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Covid-19, la terza dose del vaccino a mRna può ridurre la circolazione del virus in modo considerevo
Administrator
#1 Inviato : giovedì 4 novembre 2021 09:48:19(UTC)
Rank: Administration
Messaggi: 8.040

COVID-19, LA TERZA DOSE DEL VACCINO A MRNA PUÒ RIDURRE LA CIRCOLAZIONE DEL VIRUS IN MODO CONSIDEREVOLE


Secondo uno studio pubblicato su medRxiv (non sottoposto a peer-review), una terza dose del vaccino Pfizer potrebbe porre un freno alla trasmissione di SARS-CoV-2, riducendo la possibilità di infezione negli individui non vaccinati e le infezioni saltuarie negli individui vaccinati. «I vaccini hanno notevolmente ridotto l'impatto del COVID-19 a livello globale. Sfortunatamente, le prove indicano che l'immunità diminuisce dopo la vaccinazione, specialmente con la variante Delta. La...

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giovanni colonna
#2 Inviato : giovedì 4 novembre 2021 09:57:26(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 483

La pandemia è una malattia molecolare che ci sta mostrando come la diagnosi clinica dell’infezione virale, anche se fatta per tempo, non basta per scovare e contrastare i focolai virali, principalmente perché il virus è capace con la sua diffusione aerea di attuare una efficace e rapida trasmissione interumana che poi si propaga con estrema facilità, anche a lunga distanza. La lentezza delle vaccinazioni ed i 7 – 8 milioni di non vaccinati non permettono di contrastare la propagazione del virus che continua con elevata mortalità. Speriamo solo che la campagna in atto per il richiamo (terza dose) sia rapida e massiva, altrimenti tutto sarà inutile, e continueremo fino a quando il virus deciderà di diventare endemico e meno pericoloso.       

La costante circolazione di SARS-CoV-2, il rapido aumento delle varianti umane, con l’elevato rischio di reinfezione, la massiva infezione che sta colpendo i non vaccinati, e l’inesistente contrasto del virus nei luoghi chiusi, sono condizioni che generano infezioni e necessitano di ampia attività di monitoraggio con l’acquisizione delle sequenze genomiche virali, indispensabili per sviluppare mappe di rischio e sorveglianza. Tutto quello che sta ancora accadendo e le decine di morti giornaliere, dicono con chiarezza che la copertura vaccinale è ancora insufficiente, che il rilevamento degli infetti è inadeguato perché il numero dei tamponi è insufficiente. Inoltre, sperare di essere un’isola felice e rimanere al di fuori di cosa accade altrove nel mondo è pura illusione e ignoranza.

La pandemia va affrontata con una prospettiva globale e con strumenti di sorveglianza integrata, mediante sistemi rapidi di rilevamento e telerilevamento geografici, regionali e nazionali, dei dati molecolari. Senza questi strumenti i tempi della pandemia si allungheranno. In particolare, il controllo dell’epidemia principalmente tra i non vaccinati, che sono un pericoloso serbatoio di infezioni che oggi sta determinando tante perdite umane, è carente. Pertanto, non dobbiamo meravigliarci se ci sono evidenti accenni di una nuova ondata. Mascherina FP2, correttamente indossata, e terza vaccinazione sono sempre le migliori protezioni che possiamo attuare.

Un saluto

Raffaele Manca
#3 Inviato : giovedì 25 novembre 2021 10:34:09(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 363

perché non coinvolgiamo anche FBI CIA MOSAD KGB Schotland Yard  ect ect..? facciamo le deportazioni a questo punto che tanto vuole...

Le faccio due domande: perché per questioni d'emergenza non si autorizzano le cure antivirali di nuova produzione? tanto, se devo rischiare un evento avverso per un siero sperimentale, tanto vale, che rischio per una cura antivirale sperimentale..

 

Quando non ci saranno più scuse sui novax, dato che ce ne staremo  rinchiusi in  casa, a chi darete la colpa degli aumenti dei contagi? 

E poi questi contagi contabilizzati solo con un tampone, in considerazione che niente si è fatto per potenziare le terapie intensive, e questo già è sospetto, non è l'evidenza che adesso si fanno passare semplici malattie influenzali per altro?

E poi sui morti: il Ministero non rende noto, in modo chiaro e certificato, l'identità, patologie, età, dei nuovi decessi!! insomma, fra un anno sapremo che anche questa volta i decessi, riguardano non covid, ma tante altre patologie..

 

la prego non risponda con la sua frase ... ai! ai! signor Manca ci risiamo...

saluti

giovanni colonna
#4 Inviato : sabato 27 novembre 2021 08:53:03(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 483

Caro Manca

Premesso che i vaccini sono dei farmaci, non esiste nessuna azione farmacologica sull’uomo che non sia il frutto di un ponderato bilancio tra gli effetti positivi e gli effetti negativi, il tutto reso complesso dalle diverse e non sempre prevedibili risposte fenotipiche umane. Per questi motivi si valutano gli effetti “spalmati” sulla popolazione, cioè si fanno considerazioni statistiche su un numero di persone molto elevato. Quindi non ha nessun senso dire quel tizio ha fatto così, l’altro ha fatto colì, ossia, fare discorsi su conseguenze farmacologiche singole non permettono di dimostrare nulla in nessuna matematica che l’uomo abbia mai usato. Per analizzare l’evento singolo l’approccio metodologico è diverso ma non attinente a quanto stiamo dicendo.

Quando si parla di un farmaco bisogna distinguere l’insieme delle procedure sperimentali/burocratiche che servono per ottimizzare la sua capacità di colpire con precisione la malattia per cui è stato progettato e per la quale deve mostrare grande specificità, per ottimizzare la sua efficacia in ambito clinico ed in ambito sperimentale e ottimizzare la sicurezza per ridurre gli effetti collaterali. Se c’è una ragionevole certezza scientifica che questi obiettivi siano stati raggiunti, il farmaco ha l’approvazione al suo uso sugli esseri umani e la conseguente commercializzazione. Ogni singolo governo decide liberamente se usarlo o no.

Superata questa soglia, il farmaco resta sempre sotto sperimentazione ed è seguito con attenzione in una sperimentazione perenne per tutta la durata della sua “carriera” farmacologica, perché in ogni momento può venir fuori qualche nuovo effetto collaterale dannoso per particolari individui, anche piccoli gruppi, prima non osservato.

Un esempio per tutti, la talidomide. Un farmaco sedativo, anti-nausea, usato massivamente dai soldati durante la 2° guerra mondiale e poi, negli anni 50-60, molto dalle donne in gravidanza per la nausea. Si trattava di un farmaco assolutamente non tossico, che aveva un bilancio rischi/benefici estremamente favorevole rispetto ai farmaci di allora (barbiturici). Fu ritirato nel 61 perché uno dei suoi enantiomeri (il farmaco era formato da due forme della stessa molecola ma diverse nello spazio) dimostrò di avere particolari proprietà patologiche, cioè di essere teratogeno. Un fatto assolutamente imprevedibile (erano state testate alcune centinaia di donne gravide senza problemi) che colpiva i nati, ma non sempre. Si scoprì che quella forma nello spazio posseduta solo da metà del preparato farmacologico la rendeva capace di legarsi in un modo molto peculiare ad un enzima nell’organismo, ma solo in un particolare momento della vita fetale (i primi due mesi), quando questo enzima era presente e agiva per sviluppare i vasi sanguigni (che quella particolare forma del farmaco inibiva), e tutto questo solo se la donna lo assumeva (per la nausea) in quei due mesi. Come si vede, una serie di fatti assolutamente imprevedibili e caratterizzati da tanti se …. Oggi la talidomide è usata per curare alcune gravi malattie, ma le gravide non l’usano più.

Tutto questo per dire cosa. Per dire che tutti i farmaci sono in sperimentazione perenne e maggiore è il numero di persone che li usano nel tempo, più elevata è la significatività statistica della loro sicurezza ed efficacia.

I vaccini anti-covid-19 sono stati utilizzati per eseguire 7 miliardi di vaccinazioni con effetti collaterali sfavorevoli per solo qualche decina di casi. Per semplicità immaginiamo che siano 100 i casi sfavorevoli, allora avremo circa 3 casi sfavorevoli ogni 20 milioni di persone vaccinate. Nella storia dell’umanità nessun farmaco si è dimostrato più sicuro. Da questo si evince chiaramente, e senza nessun dubbio, che statisticamente conviene in assoluto vaccinarsi; il rischio è molto vicino a zero. Perché allora usare un altro farmaco (il molnupiravir) che è molto lontano (anzi lontanissimo) dal possedere queste “performances” e non possiede una stessa sperimentazione sul campo (cioè 7 miliardi di persone che l’hanno usato)?  

Io la vedo così. Se poi un NON-amante dei vaccini intende curarsi solo con il nuovo farmaco, lo faccia pure (anche se mi spiace, perché è un essere umano), la statistica non è per niente a suo favore. Il farmaco ha certamente superato gli standard di sicurezza, ma la sicurezza reale del farmaco (sul campo) è ancora estremamente piccola rispetto alla enorme sicurezza del vaccino; per essere precisi, 1,4 x 10 elevato al -10, cioè il vaccino è una decina di miliardi di volte più sicuro ed efficace del farmaco. Perché mai dovrei prendere questo farmaco se il vaccino è di gran lunga migliore?

Per le altre cose che chiede non posso darle risposte perché non hanno a che fare con la scienza, ma sono solo elucubrazioni politiche di cui io non mi interesso.

Come vede non ho usato il solito ahi, ahi caro Manca, perché non la considero così stupido da non essersi fino ad oggi vaccinato. Se poi le piace il molnupiravir, faccia pure (se lei rientra nei casi previsti), ma poi non si lamenti. Anche lo stesso virus sta mostrando dopo quasi due anni delle caratteristiche che nessuno era mai riuscito a prevedere, anche se è ancora presto per tirare le conclusioni; infatti, si stanno accumulando evidenze che il suo bersaglio potrebbe essere il cervello umano. Nessuno può ancora prevederlo con “statistica sicurezza”, dobbiamo solo aspettare di avere un numero di casi così ampio per “spalmare” gli effetti sulla popolazione.

Un saluto

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