Ginecologia

giu252015

Formazione medica su contraccettivi a lungo termine riduce le gravidanze indesiderate

Da uno studio svolto all'Università di California San Francisco in collaborazione con la Planned Parenthood Federation of America emerge che in un anno le gravidanze indesiderate sono calate in modo significativo dopo la formazione degli operatori sanitari sui vantaggi contraccettivi del dispositivo intrauterino e dell'impianto contraccettivo sottocutaneo, un metodo ormonale che non richiede interventi da parte dell'utilizzatrice offrendo fino a tre anni di protezione. Al trial, pubblicato su The Lancet, prima autrice Cynthia Harper del Bixby center for global reproductive health all'Ucsf, hanno preso parte 40 consultori di pianificazione familiare e 1.500 donne tra 18 e 25 anni. «Questo è il primo studio randomizzato che valuta l'efficacia di un intervento clinico nella riduzione del numero di gravidanze indesiderate, circa la metà di tutti i concepimenti nel paese» sottolinea la ricercatrice, spiegando che se i dispositivi intrauterini e gli impianti contraccettivi sottocutanei, noti anche come Larc, Long-acting reversible contraceptives, sono noti per essere più efficaci della pillola e del condom, gli operatori sanitari non li includono d'abitudine tra i metodi consigliati. E questo nonostante l'American college of obstetricians and gynecologists sostenga dal 2009 che i Larc dovrebbero essere usati come contraccettivi di prima linea nella maggior parte delle donne alla luce della loro elevata sicurezza ed efficacia. «Viceversa, studi svolti in precedenza dimostrano che solo il 38% dei medici statunitensi consigliano i Larc alle adolescenti, mentre il 53% li offre alle donne senza figli e il 25% alle donne dopo un aborto» precisano gli autori, che hanno assegnato in modo casuale i medici di metà dei 40 consultori coinvolti nello studio a ricevere una formazione sui Larc, mentre l'altra metà dei centri ha svolto la consueta attività. «Le donne che hanno preso parte allo studio volevano tutte avere una consulenza contraccettiva per non rimanere incinte nei 12 mesi successivi» precisa Harper. E al termine dello studio i risultati indicano che meno dell'1% delle donne che hanno usato un Larc ha avuto una gravidanza inaspettata, rispetto al 9% di chi ha preso la pillola e al 18% di chi ha usato il condom. Nel complesso, il 71% degli operatori sanitari formati sui Larc ha consigliato la contraccezione a lungo termine alle loro pazienti, rispetto al 39% dei medici nel gruppo di controllo. Tant'è che a conti fatti risulta che il 28% delle donne nel gruppo di intervento ha scelto un Larc rispetto al 17% del gruppo di controllo. «Il che, tradotto in numeri, vuol dire che grazie alla formazione il tasso di gravidanze indesiderate è sceso da 15% a 8% in un anno» affermano gli autori. E Carolyn Westhoff, consulente medico di Planned parenthood federation of America nonché coautrice dell'articolo, conclude: «Lo studio dimostra quanto sia importante che gli operatori sanitari abbiano informazioni complete sui metodi contraccettivi disponibili, così da poter fornire la migliore consulenza contraccettiva alle donne che ne facciano richiesta».

Lancet 2015. doi: 10.1016/S0140-6736(14)62460-0


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