, prima di essere sottoposti a ventilazione invasiva, erano stati trattati con la NIV; bada bene che la differenza era la NIV, non la ventilazione invasiva a cui anche i sopravvissuti erano stati sottoposti.

Poiché chi é morto in quelle condizioni, alla fin fine, é comunque morto per insufficienza respiratoria, qui si tratta di cercare di capire perché l'insufficienza respiratoria può essere trattata con ventilazione assistita invasiva in un gruppo, mentre la medesima ventilazione assistita invasiva risulta insufficiente nell'altro gruppo, e perché quelli in cui risulta insoddisfacente hanno già, al momento dell'intubazione, elevati valori di D-dimero e spesso sono stati sottoposti a NIV.

Ora la NIV richiede un'immobilizzazione alla quale può conseguire una stasi venosi, che é una condizione predisponente alla trombosi venosa. E nella trombosi venosa si hanno elevati livelli di D-dimero. La conseguenza potenzialmente letale della trombosi venosa é l'embolia polmonare, che però diverse volte, nei soggetti sani, può manifestarsi come un'affezione delle basse vie respiratorie, e scambiata per bronchite o polmonite. Ho visto diversi casi di questi.

Quello che in un soggetto sano può essere un episodio "sgradevole", in un soggetto con una funzione respiratoria già compromessa può essere fatale.

Poiché, per quanto detto sopra, la determinazione dei livelli di D-dimero in corso di terapia che interferisca sulla cascata coagulativa é inattendibile, e poiché nello studio é stato comunque considerato tale parametro, devo supporre che i soggetti in rianimazione non avessero alcuna copertura anti trombotica.

Per cui, se, in generale, vedo delle persone con D-dimero elevato morire per insufficienza respiratoria e queste persone, oltre alle altre patologie di fondo, hanno un fattore di rischio per tromboembolismo venoso (la stasi conseguente alla NIV), e se nel lavoro, nonché nel commento di Medscape USA, vedo etichettati gli alti livelli di D-dimero come generica "anomalia della coagulazione", come professionista ritengo di avere il preciso dovere di segnalare tale possibilità; tra l'altro, é una possibilità per la quale:

1) la verifica é semplice

2) il trattamento, anche preventivo (la profilassi antitrombotica nei casi di immobilizzazione é prevista) é altrettanto semplice.

Se poi, infine, i colleghi radiologi mi dicono che il quadro radiologice che loro vedono corrobora la mia ipotesi, se tenessi per me questa ipotesi sarei uno scriteriato, che probabilmente sono comunque, ma sul lavoro cerco di evitare...

Fatto ciò che é nelle mie possibilità, io sono a posto con la mia coscienza; non lo avessi segnalato, non lo sarei. Se poi chi ha ricevuto la segnalazione ritiene di non doversi attivare in tal senso, o aveva già preso in considerazione il problema, ciò fa parte di situazioni al di fuori della mia sfera di azione.

Spero che la mia prolissità in questo caso sia stata utile a spiegarmi.

Un caro saluto



giovanni colonna
#4 Inviato : martedì 17 marzo 2020 10.12.09(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 130

Ho capito bene quello che hai detto. La NIV induce un fattore di rischio che alla fine si rileva fatale, per cui applicare un protocollo di profilassi è semplice, poco rischioso e dovrebbe dare degli effetti. Ti invito solo a considerare che il D-dimero in questi pazienti (che non sono nella fase iniziale della malattia perché hanno già serissimi problemi respiratori) si somma ad eventi diversi e concomitanti che coinvolgono gli alveoli (rimodellamento cellulare, cioè, formazione di tessuto cicatriziale attraverso i fibroblasti che impedisce la normale elasticità degli alveoli o anche conseguenza metabolica della forte pressione delle citochine).

Per quanto ne so livelli alti di D-dimero vengono valutati tali se superano un valore soglia, senza poi guardare al reale valore del livello plasmatico misurato, quindi è impossibile con questo approccio decidere da dove essi originano. Se così è hai perfettamente ragione. La profilassi va fatta. Sarà poi interessante capire quanti dei trattati con profilassi antitrombotica per la NIV non avranno problemi e supereranno lo scoglio. Questo sarà dirimente.

Vincenzo Scrivano
#5 Inviato : martedì 17 marzo 2020 11.03.21(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 449

giovanni colonna ha scritto:

Per quanto ne so livelli alti di D-dimero vengono valutati tali se superano un valore soglia, senza poi guardare al reale valore del livello plasmatico misurato, quindi è impossibile con questo approccio decidere da dove essi originano

E' infatti proprio così. Il limite superiore "normale" dipende dalla metodica utilizzata, e varia da 0.25 a 0.5 microgrammi/L; é considerata un'alterazione significativa un livello superiore a due volte il limite massimo normale. Gli elevati valori di D-dimero riscontrati nei deceduti erano superiori a 1 microgrammo/L.

Il problema che mi pongo é proprio se sia possibile stabilire da dove essi originano, ovvero, se siano espressione di trombosi venosa.

In generale, l'esistenza di una correlazione statistica tra due variabili non indica necessariamente l'esistenza di una relazione diretta causa effetto; ma a volte lo é, e questo può avere implicazioni notevoli.

Degli esempi possono essere costituiti da capelli bianchi ed ipertensione, o da iperuricemia e probabilità di un attacco acuto di gotta.

Se rilevo la pressione arteriosa in soggetti (non trattati) con i capelli bianchi avrò un maggior numero di probabilità di trovarla elevata; ma ovviamente trattare l'ipertensione in questi pazienti non farà ricrescere loro i capelli scuri

Di contro, più elevato é il livello dell'uricemia, e maggiore é la probabilità dell'attacco acuto di gotta; ma in questo caso, se ricduco i livelli di uricemia, avrò anche un riduzione della probabilità di attacco di gotta.

Questo perché, abbastanza ovviamente, l'ipertensione (o l'artrosi, o altre malattia croniche) hanno una prevalenza che aumenta con l'età; ma non cìé nesso causale tra le due condizioni. Invece, per la gotta il nesso causale esiste.

Nel primo caso una delle due variabili é solo un indicatore (che é fondamentalmente il ruolo che viene fatto assumere ai livelli del D-dimero nel lavoro), nel secondo é coinvolto nel meccanismo di generazione della patologia.

E se modifica re i livelli di un semplice indicatore non serve anulla, modificare una condizione che rappresenta un nesso causale può fare non dico la differenza, ma almeno una differenza.

Poiché ci sarebbe un ipotetico meccanismo plausibile (indirettamente, la NIV), poiché é relativamente facile rilevare la presenza di trombosi venose agli arti (non a livello dell'intero albero venoso, ma agli arti sì), e poiché sembrerebbe che la profilassi antitrombotica non venga adottata in questi pazienti (o, almeno, sembra non sia stata adottata a Wuhan), credo che una verifica varrebbe la pena farla.

Se mi accorgo che nessuno l'ha fatta, suggerirlo é naturale; ma soprattutto rientra nella sfera delle mie possibilità

Il primo "flashmob" eseguito per il coronavirus é stato venerdì. Mi avevano detto che chiunque potesse cantare o suonare ciò che voleva. Alle 18:00, mio figlio ed io abbiamo portato due amplificatori in un balcone, ed abbiamo improvvisato un blues in LAm. Dai palazzi vicini so sono affacciati alle finestre, sulla piazza si sono fermati, ed alla fine hanno applaudito entusiasticamente. E' stato bello ed emotivamente coinvolgente.

Tanto coinvolgente che il giorno dopo ho presentato la domanda come volontario per occuparmi dell'emergenza presso uno dei presidi regionali individuati. Non presso l'Azienda per la quale lavoro; sarà più complicato chedere l'aspettativa, chiedere il versamento dei contributi all'altra azienda ospedaliera, ed economicamente perderò. Ma non volgio aver a che fare con la gentaglia con cui sono costretto a trattare da anni; il coronavirus lo tollero, loro no.

Così, ho fatto ciò che era nelle mie possibilità

Poi ho visto che la gente va in giro comunque. Alle 18:00 si affacciano alla finestra, cantano ed applaudono; poi però vanno a farsi la scampagnata.

Alcuni si sentono, in pratica, alla festa del santo patrono; é un'occasione di divertimento.

Quando ho suonato in balcone, l'ho fatto con lo stesso spirito con cui cantavano a Wuhan; un modo per non sentirsi soli. Quando ho capito che gli altri lo fanno con lo stesso spirito che si ha intorno ad un falò sulla spiaggia, ho smesso; non suonerò più per loro. Ma non per questo ho ritirato la domanda.

Lo spirito con il quale ho segnalato il problema, qui ed all'ISS, é quello della domanda di volontariato, non quello dell'esibizione; ma qualunque iniziativa fattiva io possa intraprendere, si scontra poi con il limite individuale.

Faccio ciò che ritengo mio dovere.



Vincenzo Scrivano
#6 Inviato : sabato 4 aprile 2020 8.11.25(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 449

Caro Giovanni,

non so se leggerai questa mia replica; ma é giusto che io la scriva, considerato che sei una persona intelligente, preparata e ragionevole.

Intendo con questo che é difficile trovare un interlocutore valido quanto te; e se devo discutere su questo forum di un argomento che é al contempo una buona ed una cattiva notizia, non posso che farlo con te.

Da qualche giorno c'é un "fiorire" di lavori e segnlazioni sull'embolia polmonare nel COVID-19

Una mia collega mi ha mandato diversi rapporti relativi a reperti autoptici.

All'estero ed in Italia vi sono sia lavori, sia casi aneddotici che trattano l'argomento; uno dei secondi, ben documentato, é ad esempio questo.

Uno in "preprint" del primo tipo, di autori cinesi, é qui.

Ognuno con i propri tempi... e questa é la buona notizia.

La cattiva notizia é che il giorno in cui inviai la mia segnalazione all'Istituto Superiore di Sanità, i decessi erano 1809; mentre scrivo i morti sono 14681.

Ora, chiaramente non mi passa nemmeno per l'anticamera del cervello il fatto che vi possano essere stati 12872 morti per embolia polmonare; ma quand'anche la percentuale fosse dell'1%, forse 128 persone si sarebbero potute salvare.

Ormai quel che é perso é perso; desidero solo che questo spinga a riflettere. E chi meglio di te é in grado di riflettere?

Certe volte ci troviamo inconsapevolmente ad avere una parte che non ci saremmo aspettati; ma in una situazione come questa dovremmo essere pronti a rivestire con immediatezza il ruole che la sorte ci assegna.

Come ti dicevo, cerco solo di fare il mio dovere.

Un caro saluto.

Vincenzo


giovanni colonna
#7 Inviato : venerdì 10 aprile 2020 9.19.53(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 130

Caro Vincenzo,

ti ringrazio per le affettuose parole ma non penso di meritarle, faccio solo quello che penso debba essere il mio dovere.

Penso di avere trovato una risposta al tuo quesito (che mi aveva molto incuriosito) sugli emboli polmonari più frequenti negli ammalati di SARS-CoV-2.

Dare oggi spiegazioni dei meccanismi molecolari che generano questo fenomeno non è semplice senza informazioni dettagliate e di base (alludo a dati di espressione genica comparata tra sani, con covid e con polmoniti di altra natura, non-CoV2  (es. pneumococcica o altri virus). I dati sono oggi solo macroscopici (di laboratorio) ma possono bastare per capire come combattere. I dati riportati ti danno ragione su quello che tu pensavi. Le conclusioni degli autori sono lineari: pazienti con CoV2, alti livello di Dimero e elevata conta piastrinica trovano giovamento dagli anticoagulanti. I non-Cov2 in condizioni simili non trovano significativi miglioramenti. 

Puoi leggere questo articolo:

(J Thromb Thrombolysis online 2020, pubblicato il 3/4   DOI: 10.1007/s11239-020-02105-8

che troverai in estenso qui:

https://link.springer.co....1007/s11239-020-02105-8

auguro tanta serenità per le prossime feste pasquali

giovanni



 

Vincenzo Scrivano
#8 Inviato : venerdì 10 aprile 2020 9.48.36(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 449

Giovanni, le parole che ho usato rispecchiano una stima che sento profondamente; e sono ragionevolmente certo che rispecchino anche l'opinione del resto del mondo riguardo alle tue qualità

Giovedì scorso ho avuto modo di visitare una paziente che é paradigmatica di questa vicenda, di tutta questa vicenda: donna anziana ricoverata tra febbraio e marzo con polmonite, insufficienza cardiaca e trombosi venosa, TC torace tipica per ambedue le condizioni (polmonite interstiziale e/o embolia polmonare) e dimessa con diagnosi di "Insufficienza respiratoria acuta in soggetto con polmonite interstiziale acquisita in comunità. Insufficienza cardiaca. Trombosi vena femorale dx", e naturalmente niente tampone.

Avrei anche trovato delle spiegazioni plausibili per la palese anomalia che si rileva nelle regioni settentrionali, e relativa al rapporto tra i deceduti e la somma di coloro che hanno raggiunto l'outcome (morti+guariti), che non ha alcun corrispettivo nel resto del mondo; ma anche questo, se non viene considerato, non serve a nulla.

Grazie per il link; ribadisco però come, a mio modo di vedere, una delle condizioni scatenanti sia costituita dall'immobilità indotta nalla NIV; la stasi resta una delle cuse principali di trombosi venosa profonda anche in soggetti sani, e la NIV costringe all'immobilità. In altri casi in cui ciò accade (ad esempio, postoperatorio, allettamento prolungato) é esplicitamente prevista la profilassi antitrombotica, e da ulteriori informazioni che ho raccolto questa non fa parte del protocollo di trattamento attuale.

Se i ricercatori di Wuhan hanno deciso di considerare i livelli di D-dimero non era evidentemente prevsita neanche in Cina; il pensiero che questa strage assurda avrebbe potuto essere in qualche modo limitata continua ad infastidirmi.

Grazie infinite anche per gli auguri di Pasqua, che ricambio di vero cuore. Spero che gli eventi non mi costringano a trascorrerla a Lampedusa...

Un caro saluto ed ancora auguri

Vincenzo

P.S.: ovviamente, stavolta sì che ho ritirato la mia disponibilità per le unità COVID 19 della Sicilia, essendo essa palesemente inutile.

Vincenzo Scrivano
#9 Inviato : venerdì 10 aprile 2020 14.00.19(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 449

Caro Giovanni,

la mia collega che mi ha inviato i report sulle autopsie mi ha inviato anche un messaggio i un cardiologo di Pavia. Il messaggio é lungo e ti riporto solo una frase:

La gente va in rianimazione per tromboembolia venosa generalizzata, soprattutto polmonare.

Se così fosse, non servono a niente le rianimazioni e le intubazioni perché innanzitutto devi sciogliere, anzi prevenire queste tromboembolie. Se ventili un polmone dove il sangue non arriva, non serve! Infatti muoiono 9 su 10. Perché il problema è cardiovascolare, non respiratorio! Sono le microtrombosi venose, non la polmonite a determinare la fatalità!

In pratica, per loro tutti quelli che muoiono, muoiono per questo. 

Se così fosse, chi non ha considerato la mia mail avrebbe quasi ventimila morti sulla coscienza...

Ancora auguri per la Pasqua

Vincenzo

Vincenzo Scrivano
#10 Inviato : domenica 12 aprile 2020 10.59.40(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 449

Sebbene probabilmente non interessi a nessuno, ritengo comunque opportuno, prima di chiudere (per quel che mi riguarda) definitivamente questo thread, eseguire una puntualizzazione, anche se anch'essa non interessa a nessuno.

L'estratto del messaggio che citavo più sotto quando interloquivo direttamente con il professor Colonna, é stato etichettato come una fake news dal professor Burioni, qui sul suo sito, posizione ripresa dai maggiori quotidiani nazionali.

In realtà, bastano pochi secondi di ricerca sul Web  per risalire senza alcuna difficoltà all'autore del post. In questo video del 15 marzo se ne può addirittura vedere il volto. Il video é del 15 marzo, ma il cardiologo già sospettava tale possibilità, e parlava di ecocardiografo e CID.

Al riguardo sono opportune della precisazioni.

La prima é che una CID può presentarsi come manifestazione acuta, oppure subacuta. Nel caso di presentazione acuta, é fondamentalmente una coagulopatia da consumo; le manifestazioni sono essenzialmente emorragiche, e si rileva una riduzione del numero di piastrine circolanti e dei livelli di fibrinogeno. Nulla di tutto ciò é stato rilevato nei pazienti COVID19,  e men che meno nel lavoro cinese linkato nel post di inizio di questo thread.

Una presentazione subacuta é invece fondamentalmente assimilabile ad uno stato trombofilico, che altri non é che uno stato predisponente alla trombosi; le condizioni che in uno soggetto normale non conducono ad una trombosi venosa, nel caso di stato trombofilico esitano in essa. Una delle condizioni che, in assoluto, sono considerate (con)causa di trombosi venosa é, dai tempi della "triade di Virchow", la stasi venosa: e questo é assolutamente consistente con l'immobilità indotta dalla NIV che citavo nel primo post, NIV che, contrariamente alle alterazioni ematologiche della CID acuta, é menzionata nel lavoro cinese, e che, ad una prima analisi, potrebbe apparire inspiegabile.

La seconda precisazione é che l'uso dell'ecocardiogramma al letto del paziente, citato dal cardiologo autore del messaggio Whatsapp. può servire solo a rilevare cosa? Eventuali segni di ipertensione polmonare- In ultima analisi, segni indiretti di embolia polmonare.

Quindi, ci sono segni inequivocabili di embolia polmonare (peraltro confermati ormai dai radiologi di tutto il mondo), le cause (la CID e la stasi venosa) e la terapia prontamente disponibile (essenzialmente eparinica, ma si sarebbe potuto prendere in considerazione anche un NAOC).

Ma ciò non é stato fatto.

Questo avrebbe una notevole conseguenza.

Innanzitutto, poiché l'unica motivazione che Burioni porta a prova della "falsità" del messaggio del cardiologo di Pavia sarebbe la sua "non-identificabilità" e questa é facilmente smontabile in pochi secondi, la vera fake news é proprio quella di Burioni. Ma perché Burioni lo farebbe?

L'unica spiegazione é quella che stia "mettendo le mani avanti". Poiché il mondo intero sta ormai prendendo coscienza di ciò che in realtà avviene, il fatto di non averlo compreso prima, e di aver addirittura adottato comportamenti che possano avere favorito i decessi, pesa come un macigno sui cosiddetti "esperti".

Alla fine, vorrei chiudere il cerchio ritornando a dove ero partito, con il primo post del thread e la mia segnalazione all'ISS, che é questa. inequivocabile, sia nell'oggetto sia nella data:


 

e mi sia consentito di riportare qui, come considerazione finale, ciò che ho detto stamattina ad un amico.

Tanti anni fa, un veterinario, il dott. Bonifacio ebbe un'intuizione notturna: poiché, apparentemente, le capre non si ammalano di tumore, l'urina delle capre poteva essere "curativa" nelle neoplasie. Da lì nacque il "siero Bonifacio".

Io sono un cretino qualunque, non una "personalità" né una figura di riferimento; ma la mia non é un'intuizione notturna come quella del "siero Bonifacio". La mia era un'analisi di dati ufficiali che aveva condotto ad un ipotesi ragionevole, poi confermata. Un'analisi basata su dati obiettivi (nel caso spefico, in preprint su una rivista come The Lancet), specialmente in una situazione come questa, avrebbe dovuto essere presa in considerazione, sia che giungesse da una "personalità", da un premio Nobel, da un operatore ecologico, o da un cretino qualunque come me, tanto più che il suddetto cretino va, forse immeritatamente, ad ingrossare le fila dei "tecnici".

Quindi, la mia posizione di "cretino qualunque" non avrebbe dovuto influire sull'andamento di questa questione, e non può essere una giustificazioni per una negligenza che ha contribuito a fare morire forse migliaia di persone.

Di contro, la mia posizione di "cretino qualunque" ha un'implicazione che non può essere annullata: il "cretino qualunque" non ha modo di indire una conferenza stampa, né di diramane comunicati (contrariamente all'affermazione di quualche persona intelligente, che mi ha detto che l'errore é stato mio in quanto avrei dovuto inviare personalmente una mail a tutto le unità di rianimazione d'Italia). Avrei potuto inviare una lettera a The Lancet o un commento a Medscape, che mi avrebbero pubblicato, ma come tempi non ci saremmo stati.

Il "cretino qualunque" aveva una ed una sola strada: inviare la comunicazione ad una "personalità", un punto di riferimento che può indire conferenze stampa e diramare comunicati. E difatti lo fa, ogni sera, alle 18:00 in punto.

La suddetta "personalità" il punto di riferimento, se tale é veramente, avrebbe dovuto predisporre dei canali di comunicazione ad hoc, in una situazione come questa.

L'unico canale di comunicazione era una mailbox PEC, e quella il "cretino qualunque" ha utilizzato.

Qui la storia, come tale si ferma; su colpe e responsabilità lascio a Voi che leggete la libertà di farvi un'opinione. Io per conto mio avrei concluso.

Buona Pasqua a tutti



Forum Jump  
Tu NON puoi inviare nuovi topic in questo forum.
Tu NON puoi rispondere ai topics in this forum.
Tu NON puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum.
Tu NON puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum.
Tu NON puoi creare sondaggi in questo forum.
Tu NON puoi votare nei sondaggi di questo forum.