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A PROPOSITO DI INFERMIERI MEDICI
Paolo Lombardi
#1 Inviato : domenica 14 novembre 2010 10.44.03(UTC)
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Messaggi: 1
Cari colleghi voglio riportare l'esperienza del triage del Poloclinico Umberto I di Roma vissuta da mio figlio,studente universitario fuori sede. Nicola, 20 anni, viene portato al pronto soccorso del Policlinico per una crisi respiratoria acuta e dolore toracico inprovvisa ed in pieno benessere. Viene visto dall'infermiere di turno che lo classifica codice bianco (attacco di panico) e spedito in sala d'attesa. Dopo tre ore di viaggio arrivo al P.s. del Policlinico e visitando mio figlio, che era ancora in attesa di essere visitato da un "medico", gli diagnostico uno PNEUMOTORACE!!!! Per fortuna che lo pneumotorace non era iperteso.... In seguito alle mie rimostranze gli viene praticata una rx torace che conferma la diagnosi. Quindi viene operato d'urgenza.... Lascio a voi ogni considerazione in merito.
nadine lenarduzzi
#2 Inviato : mercoledì 17 novembre 2010 16.03.40(UTC)
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Messaggi: 1
gentile dott.lombardi,non bisogna dimenticare che anche i colleghi medici con tanto di laurea in medicina ,possono sbagliare nelle diagnosi ! Il Triage di PS è stato delegato agli infermieri, inquanto competenti ma soprattutto aggiornati nella valutazione assistenziali degli accessi delle persone in un PS. Non viene richiesto loro di fare diagnosi ,ma semplicemente di valutare il quadro sintomatologico degli assisstiti, per poi dargli un codice d'accesso.Sicuramente la sua esperienza non è stata positiva, ma le assicuro che la stragrande maggioranza degli infermieri Italiani è competente in materia.
giacomo fantozzi
#3 Inviato : mercoledì 17 novembre 2010 19.43.01(UTC)
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Messaggi: 1
Pur non volendo assolutamente mettere in dubbio la competenza degli infermieri che ogni giorno eseguono triage telefonico o al bancone del pronto soccorso, mi permetto di distinguere fra triage come attribuzione di un codice di priorità sulla base di un sintomo riferito, sulla base di protocolli prestabiliti (in base al quale secondo le linee seguite ormai ovunque al giovane in oggetto, in quanto affetto da dispnea, avrebbe dovuto essere attribuito un codice giallo) dal triage impropriamente inteso come diagnosi, in base al quale al sintomo dispnea è stata associata una diagnosi (ma associare un sintomo ad una diagnosi è pratica ancora ESCLUSIVAMENTE medica, in questo paese) di attacco di panico. Su un altro piano poi, anche ammettendo per assurdo che ad un infermiere possa essere delegata la responsabilità di fare diagnosi di disturbo di attacco di panico (diagnosi sostanzialmente di esclusione e che, come giustamente ricordato, può mettere a dura prova anche il più esperto dei clinici) trovo francamente da nazisti decidere di rispedire in una affollata sala d'aspetto una persona affetta da tale disturbo, che se non immediatamente pericoloso per la vita è sicuramente percepito come tale, e quindi meritevole di immediato conforto e cura, da chi ne è affetto.
Maria Grazia Baldin
#4 Inviato : giovedì 2 dicembre 2010 8.18.36(UTC)
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Messaggi: 1
A mio modesto avviso , ma ho lavorato molti in PS/AdE sia in Italia che in America, il triage dovrebbe essere esclusivo non solo di personale medico ma anche di comprovata esperienza clinica specifica. Il caso presentato è la prova evidente !!! La scelta di utilizzo di personale infermieristico è fatta esclusivamente per il problema di carenza di personale medico e risparmio economico non certo sulla qualità della prestazione . E' vero che molti accessi di PS sono codici bianchi o presunti tali ma la fatidica "buccia di banana è sempre dietro l'angolo". Se il malcapitato ragazzo di 20 anni avesse avuto un evento serio la responsabilità medico-legale di chi sarebbe stata?? Gradirei la risposta di un avvocato con competenza in diritto sanitario. Grazie e complimenti per il forum
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