La mia esperienza professionale mi permette di parlare solo della ricerca clinica. Se il titolo proposto vuole sottolineare uno scarso numero di programmi di ricerca, non sono d’accordo. Nelle cliniche universitarie se ne occupano tutti: dai tanti giovani medici che raccolgono i dati sul malato, ai medici più esperti che elaborano i risultati ottenuti, spesso senza avere mai visto il malato stesso. La ricerca viene fatta indipendentemente dalle capacità personali e, soprattutto, indipendentemente dall’esperienza clinica, sebbene quest’ultima sia indispensabile per poter dare il giusto peso ai dati raccolti. La mia opinione è confermata dall’enorme numero di pubblicazioni prodotte in Italia, ognuna delle quali ha un costo anche se non dice nulla di nuovo o di interessante. In altre parole, non è la scarsità di risorse che blocca la ricerca clinica, ma la mancata riflessione sul singolo malato oggetto di studio e l’uso limitante dei famigerati protocolli.
Va sottolineato, tuttavia, che la ricerca clinica non brilla neppure nelle grandi università straniere, in contrasto con l’impressionante sviluppo degli aspetti tecnologici della medicina. Faccio un esempio: le più importanti riviste scientifiche hanno pubblicato e continuano a pubblicare migliaia di lavori sul colesterolo, condizionando profondamente con i risultati proposti la politica sanitaria e la terapia delle dislipemie. Eppure gli “scienziati” sembrano ignorare ancora oggi le evidentissime e persistenti (settimane, mesi….) variazioni del profilo lipidico associate allo stress (infezioni anche modeste, traumi….) e quali interessanti prospettive l’esame di tali variazioni possa offrire al medico che le osserva.
La mia ricetta? Al fine di eliminare gli sprechi e la grande confusione che domina la ricerca clinica, suggerirei due condizioni: 1) consentire l’accesso alla ricerca e alle risorse necessarie solo ai medici capaci che abbiano maturato una esperienza clinica a tempo pieno di almeno 5 anni; 2) nei concorsi, assegnare il punteggio per le pubblicazioni a pochi lavori (ad esempio 10) scelti dai candidati stessi tra i più significativi della loro produzione scientifica.
Ersilia Garbagnati