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Binge Eating Disorder, allo studio possibile farmaco per prevenire il disturbo
Administrator
#1 Inviato : venerdì 26 marzo 2021 18:19:03(UTC)
Rank: Administration
Messaggi: 7.883

BINGE EATING DISORDER, ALLO STUDIO POSSIBILE FARMACO PER PREVENIRE IL DISTURBO


Si chiama oleoiletanolamide la molecola che potrebbe prevenire e contrastare il disturbo da alimentazione incontrollata, il Binge Eating Disorder (BED). «Nel nostro laboratorio del Dipartimento di Fisiologia e Farmacologia della Sapienza da molti anni studiamo le proprietà farmacologiche dell'oleoiletanolamide, un lipide prodotto dal nostro intestino in seguito a un pasto e che segnala al nostro cervello una condizione di sazietà, in modo da limitare il consumo eccessivo di cibo e...

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Luisa Lubrini
#2 Inviato : venerdì 26 marzo 2021 18:19:06(UTC)
Rank: Newbie
Messaggi: 1
-UNA CARENZA O DIFETTOSA VIA DOPAAMINEGICA E' UNA POSSIBILE CAUSA? DI BULIMIA?
Luca Loisi
#3 Inviato : sabato 8 maggio 2021 23:16:44(UTC)
Rank: Newbie
Messaggi: 1

Penso lo studio sia davvero molto interessante, soprattutto per le persone che soffrono di questa malattia.

Importante sicuramente un team di medici e psicologi.

Due dati importanti che ho letto sono da relazionare :


1. al consumo di
 alimenti ricchi di micronutrienti, associati a grassi di origine animale. Solitamente chi ne soffre ha sintomi associati al malessere intestinale come problemi di gonfiore, dolore addominale, distensione, flatulenza, stitichezza alternata a dissenteria, che portano alla disbiosi intestinale. Infatti il microbiota intestinale è essenziale per garantire la digestione di alcune sostanze che vengono non solo assimilate dall’organismo, ma dobbiamo considerare il microbiota come batteri che producono attivamente le sostanze ( soprattutto vitamine ) essenziali al nostro organismo, e che se non viene nutrito, esso sarà debole. Quindi, è necessario far comprendere e accompagnare la paziente a non aver timore degli alimenti come il tuorlo delle uova, burro di centrifuga, pesce ricco di grassi buoni, e carne proveniente da allevamenti non intensivi.
2. al consumo di vitamine soprattutto la D. 
A tal proposito avevo dato uno sguardo anche agli studi nel blog di questo sito che un collega ha menzionato su un altro topic. voi che ne pensate?


giovanni colonna
#4 Inviato : martedì 11 maggio 2021 07:46:33(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 412

Caro Loisi,

d’accordo su tutto, molto meno su quanto si legge sul sito che hai indicato. È una descrizione fantastica di attività metaboliche mirabolanti. La quasi totalità le fa la vit. C. Quello che mi è piaciuto di più è l’elenco di quello che non c’è nelle capsule, in particolare arachidi, crostacei e pesce. Solo questo dettaglio dovrebbe farti capire come cercano di influenzare psicologicamente le menti ingenue degli italiani. Ti passo un po’ di notizie meno … psicologiche.

 Nel 2019 è stata studiata la composizione dell’estratto dei semi d’uva.

J Pharm Biomed Anal. 5 febbraio 2019; 164: 365-372. doi: 10.1016 / j.jpba.2018.11.003. Epub 2018 3 novembre. - Caratterizzazione, effetto antiossidante della polvere di semi d'uva e profilo di affinità in silico di composti polifenolici ed extra-fenolici per l'inibizione della calpaina

 Gli autori dichiarano: “I principali composti non fenolici identificati nella fase lipidica erano il gliceril-monostearato e la 2-monostearina mentre il fruttofuranosio e il saccarosio erano i più abbondanti nella fase acquosa. Tra i composti più abbondanti rilevati nelle varie fasi, il polifenolo quercetina ha mostrato la migliore affinità ed energia di legame libero verso il sito attivo della proteasi calpain calcio-dipendente. I polifenoli costituiscono probabilmente la parte bioattiva dell'SPG che dovrebbe essere sfruttata come modulatori sicuri della segnalazione intracellulare che è probabilmente alla base dei loro effetti benefici per la salute”.

Nel 2020 c’è stato il primo studio attendibile sulla reale disponibilità biologica dell’estratto di seme d’uva nei ratti.

Bioavailability of red wine and grape seed proanthocyanidins in rats. Food Funct. 2020 May 1;11(5):3986-4001. doi: 10.1039/d0fo00350f. Epub 2020 Apr 29.

 Gli autori hanno trovato che mentre antociani e antiossidanti del vino si ritrovavano sotto forma di loro cataboliti nel sangue, lo stesso non è accaduto per l’estratto di semi d’uva. Hanno però accertato che il biota intestinale gradisce molto l’estratto di semi e lo utilizza per il 7%, degradando molte delle catene polimeriche presenti nei semi in molecole più corte che determinano un aumento sostanziale (così è detto dagli autori) nel plasma dei metaboliti di fissione dell'anello laterale a 5 atomi di carbonio (5C-RFM) direttamente derivati ​​dal microbiota. Gli autori dichiarano anche che le quantità ematiche sono bassissime e non studiabili, quindi si ripromettono di usare in futuro substrati marcati con isotopi radioattivi per accertare se ci sono derivati degli antociani attivi e quale è il loro destino metabolico.

Esistono anche moltissimi studi dove si somministra l’estratto (spesso a dosi massivamente sproporzionate) a qualche povero animale (talvolta anche all’uomo) e si trovano effetti biologici strabilianti ma, nello stesso tempo, molti altri autori si affannano ancora oggi (anno 2021) per cercare di trovare un vettore per far assorbire a livello intestinale le sostanze antiossidanti contenute nei semi d’uva. Qualcuno mente, altrimenti non si impiegherebbero capitali, uomini e tempo per cercare di rendere biodisponibile qualcosa che al momento non lo è, mentre molti lavori scientifici descrivono effetti metabolici strabilianti. Uno dei due gruppi mente.  

Comunque, il composto più interessante è la quercetina, di cui sono note le proprietà antiossidanti. Allora è meglio utilizzare fonti note e abbondanti di quercetina come le foglie di thè verde (come tali, 3 – 4 g di thè verde polverizzato (un paio di bustine) mescolato ad altri alimenti come kefir o yogurt) o il succo di melograno, tutte cose che costano poco e sono sicure, senza scomodare delle capsule descritte con roboanti attribuiti ma fatte con tanta normalissima vit C (ottimo riducente) ed estratto d’uva FRANCESE (è più schick), ma che costano veramente tanto, come lo champagne. Chi fa l’affare? Chi le vende o chi le consuma?

Un saluto

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