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Coronavirus, la pandemia si avvicina. Virologi a confronto sul sostegno necessario
Administrator
#1 Inviato : lunedì 2 marzo 2020 20.50.47(UTC)
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Messaggi: 6.911

CORONAVIRUS, LA PANDEMIA SI AVVICINA. VIROLOGI A CONFRONTO SUL SOSTEGNO NECESSARIO


Gli esperti si confrontano, e in molti si dicono convinti che il nuovo coronavirus stia per entrare in una fase di pandemia. Nature e Science hanno intervistato epidemiologi e virologi provenienti dalle principali strutture di studio nel mondo, che hanno evidenziato la necessità di capire ancora molte cose riguardo alla trasmissione della patologia. Molti si dicono in particolare preoccupati dalla notizia di molti casi presenti in Iran. «Trovo la questione preoccupante perché i viaggi...

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Giuseppe Saggese
#2 Inviato : lunedì 2 marzo 2020 20.50.51(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 263
QUESTI BUFFONI BUONISTI DEL PIFFERO NO LIICHIUDONO I PORTI AI CLANDESTINI.
Vincenzo Scrivano
#3 Inviato : martedì 3 marzo 2020 5.39.08(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 449

E anche qui, finalmente, si stanno rendendo conto dell'ovvio: il virus si diffonde anche con gli oggetti.

E questo rende inutili i sistemi di "protezione"; a che serve stare a due metri da una persona che starnutisce, se poi questa persona mi consegna un oggetto che mi porto a casa?

A che serve fare il tampone a chi siede nella fila avanti in aereo, se nella cabina c'é il ricircolo per l'intero tempo del volo?

Come si fa ad affermare contemporaneamente che  COVID-19 é siaa "zoonosi" ma gli animali da compagnia ne sarebbero immuni (dall'altro ieri in Cina vige il divieto di mangiare carne di cane e di gatto)?

Perché non si prende in considerazione la possibilità di usare i raggi UV sugli oggetti?

Che i contagi si sarebbero espansi interessando il mondo era cosa ovvia; ma anche se qualcuno (sempre quello dell'ipse dixit) avesse voluto bersi quanto propinato dalle "fonti ufficiali", pensava davvero che i cinesi, ogni volta che si presenta un'epidemia virale che é "poco più di un'influenza", costruiscano due ospedali in dieci giorni? Non ci sarebbe più dove metterli gli ospedali, in Cina... si sta solo verificando ciò che qualunque individuo con un minimo di capacità di ragionamento si sarebbe aspettato. Perché é ovvio che la malattia non nasce come zoonosi, ma il virus é stato modificato appositamente per fare questo, e sta semplicemente portando a termine il compito per il quale é stato pensato. Non, chiaramente, che si volesse infettare il mondo intero; la cosé sfuggita di mano, ma questo, il virus non lo sa. Fa ciò per cui é stato fabbricato e basta.

E non ci sono più notizie della sperimentazione di Huang Jinhai, che aveva provato  su sé stesso un vaccino sperimentale... non sarebbe giusto chiedere alla Cina di rendere pubblico lo stato di avanzamento dei lavori al riguardo, visto il danno che hanno combinato?

Danno per la salute, ma anche danno economico...perché non si prende in considerazione la possibilità di organizzarsi per svincolarsi, almeno parzialmente dalla produzione industriale cinese? Come avevo scritto in un post di qualche settimana fa a quest'ultimo proposito, una volta vidi la foto di un fiore che nasceva da un cumulo di immondizia; ma sicuramente sarà stata un'immondizia più intelligente di quella che prende decisioni sulla nostra vita...


ROBERTO SPAGNOLI
#4 Inviato : martedì 3 marzo 2020 16.57.37(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 47

In un telegiornale russo ho visto che un aereo russo proveniente dalla Cina è stato disinfettato non solo internamente ma anche sulla fusoliera e sulle ruote appena atterrato....questo cosa vuoi dire? Che temono che il virus abbia potuto resistere su in aereo i volo a 10 km di altezza, 30'gradi sotto zero e a una velocità di 800km orari per qualche ora? I nostri" esperti" dicono che non si trasmette con gli oggetti ....ma siamo sicuri che hanno ragione?

Vincenzo Scrivano
#5 Inviato : martedì 3 marzo 2020 17.39.08(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 449

ROBERTO SPAGNOLI ha scritto:

In un telegiornale russo ho visto che un aereo russo proveniente dalla Cina è stato disinfettato non solo internamente ma anche sulla fusoliera e sulle ruote appena atterrato....questo cosa vuoi dire? Che temono che il virus abbia potuto resistere su in aereo i volo a 10 km di altezza, 30'gradi sotto zero e a una velocità di 800km orari per qualche ora? I nostri" esperti" dicono che non si trasmette con gli oggetti ....ma siamo sicuri che hanno ragione?

Che vi siano delle incongruenze macroscopiche, riguardo alle modalità di trasmissione, tra dichiarazioni e fatti é una cosa di un'evidenza abbagliante per qualunque persona di buonsenso.

Quando sostenevano che il virus al di fuori dell'organismo ospite resistesse mezz'ora hanno eseguito la decontaminazione nell'albergo in cui soggiornavano i cinesi poi ricoverati allo Spallanzani.

In Cina ed in Corea irrorano tutto con le lance, strade comprese (anche la carreggiata)

Si é cercato per giorni un "paziente zero" che non esisteva.

C'é un altissima diffusione in Iran dove il turismo é quasi inesistente, così come quasi inesistenti sono i viaggi all'estero degli iraniani

Sostengono che il virus non si possa trasmettere attraverso gli "animali di compagnia" ma nel contempo vogliono darci a bere che la malattia sia nata come una "zoonosi" in cui il virus ha fatto il salto di specie; ma allora gli animali possono essere portatori del virus o no? La Cina, ad ogni buon conto, ha proibito, da due giorni, il consumo di carne di cane e gatto.

E così via...


giovanni colonna
#6 Inviato : martedì 10 marzo 2020 11.36.39(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 130

Vi comunico qualche recente osservazione biochimica su COVID-19. Prime osservazioni scientifiche stanno evidenziando che la mortalità non è dovuta al coronavirus in sé, ma ad una esasperata massiva risposta infiammatoria delle citochine che il virus induce nell’organismo. Avere trovato elevati livelli plasmatici di IL-6 (interleuchina 6), PCR (Proteina C reattiva) e LDH (lattato deidrogenasi, enzima che controlla i livelli di lattato) induce a pensare che il virus scateni un meccanismo infiammatorio simile (?), per es., a quello di artrite reumatoide e leucemia, probabilmente attraverso la via molecolare di segnalazione  IL-6/JAK/STAT3.  La via IL-6/JAK/STAT3 è aberrante e iperattivata anche in molti tipi di cancro e tale iperattivazione è generalmente associata a una prognosi clinica sfavorevole. Nel microambiente tumorale, la via di segnalazione IL-6/JAK/STAT3 agisce per guidare la proliferazione, la sopravvivenza, l'invasività e le metastasi delle cellule tumorali, sopprimendo fortemente la risposta immunitaria antitumorale.

Livelli elevati di IL-6 sono osservati anche in condizioni infiammatorie croniche, come l'artrite reumatoide e la malattia infiammatoria intestinale. Negli USA hanno già ricevuto l'approvazione (circa 1 anno fa) dalla FDA gli agenti che colpiscono IL-6, il recettore IL-6 e JAK, per il trattamento di condizioni infiammatorie o neoplasie mieloproliferative e vengono ulteriormente valutati in pazienti sia con tumori ematopoietici che in quelli con tumori solidi. Purtroppo, i geni che codificano per gli enzimi JAK (delle chinasi), in particolare JAK2, sono frequentemente mutati nelle neoplasie mieloproliferative, e portano all'attivazione costitutiva della segnalazione JAK/STAT3 (STAT3 è membro della famiglia di proteine STAT, attivate dalle chinasi JAK, ma anche da altri fattori, che, traslocando nel nucleo, agiscono da fattori di attivazione della trascrizione di geni fra cui lo stesso IL-6)).  L'iperattivazione della segnalazione di STAT3 si verifica nella maggior parte dei tumori umani e si correla anche con una prognosi sfavorevole. La capacità di STAT3 di promuovere a sua volta altra espressione genica di IL6 si traduce in un ciclo di feedback autocrino feed-forward detto anche “loop feed-forward IL-6/JAK/Stat3” che, nei tumori, guida la tumorigenesi e la metastasi, ma con il virus aumenta la risposta citochinomica. La comprensione che la segnalazione di IL-6/JAK/STAT3 promuove la crescita e la progressione di tumori, mentre ostacola pesantemente l'immunità antitumorale, ha stimolato la ricerca di agenti clinici che possano effettivamente bloccare questo percorso pro-infiammatorio. Siltuximab e tocilizumab sono anticorpi che colpiscono IL-6 e il recettore-α di IL-6 (o anche IL-6R), rispettivamente, e sono stati approvati dalla FDA per il trattamento della l'artrite (tocilizumab) e la sindrome da rilascio di citochine indotta dai recettori dell’antigene chimerico (CAR)T (tocilizumab). Allo stesso modo, il tofacitinib è un inibitore che si rivolge principalmente a JAK1 e JAK3 ed è approvato dalla FDA per il trattamento dell'artrite, mentre ruxolitinib è un inibitore di JAK1 e JAK2 ed è approvato per mielofibrosi o policitemia vera.

Non è chiaro se tutto questo avviene con il COVID-19, ma sembra essere alquanto probabile. Infatti, l’uso in Cina ed al Cotugno di Napoli del tocilizumab pare stia dando risultati discretamente positivi nel controllo della iper-infiammazione conseguente all’infezione.

Se così è, si potrebbe suggerire alle persone l’uso di sostanze che hanno un effetto preventivo anti-infiammatorio (non curativo), ben dimostrato in letteratura, che agiscono principalmente su IL-6 (interleuchina 6) e PCR (Proteina C reattiva) di cui riducono i livelli ematici, anche negli anziani, quindi riducendo la risposta infiammatoria sistemica: Vit C  in abbondanza (Molte limonate), agrumi, o cps 1g/die. Omega 3 – (almeno 400 mg DHA + 800 mg EPA/die). Omega 3 ha un effetto fluidificante sul sangue, quindi tenerlo presente per chi prende antiaggreganti piastrinici. Vit D  e  Vit gruppo B (purché contenga anche parecchia B12). Tutte queste sostanze hanno un effetto anti-infiammatorio sistemico piuttosto spiccato. Provare non nuoce, e potrebbe ridurre l’effetto iniziale del virus.

Un saluto a tutti, sperando di essere stato utile. Lo so che la biochimica è dura da digerire ma è utile per capire.

Vincenzo Scrivano
#7 Inviato : martedì 10 marzo 2020 17.27.35(UTC)
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Messaggi: 449

Grazie Giovanni per la preziosa segnalazione, puntuale e precisa come sono sempre i tuoi interventi.

Una patogenesi legata alla risposta immunitaria più che ad un effetto patogenetico diretto esiste per molte malattie virali (ad es. epatite); anche i sintomi del raffreddore comune, in fondo, sono conseguenti a vasodilatazione e vasopermeabilizzazione più che al danno mucosale.

Poiché il processo é comunque innescato dalla penetrazione del virus, anche le implicazioni di esso possono essere importanti; vi é l'interessante lavoro sul recettore ACE2, con implicazioni (terapeutiche) dell'uso di inbitore delle proteasi.

Quindi l'uso di supplementi vitaminici ed antiossidanti éabbastanza logico; occorre però precisare che non é supportato da alcuna sparimentazione "valida", sebbene Linus Pauling sia stato un acceso fautore del loro uso.

Volendo essere "empirici", una precauzione da adottare, oltre la Vitamina C ad alte dosi e gli antiossidanti, sarebbe quella di evitare o almeno ridurre l'attività fisica; e questo mi duole dirlo essendo io ancora, alla mia veneranda età, un irriducibile praticante. L'attività fisica, oltre ad incrementare i processi ossidativi, se praticata strenuamente riduce l'efficienza del sistema immunitario; oltretutto l'iperventilazione favorisce  il trasferimento delle particelle virali dalle alte alle basse vie respiratorie incrementando la carica virale a cui queste vengono esposte.

E' solo una mia idea bislacca, ma il trentottenne di Codogno era un atleta in buona salute ed ottima forma, e si é salvato per il rotto della cuffia; ma nei giorni precedenti aveva partecipato a due mezze maratone, e ad una partita di calcio quando aveva già la febbre...

Un caro saluto

DAVID MAZZANTINI
#8 Inviato : mercoledì 11 marzo 2020 10.20.08(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 743

Dopo almeno 2 mesi di questa epidemia ci sono 4291 morti nel mondo, per lo più anziani con forti

dubbi che queste morti siano causate dal coronavirus, visto le polipatologie gravi di cui soffrivano

questi soggetti, su di una popolazione mondiale di più di 7 miliardi di persone  e questa la chiamate

pandemia? Avesse il cancro queste percentuali di mortalità. Purtroppo la psicosi irrazionale avanza

ed è più pericolosa del coronavirus!!!

Vincenzo Scrivano
#9 Inviato : mercoledì 11 marzo 2020 11.41.01(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 449

In una malattia infettiva acuta possiamo considerare endpoint primario l'outcome, ed identificare quest'ultimo con il termine della malattia, che termina soltanto quando si verifica uno di questi due eventi: guarigione, o morte.

Vero é che i morti, attualmente sono 4291, ma é vero anche che i guariti sono 65779.

Pertanto il numero totale di soggetti che hanno raggiunto l'outcome é 4291+65779=70070.

Tra quelli che hanno raggiunto finora l'outcome, la percentuale dei deceduti é petanto:

4291/70070x100= 6,123%

In Italia, attualmente il numero dei deceduti é 631, il numero dei guariti 1004; hanno raggiunto l'outcome 631+1004= 1635 soggetti, con una percentuale di deceduti di

631/1635x100=38,59%

In Italia l'età media é elevata, e questo giustificherebbe in parte la discrepanza.

Solo in parte, ché non solo la differenza é abissale, ma si é incrementata progressivamente, passando da un 11% fino a quasi il 40%. Come mai questo progressivo incremento? L'età media e la prevalenza di patologie concomitanti  erano le medesime tre settimane fa ed adesso...

Una risposta "logica" viene dall'intervista a Christian Salaroli, anestesista del Giovanni XXIII di Bergamo

Una frase che avevo letto qualche tempo fa diceva più o meno:

"Se sei l'unico a riuscire ancora a mantenere la calma quando tutti intorno a te l'hanno già persa, vuol dire che non hai afferrato bene la situazione"

Per quel che mi riguarda, la cosa più pericolosa di tutte é che ci siano ancora persone che non hanno capito bene in che situazione ci troviamo...

giovanni colonna
#10 Inviato : mercoledì 11 marzo 2020 11.45.35(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 130

Caro Vincenzo,

è un brutto periodo e penso che bisogna dare dei contributi di conoscenza per quanto più possibile precisi. Interventi di chi si lamenta e da colpe a questo o a quello, ora non servono. Per un medico, lamentarsi ora è da stupido. Le lamentele serviranno, e forti, solo dopo (ma molti taceranno). Nella tua terra, è vissuto un grande italiano, Leonardo Sciascia, che in un suo romanzo (Il giorno della civetta) parlò di uomini, mezz'uomini, ominicchi, pigliainculo e quaquaraquà. Molti si ritrovano bene nell’ultima categoria.

 Premesso che sono parzialmente in sintonia con Mazzantini. Comunque, stanno tentando di ottenere una immunità di gregge “comportamentale” in mancanza di vaccino e cure, sperando che il virus, non parassitando più nessuno, sparisca o si attenui. Non so se sia mai stata tentata altrove, ma credo che il pesante costo economico sia dovuto a paura irrazionale, alla nostra congenita incapacità organizzativa, alla mancanza di progetti per le emergenze, ai tanti soldi fatti sparire nel tempo e al non voler risanare, modernizzandolo, il sistema Italia, più che al non previsto arrivo del virus.  

 Caro Vincenzo, hai perfettamente ragione. L’attività fisica intensa immunodeprime e aumenta i ROS. Ecco perché gli sportivi professionisti sono a rischio e il 38enne di Codogno ci ha messo tanto per venirne fuori. Comunque l’equilibrio corretto tra i ROS e gli antiossidanti (es. Vit E, vit.C, ecc.) è importante perché anche i ROS sono coinvolti, e alla base di numerose vie di segnalazione. È un problema di appropriata concentrazione nel corretto compartimento cellulare.

Tutte le sostanze che mi sono permesso di suggerire hanno alle spalle una vasta letteratura internazionale ed ho selezionato quelle coinvolte a qualsiasi titolo nel favorire i processi immunitari. Sicuramente non curano, ma possono contribuire a prevenire o almeno a lenire gli effetti. Molto dipende dall’individuo che le prende e da quando tempo. Penso che altro non ci sia, salvo i possibili farmaci citati. IL-6 è una delle citochine coinvolta nelle risposte infiammatorie acute che diffonde il segnale pro-infiammatorio e lo rinforza con un sistema a feedback. Ha una funzione aspecifica (in realtà non ancora molto chiara). Nell’organismo nulla succede che le citochine non vogliano (c’è ne sono  circa un centinaio) e rappresentano circa il 90% della segnalazione tra i 200 tipi cellulari che possediamo (e quindi tra organi). Di fatto regolano la nostra omeostasi, normale o patologica, portando l’organismo verso le posizioni fisiologiche che esse favoriscono. Per ottenere ciò non lavorano da sole. Infatti, IL-6 non lavora da sola. Seguire la sola IL-6 non è buon sistema perché si possono prendere delle “cantonate”. Le citochine (uso questo termine generale, anche se impreciso) lavorano sempre in squadra, di conserta, è un equilibrio costante tra le anti-infiammatorie e quelle pro-infiammatorie. Alcuni anni fa ho pubblicato sulla letteratura internazionale (in collaborazione con l’Istituto Pascale di Napoli, quello che oggi sta attuando la terapia antivirale come se fosse un’artrite reumatoide) alcuni lavori sull’epatocarcinoma e sulle epatiti da virus, utilizzando una tecnica che permette di analizzare contemporaneamente le variazioni di interi gruppi di citochine (fino ad una cinquantina) con dei kits preorganizzati (che si vendono in commercio e non costano nemmeno tanto) sulle citochine che si vogliono misurare. La tecnica si chiama multiplexing e funziona con il metodo ELISA, utilizzabile in tutti i laboratori di analisi. Vedere come le citochine cambiano tutte insieme è molto, ma molto, differente dal seguirne una sola (ecco il perché delle “cantonate”). Seguire il percorso e l’azione di una sola pattuglia su un campo di battaglia non è la stessa cosa che seguire tutte le pattuglie (comprese quelle nemiche) contemporaneamente. Questa metodologia potrebbe essere molto utile per seguire con precisione l’andamento e l’evoluzione dell’infezione virale nei vari pazienti.

Molti medici di oggi dovrebbero capire che non è più possibile pensare per organo. L’organismo (microbiota compreso) è un’unica unità metabolica, dove tutto è in equilibrio omeostatico. Purtroppo, nelle università questo modo di vedere e ancora latitante. Nel frattempo, negli ultimi venti anni, si è avuta nel mondo biomedico una progressione notevole ed esponenziale di questo tipo di conoscenza che si fonda su genomica, proteomica, ecc., ecc. . Il vero problema è che la visione unitaria (omica) prevede una preparazione matematica per comprendere i modelli metabolici che è abbastanza lontana dalla medicina dell’evidenza e dal medico che la pratica. Fino a quando si tratta di eseguire procedure sanitarie per eventi patologici noti, e quindi standardizzate, tutto procede ancora bene, ma quando abbiamo processi patologici complessi, o multipli, per i quali è necessario avere una visione generale, tutto si complica.

Qualche tempo fa ho usato una metafora del tutto analoga per l’auto elettrica. Non capire che l’uso dell’auto elettrica ammazza di più le persone che vivono attorno ad una centrale a carbone (quindi nell’”organismo Italia” localizzate molto lontano dalla propria residenza) significa non aver capito nulla, pertanto, è inutile lamentarsi delle varie “terre dei fuochi” sparse in Italia. Per la terra dei fuochi campana, presso la biblioteca del Congresso a Washington, esiste un ponderoso report scientifico di centinaia di pagine, con test ed analisi di tutti i tipi (anche estremamente sofisticate) sulla intera regione Campania per due anni, fatta dalla allora NATO di Bagnoli, a favore dei molti militari americani viventi in Campania, che i nostri amministratori, invece di ignorarlo, dovrebbero leggere per capire (….. purtroppo per loro è in inglese).

Un caro saluto     

Vincenzo Scrivano
#11 Inviato : mercoledì 11 marzo 2020 12.20.38(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 449

Caro Giovanni,

innanzitutto grazie per le tue parole, che apprezzo molto oltreché ovviamente (date le tue indiscusse competenza e professionalità) dal lato professionale, anche da quello umano.

Concordo con te al 100%, non solo sugli aspetti relativi a questa vicenda, ma anche su quelli relativi all'auto elettrica. Anzi, permettimi un commento proprio su tale argomento che, pur essendo un off-topic, alleggerisce un po' l'atmosfera...

Un Motore Alternativo a COmbustione Interna (MACI) ha un rendimento compreso tra il 20 ed il 25%, inteso come quantità di calore utilizzabile a fini meccanici. Ciò ha diverse motivazioni (una ad esempio sta nel fatto che mentre il movimento del pistone avviene parallelamente all'asse del cilindro, l'angolo di manovella fa sì che solo una componente di esso possa essere trasmesso all'albero, metre la componente perpendicolare deteriora progressivamente il cilindro determinandone l'ovalizzazione); comunque tale, tutto sommato basso, rendimento prescinde dalla cilindrata e dal numero dei cilindri. E' semplicemente l'espressione di quanto efficientemente l'energia contenuta nel carburante venga convertita in energia meccanica.

E questo vale anche a prescindere da dove sia montato il motore: se all'interno di una centrale termica, nel vano motore di un'autovettura ed in quest'ultimo caso se venga usato per la propulsione, per ricaricare la batteria o per ambedue gli scopi. In ogni caso, a ciò consegue, per i principi di conservazione della massa e dell'energia, che ad una maggior potenza corrispondano maggiori consumi e quindi maggiori emissioni.

D'altra parte, l'energia meccanica così ricavata (con qualunque combinazione tra quelle descritte sopra) viene utilizzata per spostare la vettura; ma ciò é qualcosa che non può meramente essere ricondotto alla trasformazione in energia cinetica.

L'energia serve per accelerare la massa della vettura, come quando sei fermo in coda o al semaforo, e riparti per raggiungere la velocità che intendi mantenere.

L'energia diviene (anche) energia potenziale se sali per una strada di montagna, incrementando progressivamente il tuo dislivello

Viene trasformata in energia termica per attrito quando a velocità più elevate devi vincere la resistenza dell'aria.

Nel primo caso, maggiore é la massa dell'autoveicolo, maggiore é l'energia richiesta per accelerarlo.

Nel secondo, maggiore é il peso dell'autoveicolo, e magiore é l'energia che ti servirà per portarlo sulla sommità del monte.

Nel terzo, maggiore é la superficie frontale e maggiore é l'energia che ti servirà per vincere la resistenza dell'aria.

Quando freni, poi, l'energia cinetica del veicolo viene trasformata in energia termica, e maggiore é la massa del veicolo, maggiore il calore generato dal suo rallentamento.

Pertanto un veicolo grande e pesante, che si sviluppa in altezza, con una luce sottoscocca ampia, a parità di tutto il resto:

- consumerà più energia (comunque e dovunque essa sia generata)

- comporterà maggiori emissioni, e quindi inquinerà di più

-genererà più calore, contribuendo maggiormente al riscaldamento globale.

Eppure, una società che dichiara di voler combattere a tutti i costi inquinamento e riscaldamento globale, anziché spingere verso l'uso di autovetture piccole e leggere, spinge adismisuta il mercato dei SUV, veicoli inutilmente ingombranti...

Anche qui, nulla di nuovo sotto il sole.

Un caro saluto

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