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ripresa di malattia dopo prostatectomia radicale vls nerv sparring
paolo galimi
#1 Inviato : venerdì 20 aprile 2012 14.41.56(UTC)
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Messaggi: 3

RIPRESA DI MALATTIA DOPO PROSTATECTOMIA RADICALE VLS NERV SPARRING

Anamnesi
paziente operato a ottobre 2011 per adenocarcinoma prostata gleasen 3+4 anni 53 psa pre operatorio 6.5 - dopo intervento ad un mese psa 0.06 a tre mesi 0.07 a sei mesi 0.18 e dopo una settimana 0.26.

Conclusioni
che fare? esami strumentali? terapia ? grazie.

Dott. paolo galimi
Specialista attività privata
Specialista in Oftalmologia
Cagliari (CA)
Sponsor  
 
Ferdinando Acanfora
#2 Inviato : sabato 21 aprile 2012 18.26.17(UTC)
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Messaggi: 2
E' possibile conoscere:
- lo stadio clinico della neoplasia prostatica e l'esame digito-rettale preoperatorio,
- il referto delle biopsie prostatiche con numero di prelievi, numero prelievi positivi e percentuale di positività dei singoli prelievi,
- precedenti dosaggi del PSA, effettuati negli anni o nei mesi precedenti l'intervento,
-il referto dell'esame istopatologico sul campione operatorio della prostatectomia con lo stato dei margini chirurgici e lo stadio anatomopatologico.
Senza questi dati, la risposta ai quesiti posti sarebbe incongrua. Grazie Ferdinando Acanfora
paolo galimi
#3 Inviato : lunedì 9 luglio 2012 8.07.40(UTC)
Rank: Newbie
Messaggi: 3

Gentile Dr Acamfora, grazie per la risposta. Invio i dati richiesti

 

Stadio clinico per operatorio Gscore 6 (3+3)

esame digito rettane negativo

biopsia prostatica con 12 prelievi con 1 prelievo positvo (1mm intreressato su 3)

psa in aumento (da 3,9 nov. 2009 fino a 6,08 luglio 2011)

referto istlogico:

 

multipli focolai di adenocarcinoma acinare a piccole ghiandole con focali aspetti cribriformi (5% dell'intero parenchima)

grado VII (3+4) interesantwe enrambi i lobi focalmente in prossimità della vescichetta seminale dx è strettamente contigua ala margien di resezione. vescicole seminali esneti da infiltrazione neoplastica frequenti aspetti di PIN di alto grado iperplasia ghiandolare e stromale pT2c. In seguito ad una revisone del vetrino, si mette in evidenza:

capsula postatica indenne, zonalmente contigua ma non coinvolta ne superata dalla proliferazione neoplastica marginie di resezioen chirurgica indenni  capsula prostatica discontinua in limitate aree sub millimetriche del lobo sinistro dove il margine di resezione chirurgico appare contiguo a strutture ghiandolari iperplastiche esenti da atipia.

Nel frattempo ho iniziato radioterapia di salvataggio (2g a seduta per 35 sedute) interessanti lo scavo pelvico e la loggia prostatica. Tollera abbastanza bere la RT, anche se ho avuto dei segni iniziali di proctite  che ho curato con asacol 4g che tollero male ed infatti ho sospeso (la sintomatologia è comunque migliorata)

Posso usare integratori o simili per un tollerare meglio la RT? grazie poer la rispsta. Saluti. Paolo Galimi

Luigi Guacci
#4 Inviato : mercoledì 11 luglio 2012 22.24.15(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 462

Lascio aglj specialisti il compito non facile di dare le risposte sul da farsi. 

Io però ho seguito attentamente i numerosissimi casi di neoplasia prostatica incontrati in tanti anni, e mi domando come si può continuare a fare biopsie prostatiche, sia pure con il proposito di fare una diagnosi certa. La mia casistica dice che la biopsia, se non al 100%, sicuramente al 95% condanna il paziente alle metastasi, e con mio grande rammarico ho seguito la breve e dolorosa vita di coloro ai quali avevo raccomandato di non sottioporsi a biopsia; ma si sa la parola dello specialista ...... Eppure è ben noto che anche poche cellule tumorali, quelle uscite fuori dal foro della biopsia, non risentono più di nessuna terapia. E tanto è vero che moltissime prime metastasi iniziano dietro la vescica. Se invece le cellule tumorali rimangono nella prostata sono sensibilissimi alla terapia ormonale ed io vedo da decenni pazienti che vengono a farsi bucare la pancia. Vorrei sapere dagli specialisti se queste eventualità vengono ventilate al paziente prima di bucare la prostata|

paolo galimi
#5 Inviato : giovedì 12 luglio 2012 7.23.05(UTC)
Rank: Newbie
Messaggi: 3

buon giorno,

gradirei sapere chi è lei Sig. Guacci, medico? urologo? oncologo? e dove lavora. sarebbe utile capire su che basi scientifiche poggia le pesanti affermazioni che fa nei riguardi di un esame che è indispensabile pr porre non solo una diagnosi, ma anche un indirizzo terapeutico. resto in attesa di una risposta. Grazie

Ferdinando Acanfora
#6 Inviato : giovedì 12 luglio 2012 22.10.39(UTC)
Rank: Newbie
Messaggi: 2

Caro Paolo, condivido pienamente (in base ai dati riferiti) la scelta terapeutica adottata (RT di savataggio). Quanto agli integratori non ne ho esperienza, comunque ritengo che  i radioterapisti possano essere, in questa fase, i curanti più esperti, cui affidarsi. Molto cordialmente Ferdinando Acanfora

Luigi Guacci
#7 Inviato : giovedì 12 luglio 2012 22.16.47(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 462

Il tono con cui mi apostrofa, egr. Sig. Galimi, non meriterebbe risposta, e sembra solo provocatoria dal momento che sotto il mio nome è scritto chiaramente che in questo forum ho fatto ben 443 interventi su varie tematiche. Ma le rispondo ugualmente: sì, guarda caso sono un medico, specialista in medicina interna, e guarda caso con quasi 60 anni di laurea. Mi chiede su che basi scientifiche si basano le mje asserzioni; perchè, l'osservazione di un medico attento non ha nulla di scientifico? Oltretutto quì è solo una questione di statistica: io posso assicurare di non ricordare un solo paziente risultato positivo alla biopsia che abbia superato il secondo anno di vita. Al contrario i pazienti avviati alla terapia ormonale senza biopsia hanno avuto una sopravvivenza molto più lunga. Tanti anni fa mio suocero faceva la terapia ormonale (era all'inizio di questa terapia, ed erano solo ormoni femminili) da circa otto anni, fu poi ricoverato per altro motivo (era in una città distante dalla mia) e un medico gli disse come mai facesse quella terapia dal momento che aveva una prostata piccolissima; lui la sospese e morì dopo pochi mesi pieno di metastasi. Ho assistito circa un mese fa all'ultimo paziente con biopsia positiva.Se continuassi con la casistica vi annoierei. Ora ho detto la mia, cui però avevo già accennato, ora tocca a lei mostrare i dati scientifici. Con un poco di malizia vorrei insinuare che gli urologi malvolentieri rinunzierebbero a queste manovre in una patologia che per loro è una delle più frequenti. Beh, l,ho detto, pazienza.

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