mag282012
Solo il 6/7% dei pediatri italiani prescrive farmaci generici: questo è uno dei dati più rilevanti emersi durante la II Conferenza internazionale di pediatria che si è conclusa il 15 maggio a Praga. Come afferma Giuseppe Mele, presidente della Federazione italiana dei medici pediatri (Fimp), «la percentuale però può essere raddoppiata nel giro di un anno, arrivando quindi a un 12-14% grazie a una maggiore informazione e formazione». Sempre secondo Mele, incentivare un maggior utilizzo di farmaci generici «potrà incidere positivamente sulla sostenibilità di un Servizio sanitario nazionale che non può più permettersi costi tanto elevati per la spesa farmaceutica». Inoltre, dal momento che, sempre nella Conferenza di Praga, è stato rilevato un aumento consistente delle patologie croniche nei bambini, il risparmio derivato da un aumento delle prescrizioni di farmaci generici potrà liberare risorse da investire nella ricerca. La posizione della Fimp è in linea con quanto afferma Michele Uda, direttore generale di Assogenerici, che ricorda come «in Italia il consumo totale di farmaci generici è del 17,7%, contro una media europea del 50%». È necessario, quindi, da un lato sensibilizzare il pubblico attraverso iniziative di comunicazione e formazione, dall’altro favorire «una presa in carico da parte della politica e delle istituzioni in relazione a delle misure concrete, che possono vincolare le risorse liberate a favore del servizio sanitario».