Mi spiace ma ritengo che vengano date indicazioni non corrette. Il DPR 465/2001 non dice che il BCG va effettuato a tutti gli operatori sanitari etc etc ma che va riservato agli operatori che lavorino con casi di TB multiresistente (circa 50-90 casi/anno in tutta Italia e seguiti in pochissimi Centri ad alta specializzazione dovedovrebbero essere attuate in atto misure di protezione del personale più efficaci del BCG) e a coloro che, lavorando con molti casi di TBC, non possano effettuare la terapia dell'infezione qualora questa venga contratta (es. un infettivologo con epatopatia cronica attiva). Già nel caso di personale infermieristico è più utile spostare il lavoratore in altro reparto non a rischio. Ergo la vaccinazione andrebbe realmente fatta a pochissime persone. E' anche noto che il BCG ha una copertura scarsa se effettuato in età adulta e che in generale ha un'azione più di contenimento delle complicanze extrapolmonari che delle forme polmonari, che sono quelle contagiose. Pertanto non vale affatto la pena impegnare risorse umane ed economiche in inutili campagne vaccinali quando già sono scarse le risorse per la diagnosi precoce (vero problema!), per le terapie corrette dei malati e la terapia degli infetti con alto rischio di progressione verso le forme attive. Dr Luigi Codecasa. responsabile del Centro Regionale di Riferimento per la TBC della Regione Lombardia, Istituto Villa Marelli-AO Niguarda Ca' Granda, Milano e membro di STOP-TB Italia ONLUS, Milano.