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osteoporosi transitoria con focolaio di necrosi testa femore
Giovanni Scenna
#1 Inviato : venerdì 20 aprile 2012 21.02.45(UTC)
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OSTEOPOROSI TRANSITORIA CON FOCOLAIO DI NECROSI TESTA FEMORE

Anamnesi
Vasculopatia.Precedente episodio di algoneurodistrofia a dx 8 anni farisolto senza reliqualti..Stent in iliaca comune sn (m.di Leriche?) 3 anni fa.Paziente di a.58 ,fumatore,normoptipo.In terapia con cardioapsirina.Valori di colesterolo poco sopra la norma.Per il resto ndr.Dopo 8 anni algoneurodistrofia con necrosi focolaio a sn.

Esami
Rnm: versamento articolare coxo-femorale sn con edema testa femore sino a trocantere ed iniziale necrosi lat. .Angiotac.: presenza di stent in iliaca comnune di dx, stenosi del 40 per cento a sn.

Diagnosi
ospeoporosi transitoria con versamneto intraarticolare e focolaio di necrosi testa femore sn

Terapia
bifosfonati...im..(terribili...già esitati in flemmoni...) magnetoterapia (body spike energy)e riposo funzionale arto.

Conclusioni
altri schemi teraputici... bifosfonati e.v. in scheda tecnica esistono..ma solo in ambiente ospedaliero????

Dott. Giovanni Scenna
Medico Ospedaliero
Specialista in Chirurgia apparato digerente
Specialista in Chirurgia generale
Noto (SR)
Sponsor  
 
Massimo Varenna
#2 Inviato : giovedì 3 maggio 2012 8.10.40(UTC)
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Se il focolaio di Osteonecrosi è gia' evoluto, non esistono trattamenti in grado di arrestarne l'evoluzione se non lo scarico completo (con la finalità di limitare i danni). Lo schema terapeutico in questi casi più efficace prevede la somministrazione di Neridronato 100 mg, diluito in 500 cc di fisiologica in infusione lenta (> 3 ore) da ripetersi 4 volte ogni 3° giorno. Circa un 30% di pazienti sviluppa una "reazione di fase acuta" (febbre, artromialgie) dopo la prima infusione, governabile, nella maggioranza dei casi, con la somministrazione di Paracetamolo.

P.S.: i Bisfosfonati per via intramuscolare hanno una probabilità di causare flemmoni esattamente come qualsiasi farmaco somministrato per tale via senza rispettare le regole di asepsi. La magnetoterapia non ha nessuna dimostrazione di efficacia in questa patologia.

 

Massimo Varenna

Responsabile UO Centro per la Diagnosi e il Trattamento delle Patologie Osteometaboliche

Istituto Gaetano pini. Milano

 

Alberto Formis
#3 Inviato : giovedì 3 maggio 2012 12.13.33(UTC)
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Le chiedevo se nella sua esperienza aveva mai trattato paziente con algoneurodistrofia con ranelato di stronzio 2 g

e iperbarica

 

grazie per la disponibilità

Dr Formis - Dr Galeotti

Fisiatra - Reumatologo - Ospedale di Suzzara

03765171

Renato Moroni
#4 Inviato : giovedì 3 maggio 2012 15.25.14(UTC)
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Messaggi: 2

L'arto deve essere posto in scarico con bastone canadese da portare controlaterale per evitare crollo cefalico nell'area di carico, astensione TOTALE dal fumo, per combattere efficacemente l'edema spongioso cefalico e stabilizzare l'osteonecrosi eseguire ossigenoterapia iperbarica 25 sedute ; rivalutazione clinica; ulteriori 25 sedute;  rivalutazione RM.

per quanto riguarda i bifosfonati , ricordarsi che il loro uso clinico, nato per contrastare invasione metastatica dell'osso, lo rendono più compatto a spese della vascolarizzazione (vedi frequenti casi di osteonecrosi della mandibola ) pertanto sospendo il giudizio ( flemmoni a parte ).

 

Moroni Renato

Spec in Anestesia e Rianimazione

Istituto Clinico Città di Brescia

renato.moroni@grupposandonato.it

Nunzio Ragno
#5 Inviato : domenica 6 maggio 2012 17.41.27(UTC)
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Messaggi: 1

Solo un dubbio sulla diagnosi di di necrosi cefalica: utile  effettuare una tomoscintigrafia ossea trifasica per differenziare l'algoneurodistrofia dalla osteonecrosi che possono mostrare un quadro clinico simile. Nel primo caso vi é infatti in gioco una distonia neurovascolare che risponde meno alla terapia con bifosfonati.

Questo soprattutto ai fini prognostici e per un approccio terapeutico mirato.

 

Dr Nunzio Ragno

Specialista in Medicina Nucleare

 

 

Daniela Pelotti
#6 Inviato : domenica 6 maggio 2012 21.18.09(UTC)
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Messaggi: 21
Un apporto proteico riduce il rischio di osteoporosi e osteomalacia: i risultati ottenuti da una ricerca condotta presso la McMaster University in Canada
I rischi di osteoporosi possono essere evitati con un apporto di proteine nella dieta ed una riduzione di carboidrati. Queste le conclusioni pubblicate sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism.
Dalla letteratura scientifica si evince che un maggior consumo di proteine è associato ad una diminuzione dei livelli dell'ormone paratiroideo e ad un aumento della Vitamina D. Tali quote ormonali sono in grado di contrastare gli effetti di osteomalacia e osteoporosi. Nello studio condotto presso la McMaster University e coordinato dalla dott.ssa Andrea Josse sono state arruolate diverse donne: obese, in sovrappeso e in menopause controllate nella dieta in modo da garantire un apporto proteico e una riduzione glucidica. Le conclusioni hanno affermato quanto già ipotizzato: grazie ad un'alimentazione ricca di proteine si è preservata la salute ossea.
Bibliografia: Josse AR et al. Diets Higher in Dairy Foods and Dietary Protein Support Bone Health during Diet- and E
Vi è una correlazione stretta tra CELIACHIA o GLUTEN SENSITIVITTY e OSTEOPOROSI per cui la paziente è celiaca o ha una GLUTEN SENSITIVITY, il glutine inoltre causa malattia infiammatoria reumatica con ipofunzione tiroidea e ingresso di batteri dalle vie aeree superiori con conseguente infiammazione osteoarticolare che andrebbe curata con penicillina a dosi massive fino a risoluzione del problema.
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