Pediatria

lug232012

Fimp, fronte comune per rispondere al clima di incertezza

Essere presenti nel percorso che porterà al patto della Salute e ai nuovi Lea, in sintonia con Fimmg e Sumai; combattere gli interessi economicisti delle Regioni e non lasciarsi ingannare dalle promesse e dalle proposte politico-partitiche nel periodo delle prossime elezioni. Alla vigilia della riorganizzazione della Sanità e in vista del Congresso nazionale che siterrà a Genova a fine settembre, la Federazione italiana medici pediatri (Fimp) parla per voce del suo presidente, Giuseppe Mele (foto), che non si limita a specificare linee guida per non rimanere semplici spettatori dei tagli alla Sanità, ma traccia anche un ritratto della situazione italiana. «Tra poco l'Italia si fermerà per la pausa estiva» spiega «al ritorno il governo avrà ancora circa 60 giorni di lavoro, entro i quali probabilmente sarà varato il Patto della Salute per il prossimo triennio». Nel corso del semestre bianco, che precederà le elezioni, «toccheremo con mano i nuovi tentativi dei ragionieri regionali di contenere i costi con scelte localistiche che potrebbero toccare da vicino la pediatria di libera scelta» mette in guardia Mele «e assisteremo al costituirsi degli schieramenti politici in vista delle elezioni di primavera 2013». Con possibili ripercussioni sul mondo della pediatria, specifica il presidente Fimp «che sarà corteggiato da partiti e candidati». Ecco perché la Federazione invita i suoi iscritti, ma anche tutti i medici, a fare fronte comune in una situazione delicata in cui le scelte governative ricadranno su prossimo triennio. Una situazione che, peraltro, Mele definisce di «incertezza»: «Sensazione diffusa» dice «è che non si capisca bene chi deve fare cosa. È già successo con il Patto della salute - doveva arrivare a giugno, ora forse dovrebbe arrivare a ottobre -  e si ripete ora, collo stesso scenario: proposte forse deboli, scarsa concertazione, scontro preconcetto. Risultato: lo stallo». E tale stallo, sarebbe dovuto a ragioni «economicistiche», che impongono tagli ingenti anche alla Sanità mentre «si sostiene che l'assistenza territoriale dovrebbe ritornare centrale». Mele conclude esortando alla ragionevolezza: «Razionalizzare le spese è attività che dovrebbe passare prima di tutto da una razionalizzazione della spesa ospedaliera, l'unica effettivamente fuori controllo. Gli altri tagli potranno essere forse più semplici da effettuare, ma alla lunga non risponderanno mai al problema di base».


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