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dic132018

Allergie alimentari, il Ministero fa il punto sulla sicurezza nutrizionale

Il ministero della Salute ha recentemente pubblicato un aggiornamento dell'atto d'indirizzo sulle Allergie alimentari del 2014, documento indirizzato ai professionisti sanitari, agli operatori alimentari, alle associazioni di consumatori e ai pazienti. Il rapporto, elaborato dall'ufficio 5 della Direzione Generale Igiene Sicurezza Alimenti e Nutrizione con la collaborazione di un gruppo di esperti delle aree rilevanti, mira a migliorare la tutela della sicurezza nutrizionale del consumatore allergico e a promuovere la conoscenza del fenomeno tra gli operatori.

Oltre a costi sanitari rilevanti per l'individuo e per il Sistema Sanitario Nazionale, l'allergia alimentare ha un elevato impatto sulla qualità di vita dei soggetti che ne sono affetti e dei loro familiari, a causa della necessità di una continua vigilanza per evitare l'alimento responsabile delle reazioni allergiche. Talvolta il problema nasce dall'incertezza sulla chiara segnalazione dell'allergene, fattore che provoca ansia tra i bambini, gli adolescenti e le famiglie, che si trovano spesso sole. D'altra parte però, come si legge nel documento aggiornato, le aziende si trovano in oggettiva difficoltà non essendo state definite soglie specifiche per i diversi alimenti.

«Negli ultimi anni ci sono stati cambiamenti nella legislazione relativa all'etichettatura degli alimenti e, di conseguenza, le informazioni per i consumatori con allergia alimentare sono migliorate. Non è stata però ancora raggiunta una semplificazione della possibilità di attuare una dieta di esclusione e, con l'etichettatura "precauzionale", il carico della valutazione del rischio grava sul consumatore, creando insicurezza e frustrazione. I consumatori allergici agli alimenti necessitano sempre più del consiglio dello specialista che insieme a loro deve essere in grado di leggere ed interpretare le informazioni presenti in etichetta» osserva il Ministero.

Gli esperti sottolineano che tra gli elementi cardine per affrontare l'allergia da alimenti vi è sicuramente una diagnosi posta correttamente, da allergologi e immunologi, in base a metodiche validate. Secondo il documento tuttavia in Italia la valutazione del rischio non è sistematica e uniforme in tutto il territorio nazionale e in molti casi la patologia è sottovalutata o non identificata in modo corretto. «I centri di allergologia e immunologia clinica collegati in rete regionale rappresentano un'eccezione positiva e d è auspicabile che questa realtà possa ampliarsi e coinvolgere tutte le Regioni» spiegano dal Ministero.

Infine, ulteriore elemento messo in luce dal documento è il ruolo dell'informazione e della formazione del personale addetto alla produzione e alla distribuzione di prodotti alimentari e pasti, una via per consentire a chi è allergico di poter consumare senza rischi alimenti e piatti pronti anche fuori casa.

Ministero Salute
http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=3542
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